Spamalot, il musical dalla satira non-sense, che vince una scommessa difficile

Spamalot – Il Musical, prodotto da Teatro Nuovo di Milano e già presentato sulle nostre pagine, ha debuttato lo scorso venerdì 17 novembre ed a distanza di una settimana si può ben dire che il coraggio di Lorenzo Vitali, raccogliendo la sfida di Claudio Insegno con un investimento importante, è stato premiato e ha tutte le premesse per ottenere grandi soddisfazioni.

Lo spettacolo tratto da “Monty Python e il Sacro Graal” film-cult del più grande gruppo comico di tutti i tempi vede come protagonista principale Elio nei panni di un improbabile Re Artù il quale arruolerà per un’importante missione i cavalieri della tavola molto molto molto rotonda.

Si è parlato si sfida della produzione, ma altrettanta coraggiosa è stata la sfida di adattare in italiano il musical scritto da Eric Idle e John Du Prez e questo compito è stato assolto da Rocco Tanica grande appassionato conoscitore dell’opera dei Monty Python, sconosciuti al grande pubblico italiano e la cui comicità surreale non è facilmente comprensibile ad un pubblico non anglosassone. Dunque il compito non era facile ma grazie alla sua verve creativa, il risultato è stato più che soddisfacente e gradito dal pubblico che ride apprezzando l’ironia, talvolta demenziale, delle battute che vengono pienamente recepite.

Determinante è la regia affidata a Claudio Insegno, che sempre di più, dopo aver diretto altri successi come Jersey Boys e La febbre del sabato sera, in questa avventura ci ha creduto fin dall’inizio e ha saputo miscelare, sapientemente, tutti gli ingredienti per un risultati finale eccellente. Tra gli ingredienti non va taciuto l’apporto della direzione delle musiche dal vivo di Angelo Racz e la coreografia di Valeriano Longoni.

Il successo di Spamalot però si deve anche alla scelta di un cast di assoluta bravura che ha saputo rendere sulla scena lo sforzo compiuto nello scrivere il testo, perchè senza il loro talento non sarebbe stato possibile raggiungere l’obiettivo, a partire da Elio che è perfettamente calato nei panni di Re Artù, condendolo e con la sua originalissima comicità.

Ottima la presenza scenica e la voce della protagonista femminile Pamela Lacerenza che nel ruolo della Dama Del Lago, è perfetta.

Bravi anche gli interpreti dei ruoli dei cavalieri e l’ensamble:

Andrea Spina, Umberto Noto, Giuseppe Orsillo, Filippo Musenga, Thomas Santu, Luigi Fiorenti, Michela Delle Chiaie, Greta Disabato, Federica Laganà, Maria Carlotta Noè, Simone De Rose, Daniele Romano, Alfredo Simeone, Giovanni Zummo.

Molto apprezzata la voce di Dio (fuori campo) che è di Claudio Insegno, accompagnata dalla discesa in scena dalla gigantografia di due piedi e di un braccio, che non può far pensare al Musical “Aggiungi un posto a Tavola”, così come il balletto con i costumi coloratissimi, certamente non di epoca medievale, richiamano alla memoria i fantasmagorici colori dei balletti de “I Legnanesi”, che presto rivedremo in scena a Milano.

Lo spettacolo dopo la lunga tappa milanese fino al fino al 6 gennaio, proseguirà la tournée nei maggiori teatri italiani.

Foto di Luca Vantusso

 

 

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