Sogno di una notte di mezza estate, in scena al Teatro Fontana di Milano dal 5 al 24 giugno

dal 5 al 24 giugno 2018

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
di William Shakespeare
traduzione, adattamento e regia
Filippo Renda
con (in ordine alfabetico) Astrid Casali, Aurelio Di Virgilio, Matteo Gatta, Mauro Lamantia, Luca Oldani, Beppe Salmetti, Mattia Sartoni, Laura Serena, Irene Serini, Ester Spassini.
scene e costumi Eleonora Rossi
disegno suono e disegno luci Rossano Siragusano
assistente alla regia Valeria De Santis
assistente volontario Nicolò Valandro

Produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale
in collaborazione con Idiot Savant

Dopo il fortunato esito de Il Mercante di Venezia, la compagnia Idiot Savant si misura con un altro famoso testo shakespeariano: “Sogno di una notte di mezza estate” che debutta al Teatro Fontana di Milano il 5 giugno (con repliche sino al 24), nella traduzione, adattamento e regia di Filippo Renda, giovane regista under 30, al quale Elsinor/Teatro Fontana affida questa seconda produzione che segna così una seconda tappa di uno studio sulla lingua e sui contenuti del Bardo inglese.

In scena Matteo Gatta, Mauro Lamantia, Beppe Salmetti, Mattia Sartoni, Irene Serini ai quali si aggiungono Laura Serena, Astrid Casali, Aurelio De Virgilio, Luca Oldani, Ester Spassini.

È la Londra di fine anni ’70 a fare da sfondo a questa edizione del Sogno come ambientazione e contenitore per il dipanarsi della narrazione.

Gli anni ’70 hanno rappresentato un momento di tensione e collasso della società non solo londinese: in Italia i movimenti studenteschi, sempre più armati e militanti, gettano il paese in uno stato di perenne allarme. Si tratta, in sostanza, di un bisogno di distacco generazionale con la classe che aveva fatto le guerre, di un processo edipico a priori, cioè spesso senza alcun movente manifesto.

La stessa cosa accade a Londra nel mondo dell’arte: i giovani dichiarano il proprio disgusto per i vecchi in bombetta con la musica e non con le armi. Nascono il Punk, l’Art Rock e il Glam Rock, espressioni musicali che eliminano a priori tutte le convenzioni imposte dai padri: l’ambiguità di genere, l’androginia diventano uno strumento per fuggire dalla Legge del Padre.

Quella stessa legge – quella ateniese – da cui i quattro innamorati scappano, per rifugiarsi nel luogo – la Foresta – in cui tutto è permesso, in cui le dinamiche umane non sono determinate da sovrastrutture patriarcali, in cui gli Spiriti non hanno sesso o li hanno entrambi.

La foresta è qui un luogo oscuro – scrive il regista Filippo Renda –  in cui le sovrastrutture umane sono bandite, in cui non si obbedisce alla Legge, e l’androginia, l’ambiguità – o indifferenza – di genere regnano sovrane; in questo luogo cupo le coppie di innamorati perderanno il proprio partner e, per un attimo, anche se stessi.

Qui la Magia, il Rito e il Sacro sono reali e tangibili: i quattro spiriti (Oberon, Puck, Titania e Fiordipisello) sono quattro figure demoniache che utilizzano il misticismo per gettare la Foresta nel caos anarchico.

Sogno di una notte di mezza estate si presta bene a tradimenti e incursioni perché ricco esso stesso di contaminazioni, di suggestioni provenienti da diverse fonti, di echi di altre epoche.

In questo testo in particolare si compie l’incontro perfetto tra la struttura delle commedie shakespeariane – fatte di contrappunti, cinica dialettica, costruzione millimetrica e a tutto tondo dei personaggi – e i temi delle opere legate all’Inghilterra medievale, come Macbeth o Amleto: drammi cupi, dove la violenza affonda le sue radici nella narrazione e il rapporto col mistero è diretto, la magia parte della vita dell’uomo.

La prima scena del primo atto contiene infatti un nucleo violento: Teseo, uno dei padri fondatori della democrazia ateniese, ha rapito con la spada Ippolita, la regina delle Amazzoni, un popolo che ha scelto per sé la via della castità e del culto di Artemide. Teseo la strappa da quel mondo e la costringe a divenire sua sposa. Non si preoccupa dei desideri di lei, come, d’altronde, nessuno degli altri personaggi “cortigiani”. L’intreccio degli innamorati diventa così uno scontro tra persone che non sono in grado di compiere una scelta, ma che pensano piuttosto di poter di decidere sulla libertà erotica altrui.

Perfettamente intrecciata con la trama centrale, la mini-trama vede protagonisti un gruppo di artigiani – in questa versione minatori – che, durante una sorta di dopolavoro, ha formato una piccola compagnia filodrammatica e adesso si prepara a mettere in scena uno spettacolo da proporre al gran cerimoniere di Teseo per le nozze con Ippolita. Il testo non è bello, gli attori non sono bravi, ma la compagnia ha una caratteristica che la rende commovente: ha fede. Ha fede nel potere di trasfigurazione del Teatro, grazie al quale l’interprete può realmente fuggire dalla propria misera vita, e divenire principe, signore o, perché no, bestia feroce. I comici rappresentano il fulcro emotivo del testo, che divide il mondo in due: chi è in grado e chi non è in grado di credere al di là di ciò che è manifesto e razionale.

La Compagnia Idiot Savant, fondata da Mauro Lamantia, Filippo Renda, Mattia Sartoni e Simone Tangolo, ai quali si sono aggiunti successivamente Matteo Gatta, Beppe Salmetti e Irene Serini provenienti da altri percorsi professionali, nasce come gruppo di ricerca di linguaggi e tecniche teatrali durante la frequentazione della Scuola del Piccolo Teatro di Milano. La collaborazione inizia nel 2010 con uno studio-divertissement su un testo di Filippo Renda. Da allora in poi loro obiettivo è indagare il rapporto tra artista e pubblico. La prima produzione è stata Shitz – Pane, amore e… salame, tratto dall’opera dell’autore israeliano Hanock Levin, che nel 2012 vince la menzione speciale al Premio Scintille e il premio come migliore spettacolo al Festival Fringe La Mama Spoleto Open.

Le altre successive: Il Marito Smarrito, tratto da George Dandin di Moliere (2013, in coproduzione col Teatro Libero Incontroazione di Palermo); Alice, Cara Grazia (2013); Notturno, da “La casa del sonno” di Jonathan Coe (2014, in collaborazione col Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia); Il Complesso di Telemaco, tratto dall’omonimo saggio di Massimo Recalcati (2015); Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler, dall’omonimo romanzo di Massimiliano Parente (2016); Il Mercante di Venezia (prodotto da Elsinor Sala Fontana); 2084 – Apocalisse (2018). Il primo spettacolo per ragazzi, La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Dino Buzzati (2015) è stato selezionato per il festival Segnali e si è aggiudicato il Premio Piccoli Palchi di ERT FVG.

INFO E PRENOTAZIONI
da lunedì a venerdì dalle ore 9.30 alle 18.00
tel: +39 02 69 01 57 33
e-mail: fontana.teatro@elsinor.net

ORARIO SPETTACOLI
da martedì a sabato h. 20.30
domeniche di giugno h. 17.00
lunedì RIPOSO
PREZZI
intero  € 19,00
ridotto under 26/convenzionati  € 14,00
ridotto under 14/over 65  € 9,50
giovedì sera  € 15,00
danza&Jazz  € 15,00
danza&Jazz under 14/over 65  € 10,00
prevendita e prenotazione  € 1,00

ABBONAMENTI
CARNET 10 ingressi 130 euro: per i veri fan del Teatro Fontana, questo abbonamento consente l’ingresso a 10 spettacoli a scelta per la stagione di prosa. È possibile utilizzare fino a due ingressi per lo stesso spettacolo.

CARNET 5 ingressi 70 euro: consente l’ingresso a 5 spettacoli a scelta per qualsiasi spettacolo della stagione. È possibile utilizzare massimo un ingresso per spettacolo.

CARNET COPPIA 50 euro: questa formula di abbonamento è pensata per chi vuole condividere la serata a teatro. Carnet coppia consente l’ingresso a 2 spettacoli a scelta per 2 persone.

CARNET GIOVEDÌ SERA 20 euro: Giovedì sera è un abbonamento nominale valido per 2 spettacoli utilizzabile per tutti gli appuntamenti della stagione di prosa, solo il sabato sera.

2 INGRESSI LIBERI 30 euro: 2 ingressi – è possibile utilizzare entrambi i tagliandi a spettacolo.

PREVENDITA E RITIRO BIGLIETT
online: vivaticket.it
ritiro biglietti: da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 18.00
La biglietteria apre due ore prima dell’inizio dello spettacolo. Ritiro entro 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo.

COME RAGGIUNGERCI
Teatro Fontana via Gian Antonio Boltraffio 21, 20159 MI
metropolitana M3 e M5 Zara, M2 Garibaldi
Linee e tram 2 / 4 / 7 / 3
Linee bus 60 / 70 / 82 / 90 / 91 / 92
stazioni Bikemi 193 / 194 / 195 / 257 / 270
parcheggio convenzionato in via Ugo Bassi 6/8
accesso ai disabili con accompagnamento