Magnifica versione de ‘Il Berretto a Sonagli’, ancora solo per due giorni al San Babila di Milano

E’ in scena al Teatro San Babila di Milano la commedia, o meglio il dramma “Il Berretto a sonagli”, un opera scritta da Luigi Pirandello in lingua siciliana e ancora oggi di grande contemporaneità, per il fatto che i temi trattati raccontano storie eterne  e sempre verdi come la gelosia ed il tradimento. Oggi, sia pure in un contesto sociale molto diverso, la gelosia continua a mietere vittime, in modo incruento fra entrambi i generi,  replicando tutti i giorni, da che mondo è mondo, l’infedeltà coniugale che, in modo purtroppo cruento in questo caso, ha niettuto e miete vittime specie nel genere femminile.

Per altre notizie sullo spettacolo, vedi il nostro precedente articolo.

La commedia richiama altre due novelle di Pirandello,  La verità e Certi obblighi, scritti qualche anno prima.  E fu l’attore catanese  Angelo Musco ad averla commissionata per metterla in scena, per la prima volta a Roma nel 1923, con il titolo ‘A birritta cu’ i ciancianeddi, ovverro tradotto letteralmente “Il berretto con i campanellini” che era molto caricata per attirare pubblico e risate. A motivo di ciò l’autore discusse lungamennte con lattore e alla fine Pirandello decise di ritirarla e scriverne un’altra versione, ma pare che non trovando più il manoscritto originale si rifece proprio alla versione riadattata da Musco per il teatro

Ne è nato che la versione abbreviata non metteva più al centro la figura di Beatrice (la moglie gelosa che scatena tutto la tragedia), ma pone in risalto la figura di Ciampa, il suo antagonista e marito tradito, esaltandone  così il  dramma interiore di quest’uomo.

In ogni caso quello che rimane immutato è il dualismo tipico delle novelle del Pirandello, che ben sapeva cogliere quanto è insito nell’uomo, il quale riesce perfino a contraddirsi, a volte con superficialità, dicendo una cosa e comportandosi in un modo completamente opposto. Oggi come ieri non è molto diverso ed il tradimento, il dolore, l’amore, la verità e la finzione,  dominano i nostri rapporti con gli altri, spesso in modo tristemente ipocrita.

La trama:
Beatrice Fiorica, donna gelosa ed insoddisfatta del suo rapporto coniugale, si intestardisce a denunciare al delegato Spanò (una sorta di commissario di polizia dell’epoca), tra l’altro anche amico di famiglia, il tradimento del marito, il cavalier Fiorica, con la giovane ed attraente moglie del suo scrivano Ciampa,  che sia pure a conoscenza dei fatti,  tollera la situazione pur di salvare il suo “pupo”, ovvero la sua onorabilità, che all’epoca dei fatti perfino giusfificava il delitto di onore.

Ciampa, con ironici, ma anche drammatici giochi di parole, intuendo il piano scellerato della sua antagonista, oramai incontrollabile,  cerca di convincerla  a non presentare la denuncia, ma ogni tentativo risulta inutile e accade l’irreparabile.

Quando Ciampa ritorna a casa del suo padrone e scopre l’accaduto,  incontra Beatrice, che cerca di evitarlo, ma alla fine deve cedere e sentirsi tutti i discorsi, apparentememte insensati di Ciampa che le le parla in metafora  dicendole; “Tutti  portiamo sulla fronte tre corde d’orologio: ”la seria, la civile,la pazza”, poi spiega meglio: “Soprattutto, dovendo vivere in società, ci serve la civile;  che sta qua, in mezzo alla fronte.

Infine per non creare lo scandalo e mettere tutto a tacere propone di far passare per pazza Beatrice che inizia ad urlare in una crisi di nervi,

Ciampa, ormai accecato, replica con perfida apparente calma non  si ferma e prosegue nel far calare la sventurata donna nei panni delle “pazza” suggerendole come agire: “Gliel’insegno io come si fa. Basta che Lei si metta a gridare in faccia a tutti la verità. Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza!

Sul palco un cast di attori eccezionali, capaci di rendere il testo comprensibile, sia pure con un pò di battute in dialetto siciliano disseminate qua e là, ma perfettamemte recepite dal pubblico, nella fattispecie milanese, perchè chiara la mimica, aiutata dalla sapiente regia di Sebastiano Lo Monaco, che è anche il superbo interprete di Ciampa  e ha reso il personaggio pirandelliano perfettamente, esprimendo con tutta la forza il dramma che lo pervade, perchè per sopravvivere ad una società  perbenista è costretto ad essere ipocrita ed adottare un doppia morale.

Ma è così diverso ai giorni nostri?

Non succede forse che anche nell’attuale società si pensa una cosa e se ne faccia un altra?
Per non parlare dell’attuale mondo iperconnesso, in cui dietro uno schermo di un pc o smartphone si riesce a mettere in mostra una figura di se, molto diversa di quello che è la realtà. Perfino all’interno della famiglia ed i rapporti col coniuge, figli, fratelli ecc. non è affatto raro che le nostre affermazioni nei dialoghi vengano “filtrati” per quieto vivere ben ragionando che se dicessimo quello che pensiamo si romperebbe l’equilibrio ed allora si portano avanti rapporti ipocriti.

Un plauso a tutto i resto del cast (Marina Biondi, Clelia Piscitello, Claudio Mazzenga, Barbara Gallo, Giovanni Santangelo, Lina Bernardi, Maria Laura Casella), per il talento e l’ottima presenza scenica che hanno reso lo spettacolo assolutamente fruibile e non affatto pesante, sia pure   il testo per i temi trattati non è affatto lieve e banale.


A fine spettacolo arrivano per gli artisti lunghi e convinti gli applausi del pubblico, che anche a scena aperta ride ed appalude, richiamandoli sul palco più volte.

Belle e funzionali, quasi cinematografiche e senza “effeti speciali” le scene di Kriko Shiraishi, sia nel primo atto in cui riproduce uno spazio con giardino, che nel secondo atto con un salotto verandato da una grande vetrata, dalla quale si intravede il giardino alle spalle.  Molto belli i costumi  di Cristina Da Rold che riproducono fedelmemnte quelli dell’epoca, cosi come le musiche di Mario Incudine  e le luci di Nevio Cavina, che amplificano e rendono ancor più intense le tensioni di alcune  scene.

Non poteva iniziare meglio la stagione di prosa al San Babila e noi questo spettacolo ve lo consigliamo fortemente, sia per il testo che per il cast artistico di indubbio valore.

 

Teatro San Babila
corso Venezia, 2/A
20121 Milano
Tel. 02 798010

Per INFO e BIGLIETTERIA
Biglietti da €18,00 a € 28,00 – biglietteria presso il teatro
La biglietteria è aperta: martedì, giovedì e venerdì:
ore 10:00-17:00
mercoledì, sabato e domenica:ore 14:00-7:00

Orario spettacoli:
martedì, giovedì e venerdì ore 20:30
sabato (doppio spettacolo): ore 15:30 e 20:30
mercoledì e domenica: ore 15:30

Parcheggio convenzionato Piazza Meda
“Best in Parking”
Piazza Meda.2/A
Tariffa forfait € 5,00 nella fascia serale dalle 18:30 alle 01:00
Fascia pomeridiana: dalle 14:30 alle 19:30

 

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