Better voice 2019: un contest ideato con l’obiettivo di valorizzare il talento di un cantante

Non uno dei tanti talent, qui niente promesse vane e visibilità, ma son certe esperienza e qualità, il resto lo farà il divertimento garantito ed il magico mondo della Musica.

Ha superato la fase di organizzazione ed è pronto a tagliare il nastro, per la prima serata della gara effettiva in programma il 24, arriva Better VOICE, un contest ideato, condotto e organizzato da uno staff che ha come unico obiettivo la valorizzazione del talento di un cantante. Non ci sono ritorni economici per gli organizzatori che sposano la mission di cercare, stanare ed in fine confezionare per il mercato i talenti nella musica, il tutto, non chiedendo alcuna quota di iscrizione o partecipazione ai partecipanti.

Una sfida a Squadre e non una gara di canto qualsiasi con un programma intenso, in partenza, la direzione del programma sceglie i due capitani e i metodi che utilizza per farlo sono sostanzialmente due:

– Caccia al talento attraverso un giro nei vari locali di musica dal vivo.

– Caccia al talento attraverso esibizioni sui social (YouTube, Facebook, ecc). Una volta scelti e ingaggiati i capitani, sono questi ultimi a scegliere i loro strateghi.

A quel punto la direzione del contest passa allo step successivo, al reclutamento dei cantanti. I metodi utilizzati sono gli stessi della caccia ai capitani e in aggiunta scuole di canto che conoscono il nostro talent forniscono nominativi di iscritti. Inoltre, molti di loro sono performer che hanno partecipato alle edizioni precedenti.

Una tra le più importanti e organizzate accademie di Milano è diretta da “Marco Cenacchi” SCUOLA DI MUSICA MC di Milano.

Attraverso chat WhatsApp, pagina ufficiale Facebook e Gruppo Facebook, il contest organizza e comunica a tutti i partecipanti il regolamento, le modalità di partecipazione e tutto ciò che occorre come informazione all’artista per prepararsi alle selezioni.

Video, accuratamente preparati dallo staff e pubblicati sui social motivano, incentivano e sponsorizzano i cantanti durante la fase del programma.

Le selezioni sono gratuite e nessun vincolo lega l’artista. La forza di Better VOICE non è lo sponsor, non è neppure la pubblicità, ma è il potere enorme della musica.

Better VOICE ha successo perché mette in condizioni un cantante di esprimere il suo prezioso e unico talento davanti a un pubblico vero e sempre numerosissimo.

Durante le selezioni i cantanti ascoltano prima i capitani in esibizioni di breve durata. Successivamente ogni cantante viene ascoltato per 90 secondi, riceve un si oppure un no da capitani e strateghi e, in caso di maggioranza positiva, è lui stesso a scegliere la squadra con cui schierarsi.

Better VOICE ha un pubblico parlante capitanato da Davide Tatriele, un artista che segue gli organizzatori da molti anni: Davide interviene e decide le sorti del cantante nel caso in cui, dopo la sua esibizione in selezione, dovessero risultare due si e due no da parte dei capitani e strateghi.

Una volta formate le squadre, dalla domenica successiva, inizia il vero spettacolo.

Si parla di spettacolo, perché i cantanti saranno coinvolti in scontri singoli, in duetti e in scontri di squadra corali, organizzati e supervisionati dai capitani e dal ballerino professionista di Better VOICE ” Francesco Stufano”.

In ultimo e di certo non per importanza, il corpo di giuria:

SILVIA COLOMBINI

ANTONIO PROVITINA

FEDERICA ARIMATEA

GABRIELLA FAVARO

CHRISTIAN BENDOTTI

Solo ed esclusivamente professionisti affermati, ma con un denominatore comune: l’umiltà.

Il cantate riceve valide e preziose consulenze musicali e artistiche, ma con i giusti modi e i corretti metodi.

Alcuni nomi dei partecipanti del 2019:

Cantanti già in squadra:

ARIANNA DESIREE, RICCARDO MASSAZZA, FABIANA CARDILE, MARTINA MARCHETTI, MATIA MARTINELLI, GIORGIA RIZZA, ANGELA DIGILIO, LUDOVICA MARSICO, EREEKA P., RENATO PICERNO, MARZO, FABIO DUBINI, FABRIZIO RIZZI, ELISABETTA VANIN, STEFANO STEP GOVERNALI, MARCO CONTE, GIULIA BUZZI, CRIS BLANCO, NOEMI COLOMBINI, SOFIA BONARDI.

Cantanti in selezione il 24 febbraio

NICOLA FADDA, ERICA PEDRONCELLI, FRANCESCA RIGOGLIOSO, ELISA ROTA, ALESSANDRA OLMI, CLAUDIA CULLORA’, DOMIZIANA SCARANO, EMMA QUARLERI, ERICA PEDRONCELLI, FRANCESCA RIGOGLIOSO, GABRIELE BRUNO CIRA’, GIULIA MAZZILI, LUCIANA CARLOMAGNO, MANUEL SANVITO, MATTEO GESTI, SALVATORE SOLIMENE, SANDER BOTTIGLIONE, VALENTINA CARRIERO, AURORA CERNUTO.

Christian Bendotti, oltre a essere opinionista durante le serate, a fine gara sceglierà uno dei cantanti e gli farà produrre un brano nel suo studio di registrazione.

Partecipare a Better VOICE è un’esperienza indimenticabile.

Iscrizioni e Contatti:

Pagina Facebook ufficiale Better Voice

Gruppo Facebook ufficiale Better Voice History

Location: AS Hotel, Corso Como 52, Limbiate MB

La presidente di giuria Silvia Colombini non è un semplice soprano, ma, unica con questa dicitura, un Soprano d’Arti, ossia una artista prismatica creatrice di format inediti di concerto che mescolano all’opera lirica altre forme d’arte.

E’ diplomata in violino e in canto e come cantante si è esibita sui maggiori palcoscenici internazionali: Festival di Salisburgo, Fondazione Arena di Verona, Regio di Torino, Opera di Palermo, Catania, Roma, Bonn, Francoforte, Monaco, Staatsoper di Berlino, Semperoper di Dresda…

Ha lavorato con famosi direttori d’orchestra e registi, come: Zubin Metha, Fabio Luisi, Luca Ronconi, Mario Martone.

Ha cantato per grandi platee: 35 mila spettatori per l’Opera di Tel Aviv.

Ha tenuto concerti per i Presidenti: C. A. Ciampi e S. Mattarella e per i Papi: Giovanni Paolo II e Papa Francesco.

Ha inciso per DECCA Records e Parco della Musica Records.

Canta in 10 lingue e canta regolarmente in tour in Cina, dove è nota con l’epiteto di “The Queen of Italian Opera”.

Il canto è la sua vita ed è una ricercatrice instancabile, tanto che è ideatrice di un metodo di canto innovativo ARS – C Arte della Resistenza Superata, seguito da studenti di tutto il mondo.

Si avvicina la POP con umiltà e grande curiosità, su Better Voice dice “la prima volta che feci parte della giuria di questo contesto rimasi sorpresa dalla qualità delle voci. Per me interessantissimo e divertente poter mettere le mie competenze al servizio di giovani cantanti talentuosi e volenterosi, in ognuno di loro rivedo me ragazza con il cuore pieno di sogni e la gola che fremeva per la voglia di cantare!”

Questo è Better VOICE, genuinità, organizzazione, impegno e studio, spesso sono la chiave per il successo, e questa tipologia di Talent, gestita in modalità simili a questa, valorizza chi si approccia al settore dello spettacolo. Ma, invece, se i Talent vengono esasperati e strumentalizzati diventano uno squallido modo per commercializzare i sogni altrui gratuitamente, arricchendo le proprie tasche, e questo, assume un valore ancora peggiore se fatto su reti televisive. La televisione, come gli altri veicoli artistici, dovrebbe accogliere nei propri palinsesti artisti già formati e non ragazzini o improvvisati speranzosi alla ricerca di visibilità, questo per dare un senso agli studi professionali, alla costanza e per evitare che una “giuria” di personaggi pubblici giudichi delle esibizioni fini a se stesse, creando comunque un format che prodotto a quei livelli diventa una fonte di guadagno per le produzioni. L’arte discorda molto con gli interessi economici.

Inoltre il Talent divide le opinioni, come è giusto che sia, creando nello spettatore la voglia di tifare per un partecipante o per un altro, probabilmente per gusto differente dal parente/amico/coniuge con cui segue lo spettacolo, quindi un pubblico che guarda un Talent, per natura, è un pubblico che si divide nelle preferenze, invece quando ci si gusta uno spettacolo, un film, un quadro…e qualsiasi opera artistica, si vive insieme una sensazione, magari verso direzioni diverse, ma insieme si sogna. Quindi chi produce Talent ad “alto livello”, non fa altro che ammazzare la creazione e quindi l’Arte, per il semplice motivo che la poesia di uno spettacolo è un insieme di tante esibizioni con un filo continuo e non una passerella di esibizioni, modi provino, giudicati spesso da chi di palco non conosce neanche le scalette per salirci.

Non vuole essere una nota polemica, ma una riflessione. I primi a sognare dovrebbero essere i produttori, per poi sperare di fare emozionare il proprio pubblico.

 

 

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