Roy Lichtenstein, Multiple Visions al Mudec di Milano

II MUDEC di Milano presenta una delle più importanti figure dell’arte del ventesimo secolo: Roy Lichtenstein.

La sua arte sofisticata, dalla pittura alla fotografia, dal design alla moda, ha affascinato diverse generazioni e sicuramente affascina ancora oggi il fruitore.

In mostra sono esposte circa 100 opere che comprendono: sculture, arazzi e prints di grande formato; essi evidenziano i diversi generi dell’arte di Lichtenstein, elementi di culture differenti elaborate in chiave pop.

La “forma stampata”, ovvero la riproduzione meccanica che diventa una fonte di ispirazione, è alla base del lavoro dell’artista, che parte da un’idea originale a una copia moltiplicata in serie; una ricerca che Lichtenstein condusse  impiegando tecniche e materiali originali.

La mostra è organizzata attraverso un percorso tematico, negli anni ’50 Roy Lichtenstein perfezionò le diverse tecniche di riproduzione meccanica come litografia, acquatinta e incisione, rivisitando iconografie medievali e opere letterarie americane.

“In un certo senso sosteneva Lichtenstein: “Come Picasso usava elementi africani, l’America usava quelli dei suoi indiani”.  Alla fine degli anni ’70 infatti, l’artista ripropone il tema dei nativi americani riletto in chiave pop.

Per Lichtenstein gli oggetti di uso quotidiano diventano segni, riprodotti in modo superficiale e grossolano, il colore nelle sue opere diventa un colore oggetto, un elemento centrale con un valore intrinseco aldilà dell’oggetto stesso.

Lo specchio per esempio, ci appare come un oggetto non oggetto poiché manca della sua funzione specchiante diventando così un oggetto astratto.

Nei suoi primi lavori pop troviamo oggetti d’arredo come: bagni, tende, stufe e divani; negli Interiors Lichtenstein lavora sulla percezione dello spazio che richiama i disegni degli architetti modernisti, tutti i soggetti sono bidimensionali.

Gli Interiors sono ambienti della vita quotidiana quasi metafisici, mentre le figure hanno come punto di riferimento i personaggi dei fumetti; la figura femminile si evolve come la donna nel contesto sociale della società americana, tra gli anni 60 e gli anni 90.

Nei suoi Paesaggi Lichtenstein fa riferimento a immagini già realizzate da altri invece che alla natura, non riproduce la realtà ma la stessa immagine ripresa nei cartoons.

Negli anni ‘80 ritorna ad occuparsi del tema della pennellata nei Brushtrokes, ne modifica lo stile e le pennellate virtuali diventano delle sculture di bronzo e legno, nel tentativo di dare un’idea reale al gesto , dandogli un peso.

Una mostra da visitare tutta d’un fiato , uno spazio espositivo giocoso e colorato accompagnano 100 opere di valore inestimabile, consigliatissima.

Info:
Roy Lichtenstein. Multiple Visions
MUDEC
Museo delle Culture di Milano (Via Tortona, 56)
visibile fino al  08/09/2019

INFORMAZIONI
02/88.46.37.24
www.mudec.it

BIGLIETTI
Intero € 14,00 | Ridotto € 12,00

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
www.ticket24ore.it | Tel. +39 0254917

 

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