Paolo Migone si impone con la ‘classica’ – Ancora solo stasera al Manzoni di Milano

Al Teatro Manzoni di Milano comicità e musica classica incantano la platea milanese con lo spettacolo “Beetoven non è un cane”, già presentato sulle nostre pagine con il precedente articolo.

Prima di ogni cosa stupisce la tenuta fisica e la naturalezza dell’attore livornese, non perché non l’abbia mai avuta, ma perché l’ha sostenuta per quasi due ore di spettacolo, mantenendo il ritmo e l’attenzione del pubblico, senza nemmeno una pausa. Un portento di tecniche cabarettistiche, di padronanza scenica e di cura nelle movenze fisiche, che solo i numeri uno possono vantare. 

Paolo Migone, ormai solito a performance di alto calibro sin dai tempi delle primissime edizioni di Zelig in seconda serata, quando la “parolaccia” era concessa, con lo spettacolo “Beetoven non è un cane” ha voluto scrollarsi in maniera comico/irriverente del personaggio che lo ha reso celebre. Lo ha fatto deridendosi e sviando il nucleo del “solito” e già visto spettacolo di cabaret, in una direzione educativa a favore della musica classica, esaltando con destrezza i quattro “mostri sacri” della musica classica per eccellenza: Vivaldi, Mozart, Bach e Beethoven.

La musica classica vista dal grande pubblico come “noiosa” o “vecchia”, ha stimolato le corde comiche di Migone, che insieme all’attenta cura registica di Daniele Sala, è riuscito a far scivolare la platea nell’epoca storica musicale più proficua di tutti i tempi, dalla nascita di Vivaldi fino ad arrivare alla morte di Beethoven. Questo viaggio lungo “solo” due secoli circa, ha segnato in maniera indelebile la musica mondiale e, come ha fatto notare il comico, è racchiusa in un’area ristretta dell’Europa centrale, che con un vivo campanilismo ci deve far sentire orgogliosi, ma nello stesso tempo curiosi nello stimolare la voglia della conoscenza. E come gli straordinari mezzi telematici che abbiamo oggi, possono essere utilizzati in maniera intelligente e creativa e non in maniera passiva e narcotizzante.

In sala si è riso dal primo all’ultimo momento con la sua solita verve, ma con immagini, riferimenti storici, musiche e con un piacevole stupore, ci si è anche lasciati trasportare dalle battute sulle curiosità più disparate sui quattro Maestri. Si è anche riflettuto su quello che spesso si è costretti a sopportare per costrizione causa i mezzi di informazione e formazione, purtroppo a volte, assegnati ad elementi apatici, poco curiosi e testardamente ignoranti.

Il suo grido comico arriva diretto e ci auguriamo che venga ascoltato e recepito in questa storica era di cambiamento nella comunicazione globale.

La stagione teatrale al Teatro Manzoni è uno dei più bei fiori all’occhiello del panorama milanese e nazionale, il Teatro trasmette emozioni vere e vive di messaggi e al Manzoni ogni spettacolo non sarà mai banale.

 

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