Slow Music ha presentato il progetto ‘I luoghi della Musica’ e posata la prima targa del percorso

Lo scorso 23 novembre, in occasione della terza edizione della Milano Music Week,  si è tenuto un importante incontro dedicato agli spazi per la Musica della città. L’incontro è avvenuto nel Salone d’onore della Palazzina Appiani  e per altri particolari vi rimandiamo al nostro precedente articolo.

Ora vogliamo darvi conto d questo incontro che  è stato aperto da Massimo Poggini (giornalista, scrittore, direttore di Spettakolo, socio fondatore di Slow Music),  il quale ha introdotto il tema, illustrando il patrimonio di spazi per la musica della città, dal Teatro alla Scala a quello degli Arcimboldi, dai numerosi locali privati, al Palalido appena ricostruito, ai vari circoli ARCI, allo Stadio Meazza di San Siro (dove si stima che dal 1980 abbiamo partecipato ai concerti tenuti al suo interno oltre sette milioni di spettatori), fino ai progetti futuri come la prevista Arena Santa Giulia che nascerà in tempo per le Olimpiadi invernali del 2026 aggiudicate a Milano e Cortina, al nuovo Campus del Conservatorio di musica Giuseppe Verdi che verrà costruito a Rogoredo, nei pressi della stazione ferroviaria e del boschetto, che contribuirà a riqualificare con un progetto culturale.

La parola è poi passata a Luca De Gennaro (curatore artistico Milano Music Week), che ha portato il saluto dell’organizzazione e segnalato la grande partecipazione di pubblico, di giovani e appassionati, provenienti anche da fuori città, che hanno preso parte ai numerosi appuntamenti della terza edizione di Milano Music Week, dimostrando l’interesse diffuso per la musica e i lavori che girano intorno ad essa.

Senza aver concordato nulla con Slow Music, con il progetto “I luoghi della Musica” presentato dall’associazione, nel corso di MMW si è parlato in altre occasioni di “luoghi della Musica”: è stato organizzato un Music Tour nella città, per indicare ai partecipanti luoghi rilevanti da un punto di vista storico-artistico (case di musicisti, locali, sedi di case discografiche, ecc.), sulla falsa riga di quello che accade negli USA, in una città come Nashville, potente music city, dove anche Gianna Nannini ha inciso il suo ultimo album.

L’intervento dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, salutato da tutti i relatori dell’incontro per le sue competenze artistiche di musicista, compositore, titolato per esperienza diretta ad un assessorato come quello della cultura di una grande città, ha puntato a evidenziare gli interessanti programmi dell’amministrazione milanese, che presto realizzerà un masterplan musicale per definire con esattezza e lungimiranza gli obbiettivi da raggiungere per diventare e vivere  sempre di più come una music city.

Gianmario Longoni (direttore artistico di Show Bees) ha illustrato la sua esperienza storica di gestione del Teatro Smeraldo (ristrutturato in anni recenti, per diventare un punto vendita Eataly): nel pieno della zona della movida milanese, un teatro dalla forte identità artistica, di riferimento per la qualità degli spettacoli e dei concerti proposti nel corso degli anni, da quando il locale, ex cinema porno, venne ristrutturato e destinato all’attività teatrale, con una missione di alta qualità delle proposte. Longoni ha puntato in particolare l’attenzione sulla necessità e l’importanza di avere dei punti di riferimento forti nella città, identitari, capaci di aggregare il pubblico e offrire spettacoli e concerti emozionanti.

Rosario Pantaleo (consigliere comunale di Milano, gruppo consiliare PD), molto attivo in ambito culturale nel quartiere milanese di Baggio, ha affermato il desiderio di cancellare la contrapposizione tra centro e periferia delle città, perché ogni luogo ha i suoi spazi, la sua cultura. Da una sua indagine, a Milano risulta un totale di 167 spazi dove si può fare musica, dai locali, ai teatri piccoli e grandi, quelli centrali e quelli un po’ meno, ai teatri parrocchiali. Dalle sue parole è emersa l’importanza di ricordare i luoghi, gli spazi che hanno segnato la storia musicale della città: nessuna nostalgia dietro questo intento, ma senso della storia, del ricordo e conoscenza, per costruire il futuro.

Nicholas Tozzo (Circolo ARCI Magnolia) ha raccontato l’esperienza di questo spazio, che  soprattutto nella stagione estiva ospita concerti, rassegne, festival e accoglie oltre 200.000 spettatori l’anno, il circolo ARCI della città metropolitana con il maggior afflusso di pubblico, uno spazio pubblico nel parco dell’Idroscalo, assegnato con un bando alla gestione dell’associazione senza fine di lucro Magnolia nel 2005. Spazio che si è sempre distinto per la programmazione musicale, inclusiva e costante lungo tutto l’arco dell’anno, prestando una particolare attenzione al rispetto per l’ambiente, nella gestione dei servizi (plastic free, acqua naturale gratis per tutti).

Claudio Trotta (fondatore di Barley Arts e presidente di Slow Music) ha concluso gli interventi dei relatori, parlando dell’esigenza di confrontarsi con la modernità e con il futuro, nel concepire gli spazi futuri, aperti anche alla musica, pensando ai frequentatori sempre più giovani di questi spazi, ai disabili, ai servizi necessari, sia per il pubblico, sia per gli organizzatori. Sul futuro degli stadi milanesi, ha espresso il suo parere e sostenuto la posizione assunta dal Comune di Milano: non si può pensare di abbattere lo stadio Meazza e di costruire il nuovo stadio di Inter e Milan con un’operazione fortemente speculativa, che mira a creare soprattutto nuovi e grandi centri commerciali al posto di altri servizi, necessari e utili, culturali, di cui la città ha realmente più bisogno. Trotta si è inoltre soffermato sulla carenza di spazi per la musica di medie dimensioni (al chiuso e all’aperto, con capienza fra 3000 e 6000 posti) e sull’inevitabile adozione del biglietto nominale per i concerti, che porta alla smaterializzazione del biglietto, con minori costi per il pubblico, un maggiore controllo delle presenze e della sicurezza durante gli spettacoli di massa, senza causare difficoltà, ritardi, contribuendo inoltre ad annientare il fenomento del secondary ticketing.

In conclusione, Slow Music ha presentato il progetto “I luoghi della Musica”, ispirato alle celebri blue plaques inglesi: la prima targa di questo percorso culturale nella città di Milano che punta a espandersi in tutta Italia, è stata posata proprio all’Arena Civica “Gianni Brera” di Milano, per i tanti e diversi concerti tenuti nell’arco di oltre due secoli al suo interno, compreso il concerto per Demetrio Stratos, del quale nel 2019 ricorreva il quarantennale. È stato mostrato un breve video, schegge dei concerti all’Arena, e un videomessaggio di saluto inviato per questa occasione da Patrizio Fariselli degli Area, presenti al concerto del 14 giugno 1979.

Sui cosiddetti “luoghi della Musica” verrà posizionata una targa contenente una breve descrizione con un codice QR che tramite un device permetterà di approfondire la conoscenza dell’artista e/o del luogo con i contenuti media (immagini, video etc).

 

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