L’Uomo Perfetto è in scena al Teatro Martinitt di Milano dal 30 gennaio al 16 febbraio

L’UOMO PERFETTO
di Mauro Graiani e Riccardo Irrea,
diretto da Diego Ruiz.
Con Milena Miconi (Velia), Nadia Rinaldi (Maria
Eugenia) Gianclaudio Caretta (Robbi).
Produzione La Bilancia.
Scene Mauro Paradiso,
Costumi Davide Nisi,
Foto Chiara Calabrò,
Luci Stefano Valentini.

Milena Miconi, Nadia Rinaldi e… l’uomo perfetto. Un trio imperdibile all’inseguimento di un mito, che rischia però di essere sfatato. La ricerca esasperata del compagno ideale, a ogni mezzo e con ogni mezzo. Ma sarà davvero ideale? Non è tutto oro ciò che luccica…

In scena dal 30 gennaio al 16 febbraio.
Non basta più il miraggio del Principe Azzurro. Nella ricerca dell’anima gemella le donne si sono fatte più esigenti e, se possibile, più complicate. Il compagno ideale deve averle proprio tutte: deve essere bello, ricco, prestante, affettuoso, sensibile, comprensivo, passionale, romantico, disponibile, discreto, accondiscendente, intraprendente ma non troppo, collaborativo, forte ma anche vulnerabile quando serve…

Ma esisterà davvero? Uno che aiuta in casa di buon grado, non ti ammorba con il Campionato di calcio, ti ascolta per ore, capisce i tuoi contorsionismi mentali, approva le tue amiche, ti mette sempre al primo posto ma ti lascia libera? Forse –sempre che i pezzi siano tutti disponibili- converrebbe montarlo ad hoc, come un robot impeccabile, che risponde ai comandi. Probabilmente la domanda vera non è se esista l’uomo perfetto o se sia possibile fabbricarlo a nostro piacimento ma se, alla fine, ci piacerebbe davvero…

Info e prenotazioni:
TEATRO/CINEMA MARTINITT
Via Pitteri 58, Milano – Tel. 02 36.58.00.10 – Parcheggio gratuito.
Orario spettacoli giovedì-sabato ore 21, domenica ore 18. Il sabato anche alle 17.30.
Biglietteria: lunedì 17.30-20, martedì-sabato 10-20, domenica 14-20. Ingresso: 26 euro intero.
Abbonamenti a partire da 62 euro.

Il Martinitt
Un teatro entusiasta, dai grandi numeri (oltre 40.000 spettatori lo scorso anno e oltre 2600 abbonamenti in 10  stagioni), che crede davvero nei talenti –consolidati o emergenti- della moderna drammaturgia di casa nostra.

Riflettori sempre puntati però anche sulla danza. Al quartiere, infine, il Martinitt ha regalato anche il cinema che mancava.

 

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