Cabaret Sacco & Vanzetti, al Teatro Filodrammatici di Milano dal 18 al 23 febbraio

Teatro Filodrammatici di Milano
dal 18 al 23 febbraio 2020
Cabaret Sacco & Vanzetti
drammaturgia Michele Santeramo
musiche Papaceccio MMC e Roberta Carrieri
 con Raffaele Braia e Valerio Tambone – progetto e regia Gianpiero Borgia – produzione Teatro dei Borgia

 

L’immigrazione, il pregiudizio razziale, la  giustizia sono temi che solcano la contemporaneità e scuotono le coscienze.

Cabaret Sacco &Vanzetti  è la storia dei due anarchici italiani immigrati negli Stati Uniti negli anni dieci del secolo scorso e transitati da Ellis Island (come tanti giovani oggi emigrano dai loro Paesi e transitano da Lampedusa), condannati alla sedia elettrica, vittime di un processo farsa e di un crimine giudiziario.

Cabaret Sacco &Vanzetti  attraverso gli strumenti del teatro, il linguaggio del cabaret, gli sketch e i canti, sottrae questa storia alle trappole della retorica e del melodramma e la restituisce al piano del mito.

[…] È una sfida a colpi di risate, lacrime e passi di danza quella che conduce Gianpiero Borgia in Cabaret Sacco & Vanzetti basato sul testo di Michele Santeramo. In questo spettacolo è possibile leggere una ridiscussione radicale della categoria dello straniero, e dell’estraneità in tutte le sue forme, con una delicatezza capace di toccare il gioco e la tragedia, la disperazione e la verità. […] –  Caterina Piccione

[…] Cabaret Sacco & Vanzetti è uno spettacolo intenso, in cui lo spettatore compie un viaggio lungo sette anni, attraversato da attimi emotivamente più forti e incisivi del suo epilogo. L’intensità drammaturgico-recitativa, che per tutta la rappresentazione la regia riesce a mantenere alte […] – Monica Varrese

[…] Sembra una partitura musicale questo cabaret, i cui fili sono le sole voci che fanno la musica, le frecciate comiche, le variazioni di stile (come nel cabaret si avvicendano i numeri). Il disegno finale, dalla trama brillante, è di una crudeltà infinita, proprio come la realtà storica. Perché l’ingiustizia emerge tutta e si ride (anche tanto), ma si rimane agghiacciati al contempo, in uno stato emotivo spiazzato che solo un testo così irriverente e geniale può generare. Sono straordinari Braia e Tambone nel far emergere caratteri e tragedie personali in una modalità di comicità vintage e di gag continue.  […] – Nicoletta Cavanna

 

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