Il ‘Bar Blues’ di Testori, con l’intrigante Federica Bognetti apre la stagione del Fontana – la recensione

Lo spettacolo BAR BLUES è stato in scena dall’8 al 10 ottobre e ha inagurato la stagione 2020/2021 del Teatro Fontana come presentato nel nostro precedente articolo a cui vi rimandiamo per altre informazioni.

Lo abbiamo visto la sera di venerdì 9 ottobre e questa la nostra recensione:

Gilda… Gilda… come è difficile l’amore, intrigante la passione, eroica la tua sopravvivenza al dolore e alla disillusione per quegli uomini che hanno segnato la tua vita e poi sono spariti nel nulla, attraverso le parole delle canzoni inquiete e i movimenti del tuo corpo, quasi a liberarti della pelle del serpente.

Una sensuale, provocante e poi, d’un tratto razionale e strategica Federica Bognetti, porta in scena testi di Giovanni Testori e canzoni di Luciano Virgili, Dino Rulli, Jeanne Moreau e altri ancora, in una alternanza di teatro recitato e cabaret cantato e ballato, attraverso abiti indossati secondo il loro significato: una mantella, un cappellino e un semplice vestitino anni ’60 imprigionano nella loro semplicità la Gilda che arriva in camicia da notte rossa e fa vivere sentimenti e passioni, danzando su tacchi a spillo, sulle note pungenti del sax di Emiliano Vernizzi.

Sì, perché non sei sola sul palcoscenico fatto di pochi arredi domestici d’altri tempi e da vestiti appesi, in attesa della tue trasformazioni… Ti accompagna Emiliano Vernizzi che, con il suo strumento, precede,  sostiene e poi, con te, chiude il racconto dell’ennesimo amore o fugace avventura. Note struggenti, a volte così intense da parlare con te e al tuo posto: un urlo in un silenzio emotivo che gioca con quel cinismo che ti ha salvato la vita nel dolore. Non solo … è con te il fantasma di Rita Hayworth, presente come ombra attiva del disincanto d’amore, nel tocco sensuale che non può totalmente nascondere la donna che si racconta.

E poi Gino: lui ha toccato il tuo cuore e ti ha ingannato. Ti ha cercato e ti ha illuso di sentimenti passionali e dolci, ma di te cercava denaro e furbizia. Ti ha lasciato tra le braccia di un altro per guadagno e ti ha allontanato quando ti sei presentata davanti alla moglie, nella sua casa… troppo sua… a te non appartiene nulla, se non il riconoscimento della donna usata, sedotta nel profondo e abbandonata.

Gilda, Gilda… ti sei messa a nudo (anche in senso propriamente detto), hai donato il tuo corpo, sembri arrivata al capolinea del tuo cuore spezzato, ma… quel giovane dallo sguardo profondo e dalle labbra carnose e invitanti dà inizio a un altro giro di giostra.

Tutto si muove all’interno della tua casa, ma la regia attenta trasporta ciò che avviene altrove, nel mondo esterno, in una tabaccheria o nel condomini dove abita Gino, in un contesto a te favorevole, nel quale presenti la donna che lascia e ritrova se stessa attraverso un erotismo accecante, ma anche un eroismo di una vita lottata dentro e fuori di te.

Grazie Gilda!

Consigliato a chi ama il genere e a chi voglia conoscerlo.

Foto di: Valentina Sala

 

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