Pomeriggi Musicali: la prima Sinfonia di Marco Tutino, diretta da James Feddeck, in prima assoluta il 18 e 20 marzo

Debutta in prima esecuzione assoluta nella 76a Stagione dei Pomeriggi Musicali “Europa volti di una tradizione”, preparata dal direttore artistico Maurizio Salerno, la prima Sinfonia del compositore milanese Marco Tutino, musicista contemporaneo fra i più eseguiti al mondo, con un vasto catalogo di titoli operistici. Questa novità potrà essere ascoltata in live streaming dal Teatro Dal Verne in apertura di programma dei prossimi concerti settimanali giovedì 18 (ore 20) e sabato 20 marzo (ore 17), visibili gratuitamente alla pagina http://dalverme.org/streaming.php.

Sul podio il direttore principale dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali James Feddeck che, dopo la pagina di Marco Tutino, dirigerà anche la Serenata n. 1 in Re maggiore op. 11 di Johannes Brahms.

La visione del Concerto di giovedì 18 marzo sarà preceduta alle ore 19.30, sempre alla pagina http://dalverme.org/streaming.php, dal primo appuntamento di un nuovo ciclo di interviste video intitolato “Connessioni” e condotto da Michela Fregona, scrittrice e giornalista, tra le fondatrici nel marzo 2020 di “Scrittori a domicilio”, prima rete di presentazioni virtuali degli scrittori italiani. Ospiti di giovedì 18 marzo, il compositore Marco Tutino e il filosofo Stefano Zecchi, che intesseranno un dialogo sull’estetica musicale in rapporto al digitale.

«Il problema di confrontarsi con il genere e la forma della sinfonia – spiega il compositore Marco Tutino – sembra oggi irrisolvibile, anacronistico, e in definitiva esaurito: oramai tutto è stato detto e fatto, sia nella classicità del termine, come anche nel suo epigonismo. Data questa premessa, che può essere discutibile ma è vera per me, questa sinfonia non poteva che essere intrapresa con il senso di un distaccato omaggio alla sua forma più classica e nascente, ed infatti è stata composta con una attitudine del tutto distaccata e serena, evitando la tentazione e la pretesa di voler aggiungere qualcosa di inedito al suo impianto formale, e nemmeno di farne una parodia dissacrante. È una sinfonia, insomma, che avrebbe la presunzione di poter essere stata scritta da un compositore ibernato nei primi dell’Ottocento, risvegliatosi oggi e reso edotto in fretta e furia di alcune evoluzioni linguistiche accadute nel frattempo… ma appena, il giusto, senza troppi approfondimenti. Quindi, è una sinfonia elusiva, che non affronta nessuna sfida. Un divertimento, una distrazione, una pausa… si possono trovare tanti aggettivi critici per descriverla, anche se mi piace pensare, e ricordare agli ascoltatori, che nonostante i compositori abbiano spesso la presunzione di essere dei creatori assoluti e di governare la materia totalmente, non tutto è sempre sotto il loro controllo. Anzi, sovente le intenzioni degli autori, buone o cattive che siano, vengono tradite da un demone sconosciuto che insinua qualcosa di imprevedibile e di inedito nella composizione a loro insaputa, e che verrà compreso solo molto dopo, non necessariamente da chi l’ha ideata. Mi piace pensare che questo potrebbe essere il mio caso, in questa Sinfonia indifferente al tempo e ai tormenti del linguaggio musicale. Ma non lo saprò mai».

«La Sinfonia di Tutino – scrive Raffaele Mellace nelle note di sala disponibili sul sito ipomeriggi.it – suona come un atto di deliberato anacronismo: la proposta d’un meccanismo inossidabile, il pensiero sonatistico del classicismo viennese, che costituisce l’anima d’una cultura musicale condivisa dall’autore contemporaneo e dai suoi ascoltatori, benché i rumori del mondo siano oggi ben altri. Se ne apprezzino tre elementi: da un lato la propensione a un’agogica contemplativa; in secondo luogo la complessità, tipicamente sonatistica, della costruzione; infine l’importanza, in tutta la Sinfonia, del parametro ritmico».

Completa il programma una pagina del giovane Johannes Brahms, la Serenata n. 1 in Re maggiore op. 11 scritta nel 1857 a ventiquattro anni e presentata dall’amico violinista Joseph Joachim, prima in un concerto privato ad Amburgo nel 1859, poi finalmente in pubblico il 3 marzo 1860 a Hannover. Scritta nello stesso anno della scomparsa del mentore Robert Schumann, durante un incarico in una piccola corte a sud di Amburgo, il brano riflette il periodo di ritrovata serenità dopo la scomparsa del Maestro, rappresentando una pagina di ideale sonoro di bellezza storicizzata che rimanda alla scrittura mozartiana e alle sue raffinate pagine per lo stesso genere.

La prossima settimana al Teatro Dal Verme salirà sul podio Diego Fasolis, con un cambio di programma: invece dell’oratorio “La Creazione” di Haydn, saranno eseguite la Sinfonia in Re maggiore n. 104 “Salomon” Hob:I:104 di Franz Joseph Haydn e la Sinfonia in Mi bemolle maggiore n. 39 K543 di Wolfgang Amadeus Mozart.

I Pomeriggi Musicali desiderano rassicurare tutti coloro che sono in possesso degli abbonamenti per la 76ª Stagione Sinfonica dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali che, non appena sarà possibile riprendere le attività in Teatro, saranno rese note le possibilità e le modalità di recupero dei concerti sospesi a causa della pandemia.

 

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