‘Ultima notte Mia’ conclude la rassegna ‘Ieri e Oggi’ con l’intenso monologo di Erika Urban

Con lo spettacolo  “Ultima notte Mia”, proposto da Teatro 2.0 e trasmesso ieri sera 11 maggio 2021  in diretta streaming, si è conclusa la rassegna di approfondimento teatrale “Ieri e oggi”, prodotta da Reklama Tv e ideata dal giornalista Luca Cecchelli e Roberto Piano, che era stata inaugurata lo scorso 14 febbraio.

Il monologo, superbamente interpretato dall’attrice  Erika Urban, attraverso il testo  scritto da Aldo Nove e la regia di  Michele De Vita Conti, percorre in maniera lieve ma intensa  la vita della grandissima artista  Mia Martini proprio nel giorno in cui ricorre l’anniversario della sua morte.

Non è facile raccontare in un ora tutto quello che ha rappresentato l’immensa ‘Mimì” ma Erika Urban ci riesce divinamente e mentre è in scena sembra vivere in simbiosi con l’anima dell’artista scomparsa, come in una sorta di trance.

Così attimo dopo attimo fa rivivere con intensità allo spettatore la sofferenza che ha attraversato la vita di Domenica Bertè, in arte Mia Martini, partendo dalla sua infanzia, trascorsa al sud, in cui ha dovuto affrontare non solo la separazione dal padre ma anche il suo dissenso. Ma nulla ha fermato la sua passione di coltivare la sua voce che la faceva sentire viva e realizzata. Poi arrivarono “quelle voci”, influendo negativamente nella sua vita e le procurarono tutte le brutte esperienze  generate dalle “malelingue”, che hanno riversato su di lei il veleno del pregiudizio provocando un intenso dolore che, se da un lato l’ha attananagliata, dall’altro ha contribuito a fare di lei la donna sensibile e quella artista unica che era, per effetto di quel binomio indissolubile sofferenza-esibizione.

Mia Martini sa di avere talento e lo sanno bene anche coloro che frequenta, che per invidia iniziano a far circolare la voce che è una “iettatrice”. Questa cosa richiama alla sua memoria il ricordo di una donna che a Bagnara Calabra aveva ricevuto quel marchio per colpe mai avute. Ora anche per lei iniziava una “leggenda del dolore”: amavano le sue canzoni, ma non amavano lei e anzi ne avevano paura.

Come se non bastasse già questo dolore, arrivò pure la malattia che l’ha allontanata per qualche tempo dalle scene. Ma lei sapeva che la vita era una continua sfida e  riuscì ad emergere ancora e a riassaporare il successo anche se quelle “voci”  non si erano fermate e la perseguitarono fino alla morte che arrivò improvvisa e inattesa una mattina di maggio del 1995. La notizia scosse le coscienze di tanti e lasciò senza parole i suoi fan che ancora oggi l’amano intensamente.

Questo spettacolo, come nell’intento dell’autore, non vuole trovare la verità sulla morte dell’artista, ma vuole lanciare forte il messaggio di come l’ignoranza e l’invidia possano distruggere non solo la carriera di una persona, ma la persona stessa.

Erika Urban, attraverso lo studio del personaggio, riesce a veicolare con forza  questo messaggio suscitando un turbinio di emozioni e facendo presa sulle coscienze di chi l’ascolta, così da divenire esse stesse veicolo per altre persone.

A fine spettacolo, durante l’intervista, Erika Urban ammette che ancora oggi c’è una certa reticenza quando si parla di Mia Martini e questo lo ha potuto constatare portando in giro il suo monologo. Oggi, se potessi, vorrei esserle amica, vorrei aiutarla, conclude Erika Uban. Infine parla  dei suoi progetti di lavoro e annuncia che lo spettacolo  ‘Ultima Notte Mia” il 12 giugno sarà in scena al Circolo Culturale Cerizza di Via Meucci, 2 a Milano.

Grazie a Teatro 2.0 per il lavoro svolto fin qui durante questa pandemia e ci aspettiamo di poter ancora apprezzare altri spettacoli, anche se ovviamente siamo felici che il teatro riparte in presenza regalando al pubblico le emozioni di sempre.

 

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