Il flamenco con Israel Galván, il 18 e 19 settembre alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica

Dopo la riscoperta dell’ebrezza del vuoto, della forza della collettività, della fiducia nei corpi e nel contatto umano con la Compagnie XY per l’apertura del REf21, la “drammaturgia” della trentaseiesima edizione del festival ci riporta all’energia della terra e al suo fuoco.

Il secondo appuntamento nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica (18 e 19 settembre) è infatti dedicato a uno dei più grandi interpreti internazionali del Flamenco: Israel Galván. Danzatore e coreografo inclassificabile, già al REf nel 2014 al fianco di Akram Khan nell’indimenticabile Torobaka, Galvàn ha ricodificato il linguaggio del flamenco innestandolo ad aspetti performativi dei rituali della cultura popolare. Ma il fuoco che anima il suo Mellizo Doble, spettacolo che presenta insieme al musicista Niño de Elche, nasce da ciò che brucia sotto il suo calore: un corpo preciso, tagliente, eterno come una macchina.

Perchè ci racconta Galván «Il flamenco è figlio dell’età delle macchine e ha avuto inizio con il motore a vapore, le fabbriche tessili, le ferrovie, quasi un compendio della rivoluzione industriale». Come fare allora a invitare il pubblico ad essere parte di questa macchina, come farlo ballare all’interno di questo affilato meccanismo? Infiammando la scena lasciando che il materiale genetico dei corpi e delle creatività di Galván e Niño de Elche si ricombini e trasformi in una festa che invade il palcoscenico e ingloba il pubblico. Costruendo una “macchina sociale”, di cui ciascun corpo non è altro che un piccolo frammento, una macchina che canta, che fa vibrare la terra e che brucia di tutta quella passione che ci tiene in vita, ancora una volta. Se volete conoscere meglio Niño de Elche ascoltatelo su Spotify.

A proposito di passioni che bruciano, che ci tengono in vita e che muovono le nostre visioni, vi invitiamo alla lettura di questa intervista realizzata da La Repubblica in cui il Direttore Fabrizio Grifasi racconta a Rodolfo di Giammarco i temi e lo sguardo del Romaeuropa Festival 2021, in un orizzonte internazionale di stimoli e connessioni.

 

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