Orchestra Sinfonica di Milano: L’Imperatore, il 7e 9 ottobre all’Auditorium di Milano

Venerdì 7 ottobre 2022 ore 20.00
Domenica 9 ottobre 2022 ore 16.00
Auditorium di Milano, Largo Mahler
Nicola Campogrande Sinfonia n. 2 “Un mondo nuovo”
Ludwig van Beethoven Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 in Mi bemolle maggiore
op. 73 “Imperatore”
Johannes Brahms Sinfonia n. 1 in Do minore op. 68
Orchestra Sinfonica di Milano
Theresa Kronthaler Mezzosoprano
Roberto Cominati Pianoforte
Joel Sandelson Direttore

Venerdì 7 e domenica 9 ottobre (alle ore 20 e alle ore 16) Roberto Cominati “atterra”sul palco dell’Orchestra Sinfonica di Milano per il secondo appuntamento della Stagione Sinfonica. In programma il maestoso Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 Imperatore in Mi bemolle maggiore op. 73 di Ludwig van Beethoven, sotto la direzione di Joel Sandelson. Un Beethoven tra tardo romanticismo e musica contemporanea, proposto insieme alla Sinfonia n. 1 in Do minore op. 68 di Johannes Brahms e alla Sinfonia n. 2 “Un mondo nuovo” di Nicola Campogrande.

La musicalità coinvolgente e perspicace di Joel Sandelson è stata riconosciuta a livello internazionale nell’estate 2021 dopo aver vinto il prestigioso Festival di Salisburgo Herbert von Karajan Young Conductors Award. Questo successo lo ha posto saldamente come uno dei più interessanti direttori emergenti. Direttore dal gesto chiaro e preciso e dal braccio morbido, Sandelson colpisce per la sua vitalità sul podio, e per l’innata capacità di comunicare con i professori d’orchestra.

Cominati si misura col Quinto Concerto per pianoforte e orchestra in Mi bemolle maggiore op. 73, “Imperatore”, l’ultimo, più monumentale e celebre dei Concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven. Scritto tra il 1809 e il 1810 e dedicato all’arciduca Rodolfo Giovanni d’Asburgo-Lorena, nacque tra i tumulti dei cannoni in una Vienna minacciata dall’invasione delle truppe napoleoniche. Si percepisce l’impronta bellica evocata dalla minacciosa presenza dell’artiglieria francese alle porte della capitale asburgica; tuttavia, come in una sorta “stacco” epocale, nel secondo movimento Beethoven propone un’atmosfera più raccolta, una sorta di ripiego meditativo, in contrasto con la marzialità del primo e del terzo movimento. La prima esecuzione fu a Lipsia il 28 novembre 1811, con Friedrich Schneider al pianoforte.

A proposito di Beethoven, la Sinfonia n.1 in Do minore op.68 di Johannes Brahms fu definita da Hans von Bülow, “la decima sinfonia di Beethoven”, sottolineando il valore del sinfonismo brahmsiano come degno erede di quello del genio di Bonn. E non fu il solo: fu anche Eduard Hanslick a delineare un rigoroso parallelismo tra il linguaggio sinfonico dei due compositori. Un Brahms non ancora trentenne, infatti, completava il primo movimento (Un poco sostenuto – Allegro – Meno Allegro), ma sarebbero dovuti passare altri quattordici anni prima che la Sinfonia fosse definitivamente ultimata. Tra timore reverenziale e profondo rispetto per il sinfonismo beethoveniano, Brahms realizza con la Prima Sinfonia un lavoro cesellato fin dalle prime battute del primo movimento, scandite dai battiti del timpano e connotati da archi e fiati che procedono per moto contrario, gli uni ascendendo, gli altri discendendo.

Per spiegare il lavoro sinfonico di Nicola Campogrande, che vede la partecipazione del mezzosoprano Theresa Kronthaler, è sufficiente leggere le note dell’autore stesso:
“Come uomo e come musicista in questi tempi di guerra mi sentivo impotente. Avevo la percezione di non riuscire ad arginare, nella mia mente, il dramma che viviamo collettivamente. Fino a che non mi sono detto: un compositore ha la sensibilità e i mezzi per riflettere artisticamente su quanto sta accadendo; e ha il dovere morale di guardare avanti. È stato così che, lo scorso aprile, è nata l’idea di scrivere la mia Sinfonia n. 2 “Un mondo nuovo”: volevo provare a dare una risposta musicale all’angoscia che attraversa in questi mesi il nostro continente e che sembra mettere a rischio la civiltà millenaria che abbiamo prodotto, custodito e rinnovato per secoli. Mi è sembrato importante farlo subito, immediatamente, senza aspettare la riflessione, la sedimentazione, i tempi lunghi della Storia. Il che ha comportato una qualche dose di coraggio, forse persino di spavalderia;
ma, a confortarmi, c’è stata la consapevolezza, fin dal primo giorno, che non ero solo,
perché “fratelli musicisti” da molti paesi del mondo (Spagna, Francia, Germania, Polonia, Lituania, Italia) hanno da subito condiviso lo spirito e il senso del progetto, sostenendomi e spingendomi a procedere. Così, nel volgere di un mese e mezzo, la partitura era finita. Per far sì che la mia idea fosse chiara, evidente, ho chiesto al mio librettista Piero Bodrato di inventare un testo per l’ultimo movimento: desideravo che la voce di un mezzosoprano cantasse la nostra umanità, cantasse la bellezza, il respiro, la vita. E lui ha scritto parole meravigliose, che celebrano il gesto stesso del cantare come attività umana, comune a ogni popolo, a ogni civiltà, e capace di far esistere anche ciò che sino a un istante prima non esisteva. Per questo abbiamo poi scelto l’espressione “Un mondo nuovo” da far comparire nel titolo della partitura: le nostre sono infatti parole di fiducia in un mondo oggi attraversato dalla paura, parole per un mondo nuovo, nel quale vogliamo pensare di vivere, un mondo che la musica, ancora una volta, ci promette.”

Biglietti
Intero: 36 € in platea, 27 € in galleria. Over 60 e Convenzioni: 27 € (platea), 21 €
(galleria). Under 30 e Sostenitori: 19 € (platea), 17 € (galleria).
I biglietti sono in vendita presso la biglietteria dell’Auditorium di Milano, oppure online su
TicketOne e Vivaticket.

Orari biglietteria Auditorium di Milano: Martedì-Domenica, 10 – 19.
Recapiti: T. 02 83389.401, e-mail: biglietteria@sinfonicadimilano.org

 

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