Milano incontra l’innovazione: tra sostenibilità, design e tecnologia si disegna il futuro del Made in Italy

Protagonisti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e della ricerca si sono incontrati lo scorso 10 aprile presso il “Milano Contract District”, per il secondo appuntamento del ciclo “QN Distretti – Le sfide dei territori e i protagonisti delle filiere”

Nel cuore pulsante della Milano del design, durante la settimana del Salone del Mobile, si è tenuto un incontro cruciale per tracciare le linee guida del futuro produttivo italiano. Il 10 aprile, nella sede del “Milano Contract District” in Via Macedonio Melloni, si è svolto il secondo evento del ciclo “QN Distretti – Le sfide dei territori e i protagonisti delle filiere”, promosso da QN Quotidiano Nazionale. L’evento ha riunito imprenditori, istituzioni, innovatori e accademici per un confronto a più voci sui temi centrali per la competitività dei nostri distretti: design, sostenibilità e innovazione tecnologica.


A fare gli onori di casa è stato Lorenzo Pascucci, fondatore e CEO di Contract District Group, che ha sottolineato l’unicità del contesto milanese come laboratorio naturale per l’innovazione:
“Milano regala grandi opportunità a chi fa impresa e risponde in modo forte all’esigenza di innovazione. Noi siamo nati in questo scenario, creando nuove opportunità per la filiera.”

La visione strategica è stata rafforzata anche da Marco Alparone, vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanza della Regione Lombardia, che ha rilanciato la sfida a livello europeo: “Un’Europa forte non può esserci senza una Lombardia che la traina.”


Durante l’evento, Giuseppe Sala, sindaco di Milano, è stato intervistato dalla direttrice di QN Agnese Pini, affrontando temi come i dazi statunitensi e il ruolo strategico di Milano in un contesto geopolitico instabile.

Nel cuore della riflessione economica, l’intervento di Nicola Neri, CEO di Ipsos, ha evidenziato come “il mondo stia cambiando a un ritmo senza precedenti” e ha invitato le imprese a comprendere a fondo “le forze di cambiamento che plasmano la nostra società civile”.

Sul palco si sono alternati rappresentanti di aziende simbolo del Made in Italy, come Giorgio Bonacini (FLORIM), Alberto Scavolini (Ernestomeda), Silvia Borelli (TIM Enterprise), e Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, che ha commentato con realismo gli effetti dei dazi:
“Anche volendo iniziare a produrre negli USA, ci vogliono anni: due per un impianto produttivo, che diventano cinque per trovare la manodopera.”


Nel contesto dell’innovazione digitale, è emersa l’importanza della formazione: Francesco Zurlo, preside della Scuola del Design del Politecnico di Milano, ha presentato uno studio su gruppi di lavoro con e senza intelligenza artificiale, sottolineando il valore dell’empatia come competenza imprescindibile per il futuro.

A chiudere gli interventi, Maria Porro, presidente del Salone del Mobile, ha sottolineato il ruolo della manifestazione come vetrina internazionale e incubatore di idee:
“Milano non è solo una location, è un tessuto vivo. Il Salone è una straordinaria opportunità per studenti e aziende: 1600 eventi in tutta la città, prototipi, contaminazioni, futuro.”

Sul suo futuro alla guida del Salone, Maria Porro,  risponde con eleganza: “Non spetta a me dirlo, ma lo faccio con passione e vedo i risultati.”


La giornata si è conclusa con un cocktail di networking che ha permesso ai partecipanti di approfondire le riflessioni emerse, stringere relazioni e progettare insieme nuove traiettorie di crescita. L’obiettivo condiviso: rendere l’Italia più pronta al futuro, più sostenibile e più competitiva.