Alessandro Haber debutta al 59° Festival di Borgio Verezzi con Volevo essere Marlon Brando

Prima nazionale il 19 e 20 luglio in piazza Sant’Agostino

Il 59° Festival di Borgio Verezzi, diretto da Maximilian Nisi, accoglie in prima nazionale Volevo essere Marlon Brando, spettacolo autobiografico e visionario con Alessandro Haber protagonista assoluto. Appuntamento sabato 19 e domenica 20 luglio alle ore 21.30 nell’inconfondibile cornice di piazza Sant’Agostino a Borgio Verezzi (SV), luogo simbolo del teatro italiano all’aperto.

Tratto dall’omonimo libro autobiografico di Alessandro Haber e Mirko Capozzoli, edito da Baldini+Castoldi, lo spettacolo porta in scena un flusso teatrale denso di emozioni, tra confessione e sogno, sotto la drammaturgia e regia di Giancarlo Nicoletti. Completano il cast Francesco Godina, Brunella Platania e Giovanni Schiavo, con le scene di Alessandro Chiti, le luci di Antonio Molinaro e le musiche originali degli Oragravity.

Prodotto da GoldenArt Production e Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, lo spettacolo è un viaggio intimo e teatrale dentro la vita di un artista che ha fatto della sincerità il proprio segno distintivo.

Una settimana per fare i conti con sé stessi
Tutto comincia con una voce. Una voce che arriva da lontano… forse dal cielo, forse dalla coscienza.” Con queste parole prende avvio un conto alla rovescia surreale: una settimana di tempo per mettere ordine nei ricordi, negli amori, nei rimpianti e nelle passioni, prima di un misterioso e inevitabile appuntamento. Un’idea semplice ma potentissima che dà forma a un viaggio senza filtri dentro l’anima di un attore, ma anche di un uomo.

Al centro della scena un grande camerino dell’attore, ingombro di oggetti della memoria. In questo luogo sospeso tra realtà e finzione, si muovono presenze enigmatiche, tra cui una figura femminile che è al tempo stesso angelo, coscienza e specchio dell’anima. E poi c’è la musica, suonata dal vivo, e le canzoni interpretate da Haber stesso, che diventano estensione emotiva della narrazione.

Haber: attore, uomo, poeta del dubbio
Lo spettacolo è un atto d’amore per il teatro e per la vita, in cui Haber si racconta con una sincerità disarmante, attraversando i momenti più significativi del suo percorso: l’infanzia tra Tel Aviv e Verona, gli incontri determinanti, le ferite, le passioni artistiche e umane, il mestiere dell’attore vissuto come missione.

In un perfetto equilibrio tra ironia e malinconia, tra leggerezza e dolore, Volevo essere Marlon Brando diventa una confessione collettiva, in cui ogni spettatore si può riconoscere. Il finale? Non è una risposta. È un punto di domanda, aperto come un sipario che si rifiuta di chiudersi del tutto.

La regia di Nicoletti valorizza al massimo la carica espressiva, la voce, la fisicità e l’ironia inconfondibile di Haber, costruendogli attorno un dispositivo scenico che si fa confessionale e visionario insieme.

Per altre info, vistita il sito ufficiale del Festival.