Recensione – Rumori fuori scena al Teatro Franco Parenti: un orologio comico perfettamente oliato

Rumori fuori scena

È impossibile uscire dalla Sala Grande del Teatro Franco Parenti senza un sorriso stampato in volto dopo aver assistito a Rumori fuori scena, capolavoro della comicità teatrale scritto da Michael Frayn e diretto da un ispiratissimo Massimo Chiesa, in scena fino al 23 luglio 2025.

Lo spettacolo, portato sul palco dalla giovane e talentuosa compagnia The Kitchen Company, si rivela un’esplosione travolgente di risate, ritmi serrati e geniale disordine, perfettamente calibrato.


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La regia di Chiesa è una macchina comica di precisione: ogni inciampo, ogni oggetto fuori posto, ogni entrata sbagliata o battuta ripetuta contribuisce a costruire un universo teatrale esilarante, dove il caos è solo apparente. Il regista mette in scena con maestria la tragicomica fragilità del teatro stesso, trasformando gli imprevisti in meccanismi millimetrici, capaci di scatenare un crescendo di ilarità che conquista senza tregua il pubblico.

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Un cast perfettamente orchestrato

A rendere lo spettacolo un vero gioiello comico è la prova del cast, impeccabile nel destreggiarsi tra i doppi ruoli della commedia nel teatro e della farsa nel metateatro. Daria D’Aloia brilla nei panni della Signora Clackett/Dotty Otley, disegnando una padrona di casa svanita ma scaltra, con un perfetto timing comico e un’energia contagiosa. Le sue entrate e uscite armata di sardine e telefono sono un piccolo capolavoro di precisione e comicità fisica.

Fabrizio Careddu, nel ruolo del regista Lloyd Dallas, è splendidamente irritabile e sarcastico. La sua disperazione crescente nel tentativo di tenere insieme una compagnia allo sbando è interpretata con ritmo e misura, regalando momenti di impagabile frustrazione teatrale.

Mauro D’Amico nei doppi panni di Roger Tramplemain e Garry Lejeune è un vero funambolo della scena: balbetta, inciampa, si arrampica sul linguaggio e sulla scenografia con un’abilità degna dei migliori slapstick. Il suo tormentone “Capito, no?” diventa una costante esilarante, costruita con variazioni che strappano applausi a scena aperta.

La Brooke Ashton/Vicki di Susanna Valtucci è un mix irresistibile di sensualità e smarrimento: i suoi “Come?” detti con occhi spalancati, la perenne ricerca delle lenti a contatto e l’inconsapevolezza comica dei suoi movimenti creano un personaggio grottesco e tenero allo stesso tempo.

Splendida anche Lidia Castella come Poppy, l’assistente di regia dal cuore infranto e dalle mille incombenze tecniche. Il suo ruolo evolve con delicatezza, fino a un piccolo ma significativo colpo di scena finale. Castella riesce a essere tenera e comica insieme, senza mai forzare il tono.

Lorenzo Tolusso (Frederick Fellowes/Philip Brent/Lo sceicco) e Caterina Cottafavi (Belinda Blair/Flavia Brent) completano perfettamente la squadra degli interpreti: lui con gag fisiche calibrate, come gli improvvisi sanguinamenti di naso che interrompono la scena; lei con un’ironia asciutta e una comicità di sponda che tiene unite le dinamiche del gruppo.

Un plauso speciale va a Marco Zanutto nel ruolo dell’anziano e stropicciato attore Selsdon Mowbray, irresistibile ladro ubriacone sempre in cerca di whisky: Zanutto lo interpreta con un equilibrio perfetto tra farsa e malinconia, risultando memorabile ad ogni apparizione.

Chiude il cerchio Fabio Facchini, lo stressato direttore di scena Tim Allgood, sull’orlo di una crisi di nervi permanente. Facchini rende credibile ogni smorfia di esaurimento e ogni tentativo (fallito) di salvare la baracca.


Un perfetto teatro nel teatro

Rumori fuori scena è un omaggio irresistibile al teatro e ai suoi disastri quotidiani. Frayn gioca con il meccanismo del “dietro le quinte”, lasciando che i personaggi si svelino, si contraddicano e si perdano mentre tentano di portare in scena uno spettacolo che sembra sempre sul punto di crollare.

La traduzione di Filippo Ottoni è brillante, attuale e mai forzata, e le musiche scelte dei Monty Python contribuiscono a creare un clima surreale e beffardo che ben si sposa con l’assurdo teatrale del testo.

Il pubblico, ieri sera, ha risposto con applausi calorosi, risate ininterrotte e un entusiasmo crescente, premiando la compagnia con lunghi applausi finali e numerosi a scena aperta. La Sala Grande, ben climatizzata, ha offerto un ambiente perfetto per godere appieno di questo spettacolo estivo, ma non solo, perchè capace di far dimenticare ogni pensiero, in ogni stagione,  con l’arma più efficace: una risata condivisa.

CURTAIN CALL DEL 16 LUGLIO 2025

Da non perdere

“Rumori fuori scena” è un piccolo capolavoro comico che brilla per la qualità della messa in scena, la bravura corale degli attori e la regia intelligente e vivace di Massimo Chiesa. Uno spettacolo che dimostra come il teatro, anche quando fa finta di sbagliare, sa essere perfetto nel raccontare l’imperfezione.

Consigliatissimo: fino al 23 luglio al Teatro Franco Parenti. Portate con voi il gusto per il paradosso, la voglia di ridere e, perché no, un po’ di sardine immaginarie.