L’Aquila si accende con ‘Il Jazz italiano per le terre del sisma 2025’: due giorni di musica, memoria e rinascita

L’Aquila torna a essere la capitale del jazz italiano con l’undicesima edizione de “Il Jazz italiano per le terre del sisma”, in programma sabato 6 e domenica 7 settembre 2025. Due giorni intensi, con oltre 300 artisti distribuiti su 18 location del centro storico, tra concerti, mostre, laboratori e incontri che trasformano la città in un grande palcoscenico diffuso.

Un festival unico in Italia, capace di unire spettacolo, solidarietà e memoria, e che dal 2015 continua a portare arte e comunità nei luoghi feriti dal terremoto.

Un cammino tra musica e territori

Ad anticipare la rassegna aquilana, come da tradizione, il Cammino Solidale (29-31 agosto), con trekking e concerti itineranti tra Camerino, Castelluccio di Norcia e Amatrice. Un’esperienza che unisce la scoperta del territorio alla musica, coinvolgendo nuove generazioni di talenti grazie alla collaborazione con l’associazione Musicisti Italiani di Jazz (MIDJ).

L’Aquila “imprevista”: il tema 2025

Il filo conduttore di quest’anno è “L’Aquila imprevista”, un invito a riscoprire una città capace di sorprendere e reinventarsi. La musica diventa strumento di trasformazione, dove fragilità e memoria si trasformano in energia creativa e simboli di rinascita collettiva.

Ogni concerto, ospitato in monumenti, cortili e palazzi storici restaurati, diventa un atto di rigenerazione culturale e sociale, restituendo vita agli spazi e rafforzando il senso di appartenenza della comunità.


Il programma: tra sperimentazione e tradizione

Il 6 settembre la giornata si apre con la Big Band del Conservatorio Alfredo Casella, per poi proseguire con solisti e ensemble che spaziano tra elettronica, improvvisazione e reinterpretazione della tradizione, fino alle produzioni speciali come il quartetto From Gershwin to Bacharach.

Sul main stage di San Bernardino, tre momenti di grande rilievo:

  • Guantanamo, il progetto sperimentale di Fabrizio Puglisi;

  • TILT: Conduction per L’Aquila, improvvisazione diretta da Giovanni Maier con musicisti di diverse generazioni;

  • la Grande Orchestra Avion Travel & Medit Orchestra, con la voce di Peppe Servillo.

Il 7 settembre la giornata si apre al Parco della Memoria con la commemorazione delle vittime del sisma del 2009 e del terremoto del Friuli 1976, attraverso la produzione originale Parole e Musica per un Domani. La città si anima poi con concerti diffusi in librerie, palazzi storici e piazze, fino al gran finale al Parco del Castello con il collettivo Parbleu.

Musica, arte e formazione


Il festival intreccia linguaggi diversi: fotografia, cinema, danza e laboratori per bambini. Dal workshop “L’occhio in ascolto” per piccoli fotografi, agli incontri su jazz e fumetto, fino alle esperienze immersive al MAXXI L’Aquila e al Museo Nazionale d’Abruzzo, la rassegna offre un programma multidisciplinare che valorizza il patrimonio culturale e artistico del territorio.

Un progetto culturale di rinascita


Con oltre 4.000 artisti ospitati in undici edizioni, “Il Jazz italiano per le terre del sisma” è molto più di un festival musicale: è un progetto di ricostruzione culturale e sociale che dimostra come lo spettacolo dal vivo possa diventare forza di coesione, memoria e futuro.

La direzione artistica 2025, affidata a Silvia Bolognesi, Luca D’Agostino e Filippo D’Urzo, ha saputo creare un percorso innovativo che fonde jazz, arti visive e territorio, confermando il ruolo del festival come simbolo di resilienza e creatività collettiva.

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