Dal 14 al 19 ottobre 2025, il Teatro Menotti di Milano inaugura la nuova stagione con un atto di forte valore civile e artistico: “Il Trittico della guerra”, diretto da Gabriele Vacis, segna la prima milanese della trilogia composta da Prometeo, Sette a Tebe e Antigone, interpretate dalle attrici e dagli attori di PoEM Impresa Sociale, con gli allestimenti e la scenofonia di Roberto Tarasco.
L’appuntamento dà il via a “Teatro Disarmato”, un progetto che non si limita a essere una rassegna, ma una presa di posizione contro la guerra e l’indifferenza, come sottolinea il direttore artistico Emilio Russo: il teatro diventa “voce disarmata contro ogni guerra”, uno spazio fragile e potente capace di risvegliare coscienze e ribadire la necessità di scegliere da che parte stare.

Un viaggio nel mito per raccontare il presente
Il “Trittico della guerra” attraversa tre testi classici della tragedia greca — Prometeo incatenato, I sette contro Tebe e Antigone — reinterpretati da Vacis e dai giovani attori di PoEM come un unico racconto sulla libertà, la responsabilità e il conflitto.
Attraverso la lente del mito, lo spettacolo indaga le pulsioni e le contraddizioni del nostro tempo, in un mondo iperconnesso ma segnato da nuovi conflitti e da una crescente disumanità.
“Prometeo” (14 e 15 ottobre)

Ispirato al Prometeo incatenato di Eschilo, lo spettacolo apre il trittico con una riflessione sul gesto di ribellione che dà origine alla libertà. Prometeo, punito per aver donato il fuoco agli uomini, diventa simbolo della conoscenza e del sacrificio.
Vacis accompagna la narrazione introducendo parole di Luigi Meneghello e William Golding, intrecciando linguaggi e visioni in una scena essenziale fatta solo di corpi e voci.
La pluralità di lingue — dall’albanese all’armeno — rimanda a un mondo antico e perduto, in un canto corale che abbraccia il mistero della civiltà umana.
“Sette a Tebe” (16 e 17 ottobre)

Tratto da I sette contro Tebe di Eschilo nella traduzione di Monica Centanni, il secondo capitolo esplora “questo terribile amore per la guerra”.
Il testo si arricchisce di frammenti contemporanei: dati tecnici sulle armi, riflessioni storiche e citazioni di autori come James Hillman, Bertolt Brecht e Sun Tzu, per un potente dialogo tra antico e moderno.
La guerra è vista come guerra civile, dove il nemico ha sempre il volto del fratello: una metafora della nostra società divisa, che i giovani interpreti di PoEM restituiscono con intensità e consapevolezza.
“Antigone” (18 e 19 ottobre)

Il trittico si chiude con Antigone, nata dall’intreccio tra le Fenicie di Euripide e la tragedia sofoclea.
Antigone, figura eterna di disobbedienza e giustizia, viene riletta da Vacis come simbolo delle contraddizioni del nostro tempo: può rappresentare sia la ribellione che la conservazione, la libertà individuale o la ragion di Stato.
Il regista riflette sul significato mutevole del mito, mostrando come i classici restino vivi proprio perché capaci di contenere “la cosa e il suo contrario”, riflettendo gli sguardi e i conflitti di ogni epoca.
“La pace è il contrario della guerra?” – incontro al Teatro Menotti (19 ottobre ore 18:30)

A chiusura del trittico, domenica 19 ottobre alle 18:30, il Teatro Menotti ospita l’incontro “La pace è il contrario della guerra?”, moderato da Elisabetta Burba, direttrice della rivista Krisis.info.
Partecipano Ferdinando Gentilini (diplomatico e autore), Franco Pagetti (fotografo di guerra), Emilio Russo (direttore artistico del Teatro Menotti) e Gabriele Vacis (regista).
Un dialogo aperto sul fragile confine tra tregua e riconciliazione, per interrogarsi su cosa significhi oggi parlare di pace nel tempo delle guerre permanenti.
L’ingresso è gratuito
Un atto civile, non una semplice rassegna
Con Il Trittico della guerra, il Teatro Menotti inaugura una stagione che mette al centro l’impegno civile e la riflessione collettiva.
Attraverso il linguaggio del mito e la forza del teatro, Gabriele Vacis e gli attori di PoEM costruiscono un’esperienza scenica che non cerca di consolare, ma di risvegliare: un atto poetico e politico insieme, che invita il pubblico a guardare la realtà senza voltarsi dall’altra parte.
Crediti foto di copertina: Antigone e i suoi Fratelli – ph. Antonio Macchia
STAGIONE 2025 | 2026
BIGLIETTERIA
PREZZI
Intero – 18.00 €
Abbonamento TRITTICO DELLE GUERRA €30
TEATRO MENOTTI
Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 0282873611 – biglietteria@teatromenotti.org
ORARI BIGLIETTERIA
Dal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di
spettacolo
Domenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo
Acquisti online con carta di credito su www.teatromenotti.org
ORARI SPETTACOLI SALA GRANDE
Dal martedì al sabato ore 20
Domenica ore 16.30
Lunedì riposo
Sebastiano Di Mauro nasce ad Acireale (CT) nel 1954 dove ha vissuto fino a circa 18 anni. Dopo si trasferisce, per brevi periodi, prima a Roma, poi a Piacenza e infine a Milano dove vive, ininterrottamente dal 1974. Ha lavorato per lunghi anni alle dipendenze dello Stato. Nel 2006, per strane coincidenze, decide di dedicarsi al giornalismo online occupandosi prima di una redazione a Como e successivamente a Milano e Genova, coordinando diverse redazioni nazionali. Attualmente ha l’incarico di caporedattore di questa testata e coordina anche le altre testate del Gruppo MWG e i vari collaboratori sul territorio nazionale.
