Al Teatro Manzoni, il gran finale di “Un piano per la città 2025” celebra il talento delle nuove generazioni con Enrico Pagano e Konstantin Emelyanov.
Monza ha vissuto un fine settimana interamente dedicato alla grande musica con “Un piano per la città 2025”, la rassegna promossa dall’Associazione Musicale Rina Sala Gallo per valorizzare i giovani talenti e diffondere la musica come bene condiviso. Tre giorni di appuntamenti che hanno portato la musica in luoghi simbolici della città, culminando con il concerto sinfonico dell’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano, con Konstantin Emelyanov al pianoforte.

La rassegna si era aperta già venerdì 24 ottobre con un concerto dal fascino raccolto nella Chiesa di San Maurizio, dove il Trio Hèrmes – Ginevra Bassetti al violino, Francesca Giglio al violoncello e Marianna Pulsoni al pianoforte – ha incantato il pubblico in una cornice suggestiva, tra luci soffuse e una chiesa gremita. Un’atmosfera magica che ha introdotto perfettamente il clima di ascolto e partecipazione che ha accompagnato tutto il weekend.
Il gran finale al Teatro Manzoni, domenica 26 ottobre, ha unito due capolavori assoluti del repertorio classico: il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Beethoven e la Sinfonia n. 40 di Mozart. Un programma che ha esaltato il dialogo tra tradizione e giovinezza, interpretato da due protagonisti della stessa generazione musicale.
Enrico Pagano, classe 1995, si è confermato direttore di rara precisione e sensibilità interpretativa. La sua lettura è moderna, limpida, sempre attenta alla struttura e al respiro collettivo dell’ensemble. L’Orchestra Canova, composta interamente da musicisti under 35, lo ha seguito con grande affiatamento e partecipazione, offrendo una prova di alto livello tecnico e interpretativo.

Nel Concerto n. 2 di Beethoven, Konstantin Emelyanov ha letteralmente catturato l’attenzione della sala. Il suo pianoforte ha brillato per chiarezza e controllo, ma anche per profondità di suono. Le sue dita, precise e leggere, sembravano disegnare la musica più che suonarla, restituendo ogni passaggio con naturalezza e nitidezza cristallina. L’articolazione era impeccabile, il fraseggio elegante, sempre in dialogo con l’orchestra. Un virtuosismo mai ostentato, ma al servizio della trasparenza e del carattere beethoveniano. È stato uno di quei momenti in cui la tecnica e la sensibilità coincidono perfettamente, lasciando il pubblico incantato.

Dopo l’intervallo, la Sinfonia n. 40 di Mozart ha offerto un cambio di prospettiva: Pagano ha scelto tempi energici e linee chiare, restituendo una versione brillante e compatta, capace di mettere in risalto la leggerezza mozartiana senza rinunciare alla sua tensione drammatica. Gli archi dell’Orchestra Canova hanno mostrato una notevole coesione, mentre i fiati si sono distinti per precisione e pulizia di timbro.
Applausi calorosi e convinti hanno chiuso un pomeriggio che ha rappresentato al meglio lo spirito della rassegna: giovani interpreti, grande repertorio e una visione contemporanea della musica classica.
Con Un piano per la città 2025, Monza si conferma un luogo dove la musica non è solo spettacolo, ma esperienza condivisa e occasione di crescita culturale.
E in questo finale di rassegna, tra la direzione ispirata di Pagano e le mani incantatrici di Emelyanov, il pubblico ha ritrovato la gioia semplice e sempre nuova dell’ascolto.
