Dal 11 al 30 novembre 2025, il Piccolo Teatro Grassi di Milano ospita in prima assoluta L’angelo del focolare, il nuovo e potente lavoro teatrale di Emma Dante, coprodotto dal Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa insieme a una rete di prestigiosi teatri nazionali e internazionali. Dopo il successo di Re Chicchinella, la regista palermitana torna a esplorare le ferite più profonde della quotidianità, mettendo in scena la ritualità della violenza domestica e la tragica reiterazione del femminicidio.
La vicenda ruota attorno a una donna uccisa dal marito: ogni sera lui le spacca la testa, ogni mattina lei si rialza, ricomincia a pulire, cucinare, accudire, subire l’indifferenza dei familiari. Nessuno le crede, nessuno interrompe il ciclo della violenza. La casa diventa un inferno domestico, un luogo senza scampo dove la morte si confonde con la vita. L’angelo del focolare non è solo una tragedia intima: è un rituale di denuncia che dà forma alla ripetizione ossessiva del male, alla banalità della violenza di genere radicata nella cultura familiare.

La recita del 25 novembre sarà dedicata alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. In quella occasione, il Chiostro Nina Vinchi sarà illuminato di arancione, simbolo della Campagna globale UNiTE 2025 – Orange the World, cui aderisce il Piccolo Teatro.
Nel costruire L’angelo del focolare, Emma Dante parte da una riflessione sulla “manutenzione della violenza domestica”: un sistema di potere, spesso invisibile, che si perpetua nella quotidianità. Non si tratta solo dell’atto estremo, ma di ciò che lo precede — l’abitudine alla sopraffazione, la gerarchia patriarcale che sopravvive nei gesti, nelle parole, nei ruoli imposti. “Mi interessava raccontare,” spiega la regista, “la violenza come fatto ordinario, parte integrante del rituale domestico. Come scuotere la tovaglia dopo mangiato, così è normale lo schiaffo che la moglie riceve dal marito.”

Il titolo stesso, L’angelo del focolare, è per Dante intriso di ironia e sarcasmo: un modo per rovesciare l’immagine idealizzata della donna “tutta casa e famiglia”, simbolo di una dolcezza che in realtà nasconde una forma di negazione e coercizione. “La donna che si occupa solo della casa e dei figli finisce per diventare tutto tranne che angelica,” afferma la regista. “Dietro quella figura c’è una violenza subdola, un’esistenza annullata nei doveri e mai riconosciuta.”
Lo spettacolo segna il quarto lavoro di Emma Dante per il Piccolo Teatro, dopo Bestie di scena (2016/17), Misericordia (2019/20) e Re Chicchinella (2023/24). L’autrice e regista è stata ospite dello stabile milanese anche con Le sorelle Macaluso, Operetta burlesca, La scortecata e Pupo di zucchero. La festa dei morti.

Dopo Milano, L’angelo del focolare sarà in tournée fino alla primavera 2026, toccando teatri prestigiosi in Italia e in Svizzera: Teatro San Ferdinando di Napoli (4–14 dicembre 2025), Mestre, Verona, Firenze, Lugano, Vicenza, Udine, Cremona, Sarzana, Pontedera, Savona, Pistoia, Rovereto e Bari.
Come osserva Claudio Longhi, Direttore del Piccolo Teatro, “Emma Dante mette in scena un territorio in cui vivi e morti coesistono, dove la violenza domestica diventa rito e metafora. Nel suo teatro matriarcale, la cronaca si trasforma in mito, e la denuncia diventa gesto etico e collettivo.”
L’angelo del focolare è dunque un atto teatrale di resistenza, un grido corale che risuona contro l’indifferenza e l’invisibilità della violenza di genere. Nel buio della scena, tra i gesti quotidiani e le ripetizioni ossessive, la donna cerca di “volare” via dalla propria condizione, ma le è concesso solo l’intento del volo — un’immagine poetica e terribile che riassume l’intera tragedia.
Sebastiano Di Mauro nasce ad Acireale (CT) nel 1954 dove ha vissuto fino a circa 18 anni. Dopo si trasferisce, per brevi periodi, prima a Roma, poi a Piacenza e infine a Milano dove vive, ininterrottamente dal 1974. Ha lavorato per lunghi anni alle dipendenze dello Stato. Nel 2006, per strane coincidenze, decide di dedicarsi al giornalismo online occupandosi prima di una redazione a Como e successivamente a Milano e Genova, coordinando diverse redazioni nazionali. Attualmente ha l’incarico di caporedattore di questa testata e coordina anche le altre testate del Gruppo MWG e i vari collaboratori sul territorio nazionale.
