Un’apertura di stagione nel segno della modernità, del coraggio artistico e della memoria storica. Questa mattina il Teatro alla Scala ha presentato ufficialmente, in conferenza stampa, la serata inaugurale della Stagione d’opera 2025/2026, che il 7 dicembre porterà sul palco Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Dmitrij Šostakovič, nel cinquantesimo anniversario della scomparsa del compositore.
Si tratta di un titolo fondamentale del teatro musicale del Novecento, un’opera che ha segnato un punto di rottura nella cultura sovietica e che torna alla Scala in una produzione imponente, firmata dal Direttore musicale Riccardo Chailly e dal regista Vasily Barkhatov, al suo debutto scaligero.

Una inaugurazione nel segno di Šostakovič e della sua opera più scandalosa
Il 7 dicembre alle ore 18 (con anteprima Under30 il 4 dicembre) il sipario della Scala si alzerà su un’opera che, dal giorno della sua doppia prima nel 1934, ha sconvolto pubblico e critica grazie alla sua forza espressiva, al realismo sociale e alla rappresentazione cruda della sessualità, elementi assolutamente rivoluzionari per l’epoca.
Il cast vocale è di altissimo livello:
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Sara Jakubiak è Katerina L’vovna Izmajlova,
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Najmiddin Mavlyanov interpreta Sergej,
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Yevgeny Akimov è Zinovij Borisovič Izmailov,
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Alexander Roslavets veste i panni di Boris Timofeevič Izmailov.
La direzione musicale è affidata a Riccardo Chailly, alla sua dodicesima inaugurazione di stagione. La regia è di Vasily Barkhatov, con scene di Zinovy Margolin, costumi di Olga Shaishmelashvili e luci di Alexander Sivaev.

Un capolavoro di denuncia sociale e intensità drammaturgica
La storia, tratta dal romanzo di Nikolaj Leskov e adattata dallo stesso Šostakovič, ruota attorno a Katerina Izmajlova, una giovane donna intrappolata in un matrimonio forzato, oppressa dal suocero e sedotta dal garzone Sergej. Il suo percorso – tra omicidi, passione, ossessione e autodistruzione – è specchio delle contraddizioni della Russia zarista, ma anche delle tensioni sociali dell’URSS degli anni Trenta.

Dopo un clamoroso successo iniziale, l’opera fu messa al bando nel 1936 dopo una storica rappresentazione alla presenza di Stalin e accusata di “formalismo”. Solo negli anni Sessanta, con la revisione intitolata Katerina Ismailova, Šostakovič tornò a confrontarsi con il suo lavoro più controverso.
Il rapporto di Riccardo Chailly con Šostakovič e il ritorno alla Scala
Il Maestro Chailly ha un legame profondo con Šostakovič, nato proprio alla Scala nel 1972 quando, diciannovenne, assistette alle prove de Il naso diretto da Bruno Bartoletti. Da allora ha portato avanti un percorso dedicato al repertorio russo, culminato ora nel ritorno di Lady Macbeth.
Chailly sottolinea l’incredibile ricchezza della partitura, dove convivono:
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l’uso innovativo della politonalità,
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il patrimonio melodico popolare russo,
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e influenze mitteleuropee, come la citazione del Lied von der Erde di Mahler nel Quarto Atto.
A ciò si aggiunge il grottesco, cifra distintiva dell’opera, che emerge in interludi musicali e scene di forte impatto teatrale.
La visione registica di Vasily Barkhatov: una Katerina tra memoria, desiderio e abisso
Il regista russo Vasily Barkhatov, qui al suo debutto scaligero, propone una lettura psicologica e profonda, costruita attraverso un lungo lavoro comune con Chailly. L’opera diventa un viaggio nella mente di Katerina, tra ricordi, confessioni e disperazione.
Per Barkhatov, Katerina non è una folle ma una donna intrappolata da un sistema patriarcale e incapace di trovare alternative alla violenza per affermare la propria identità. La sua vicenda risuona potentemente anche oggi, tra temi come la libertà sessuale, il controllo sociale, la repressione dei desideri e la condizione femminile in una società retrograda.

La tradizione della Scala: una storia lunga più di mezzo secolo con Lady Macbeth
La Scala accolse l’opera per la prima volta nel 1964, e in seguito nel 1992 e nel 2007. La nuova produzione del 2025 entra idealmente in dialogo con questa storia, arricchendola di una visione musicale e registica rinnovata, allineata alla sensibilità contemporanea.
Guarda QUI l’intervista al Maestro Riccardo Chailly
La Prima in diretta su Rai1 e in tutto il mondo
Come da tradizione, il 7 dicembre sarà trasmesso in diretta su Rai1, Rai Radio3, RaiPlay e Rai4K, con una qualità video superiore agli standard televisivi e una copertura internazionale senza precedenti.
Conducono Milly Carlucci e Bruno Vespa, con collegamenti dal foyer.
La Prima sarà diffusa in diretta anche in cinema, piattaforme internazionali come Medici Tv e in numerosi Paesi europei e mondiali, fino al Giappone con NHK.

Prima Diffusa e incontri culturali: la città si prepara al 7 dicembre
Come ogni anno, la città di Milano vive un ricco calendario di appuntamenti, grazie al progetto Prima Diffusa, realizzato con Comune di Milano, Rai ed Edison. Tra incontri, proiezioni, conferenze e approfondimenti, la città si trasforma in un grande palcoscenico culturale.
Tra gli appuntamenti principali:
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Note di storia con Fondazione Feltrinelli,
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incontro con Barkhatov per gli Under30,
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gli incontri con Riccardo Chailly, Gian Mario Benzing e Fabiana Giacomotti dedicati a moda e costume teatrale,
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la guida all’ascolto alla Fondazione Feltrinelli il 7 dicembre.
Calendario delle rappresentazioni
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4 dicembre 2025 ore 18 – Anteprima Under30
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7 dicembre 2025 ore 18 – Inaugurazione Stagione
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10 dicembre 2025 ore 20 – Turno Prime Opera
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13 dicembre 2025 ore 20 – Turno A
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16 dicembre 2025 ore 20 – Turno B
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19 dicembre 2025 ore 20 – Turno C
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23 dicembre 2025 ore 20 – Turno D
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30 dicembre 2025 ore 20 – Fuori abbonamento
Prezzi
Serata inaugurale 7 dicembre 2025
da 3.200 a 150 euro
Repliche
da 300 a 40 euro
Infotel 02 72 00 37 44
www.teatroallascala.org
Crediti Foto interni Scala – Brescia e Amisano


