La provocazione, ancora una volta, vale oro. Una delle opere più discusse di Maurizio Cattelan torna a far parlare di sé: la toilette d’oro America, o meglio la sua unica “gemella” esistente, è stata appena battuta all’asta da Sotheby’s per 12,1 milioni di dollari. Una cifra che conferma il potere simbolico – e mediatico – di un artista che ha fatto della satira e dello scandalo una vera e propria cifra stilistica.
Realizzata nel 2016, America è una toilette perfettamente funzionante in oro massiccio a 18 carati, dal peso di oltre 100 chili. Esposta per la prima volta al Guggenheim Museum di New York, l’opera fu utilizzata da circa 100.000 visitatori fino all’estate del 2017, trasformando un gesto quotidiano in un’esperienza artistica carica di ironia e critica sociale.

Nel 2019 l’opera originale venne trasferita a Blenheim Palace, in Inghilterra, all’interno di un bagno storicamente legato a Winston Churchill. Proprio lì, nel settembre dello stesso anno, America fu rubata da un gruppo di ladri che, per asportarla, causarono ingenti danni all’edificio – patrimonio UNESCO – e un allagamento. L’opera non è mai stata ritrovata e si presume sia stata fusa. I responsabili sono stati individuati e condannati tra il 2024 e il 2025.
La toilette venduta all’asta è dunque l’unico esemplare rimasto: una copia autorizzata dell’opera originale, che un anonimo collezionista ha acquistato superando la stima iniziale di 10 milioni di dollari. Un acquisto che è anche una dichiarazione di status, oltre che un gesto concettuale perfettamente in linea con lo spirito di Cattelan.
Nato a Padova nel 1960, Maurizio Cattelan ha costruito la sua carriera sull’ironia corrosiva e sulla capacità di mettere in crisi il sistema dell’arte. Dalla banana Comedian, diventata un’icona pop globale, alle installazioni con animali tassidermizzati, fino alla celebre statua di Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite, l’artista ha sempre giocato sul confine tra sacro e profano, potere e ridicolo.
Anche America si inserisce in questa linea provocatoria. Alla sua presentazione al Guggenheim, i curatori avevano letto nell’opera una possibile allusione all’estetica opulenta e decadente associata alla presidenza di Donald Trump, appena eletto.

Un’interpretazione mai confermata – ma nemmeno smentita – da Cattelan, che ha sempre preferito lasciare spazio all’ambiguità. “Non c’è niente di più assurdo e decadente di una toilette tutta d’oro”, ha commentato recentemente un responsabile di Sotheby’s, sottolineando la forza simbolica dell’opera.
Nonostante l’eccezionalità della vendita, il risultato non segna il record assoluto per l’artista: resta imbattuto Him, la controversa scultura raffigurante Adolf Hitler in ginocchio con il corpo di un bambino, venduta da Christie’s nel 2016 per 17,1 milioni di dollari.
Con questa nuova asta, però, America conferma il suo status di icona dell’arte contemporanea: un oggetto quotidiano trasformato in specchio grottesco del potere, del denaro e delle contraddizioni della società occidentale.
Crediti
foto di copertina: L’opera America di Maurizio Cattelan, presentata al Guggenheim Museum di New York nel 2016. picture alliance/Getty Images
Articolo originale pubblicato su AD Francia, adattato da Paola Corazza.
