Natale nonostante tutto: oltre il rumore del mondo, un messaggio ai lettori e amici

Mai come quest’anno mi sono sentito un po’ imbarazzato nel rivolgere un messaggio di auguri ai tanti lettori e amici che ci seguono. Imbarazzato perché il rituale del bilancio di fine anno e dello slancio verso quello nuovo che arriva, come sempre preceduto dalle festività natalizie, con tutto il loro carico di aspettative, scadenze, vetrine illuminate e politiche commerciali, spesso poco hanno a che fare con lo spirito autentico del Natale e con la figura di Colui che andiamo a festeggiare.

È come se fossimo finiti dentro un grande calderone di eventi, iniziative, obblighi e inviti, un vortice che ci coinvolge tutti, volenti o nolenti, anche quando diciamo che “a noi non interessa”. E invece, in qualche modo, ci interessa eccome.


Sul piano lavorativo, per noi di Weblombardia, è stato un anno intenso e ricco di stimoli.
Sono successe tante cose interessanti e continueremo a impegnarci perché da queste pagine arrivino notizie, racconti e approfondimenti sempre più curati e appassionanti. Da sempre il nostro cuore pulsante sono le arti dello spettacolo, ma il 2025 è stato un anno vivace e creativo anche sotto molti altri aspetti: nuove pubblicazioni, temi attuali, storie del quotidiano, turismo, food, life style e curiosità che fanno riflettere, sorridere o semplicemente sognare.

Non ci interessano la cronaca nera né la cronaca politica se non marginalmente, eppure non possiamo negare che la politica, nel bene e nel male, influenzi e coinvolga le nostre vite molto più di quanto vorremmo ammettere.

E poi c’è lo sguardo sul mondo che ci circonda. Uno sguardo che non può essere distratto o superficiale: guerre cruente, fame, sofferenze, difficoltà enormi ci ricordano ogni giorno che non viviamo affatto in un paradiso terrestre. Tutt’altro. Anche nella nostra vecchia Europa non è ancora tempo di pace. I conflitti continuano, le logiche di potere si trascinano, e chi è più forte prova ancora a imporre la propria volontà con le armi.

Eppure, nonostante tutto, non vogliamo perdere la speranza in un mondo migliore. Una speranza che non è ingenua, ma concreta. Perché quel mondo migliore dipende anche da noi: dai nostri comportamenti, dagli atteggiamenti quotidiani, dalle scelte personali che facciamo nelle nostre famiglie, ma anche dal modo in cui viviamo e partecipiamo alla società civile di cui facciamo parte.

In questo senso, torna alla mente una pagina antica ma terribilmente attuale: il Discorso degli Ateniesi agli abitanti dell’isola di Melo, raccontato da Tucidide nella Guerra del Peloponneso nel 416 a.C.:
«Chi è più forte esige quanto è possibile e i deboli cedono. Potete assoggettarvi o perire».
Gli Ateniesi non usarono giustificazioni morali, ma la fredda logica della Realpolitik: il forte impone la propria volontà al debole, sostenendo che la sottomissione fosse la soluzione più “razionale” per evitare la distruzione totale. Gli abitanti di Melo difesero la loro neutralità, la loro libertà, appellandosi alla giustizia. Sappiamo bene come andò a finire.

E allora la domanda, oggi, non è solo storica. È profondamente attuale: noi, nel nostro piccolo, per quanto dipende da noi, che cosa scegliamo di fare? Accettare passivamente la logica del più forte o provare, ogni giorno, a ribaltarla con gesti, parole, attenzione, cultura, rispetto?

Che questo Natale possa portarci tempo buono, pensieri più leggeri, nuove energie e — perché no — anche qualche desiderio inatteso. Vi ringraziamo per il cammino condiviso, per la fiducia, per l’attenzione e per il tempo che ci dedicate. Continueremo a raccontare, osservare e cercare di capire il mondo, senza smettere di credere che un altro sguardo sia possibile.

Buon Natale e buone feste, davvero.

 

Sebastiano Di Mauro, direttore editoriale

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