Sinceramente bugiardi: equivoci, intrighi e risate nella commedia di Ayckbourn al Teatro Leonardo

Sarà in scena fino al 25 gennaio, al Teatro Leonardo di Milano, la commedia “Sinceramente bugiardi”. Tratta dal testo di Alan Ayckbourn, con la regia di Marco Rampoldi, mantiene la linea anglosassone del ‘600 dell’opera originale, come commedia degli equivoci, dei doppi sensi, degli intrighi e delle bugie, in ambito sentimentale.

Accompagnate dalle musiche dei Beatles, dei Rolling Stones, di Gianni Morandi e di Celentano, le scene si susseguono all’interno di una casa borghese; protagoniste sono due coppie di generazioni diverse: da una parte Aldo (Max Pisu) e Matilde (Roberta Petrozzi), dall’altra Fancesco (Matteo Pisu, per la prima volta in scena con il padre Max) e Ginny (Valeria Lo Verso).

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Subito, dalle prime battute, iniziano le bugie e le mezze verità:
sembra di calarsi nel contesto di una soap opera dei giorni nostri: Ginny, “quasi” certa che la sua nuova relazione con Francesco sia quella giusta, che la porterà al matrimonio, pensa di chiudere quella illecita con un uomo sposato, più grande di età, conosciuto in ambito lavorativo.

Francesco trova un appunto della fidanzata: Villa dei salici, Via Belvedere, Stresa. Alla richiesta di spiegazioni, Ginny da inizio all’ intrigo, attribuendo questo indirizzo alla residenza dei genitori, che lei stessa vuole raggiungere, per stare qualche giorno in loro compagnia, senza che Francesco l’accompagni.

Francesco è allibito: vuole raggiungere i futuri suoceri per chiedere la mano della figlia o è incredulo e teme il tradimento della fidanzata, reduce da diverse relazioni fallimentari? E’ lui il primo ad arrivare alla Villa, dove incontra Matilde, donna tanto ospitale, quanto ambigua nei commenti espressi. Segue l’incontro con Aldo, occupato nella manutenzione del giardino; tra i due scoppia l’equivoco: giochi di parole, fraintendimenti, doppi sensi, fanno credere ad Aldo che Francesco voglia sposare Matilde, facendo riferimento anche a storie amorose precedenti. Ovviamente, Francesco sta parlando di Ginny, ma Aldo trasferisce tutto su Matilde.

L’arrivo di Ginny (Valeria Lo Verso esprime al meglio il caratterino capriccioso) complica la vicenda, dando un ulteriore spinta comica alla commedia. Matilde la riconosce come donna in cui nome era riferito a una vecchia signora, collaboratrice del marito. I campanelli d’allarme stavolta risuonano nella testa di Matilde: lei che vorrebbe sembrare ingenua e benpensante, con l’unico intento di far ingelosire il marito, probabilmente indifferente alla moglie, fornirà un colpo di scena finale che lascerà gli spettatori con un sorriso di sostegno per il riscatto emotivo della donna.


I fatti sono diversi:
è Aldo l’amante anziano di Ginny; è lui che, sperando che Francesco voglia davvero sposare sua moglie, sogna una relazione libera con la ragazza, ma “qualcosa” gli ricorda le cure ricevute da Matilde, quella attenzioni che difficilmente Ginny potrebbe avere. Non solo: Matilde e Aldo non sono i genitori della ragazza… Francesco pensa che Ginny sia la figlia “della colpa”, di un tradimento del padre…

Marco Rampoldi e Max Pisu, esperti di questo tipo di rappresentazioni, hanno saputo adattare il testo originale alla mentalità milanese. Lo stesso Max Pisu ha menzionato suo figlio, per la prima volta insieme a lui sul palcoscenico. “Mi somiglia molto ed è più diligente di me nella dizione. Con l’esperienza, si scioglierà nel lasciare andare il suo istinto”. Sono quattro attori ben amalgamati: formano un anello attorno alla trama, per romperlo e rendere ciascuno autonomo nella recitazione.

I personaggi, spesso, passano attraverso il pubblico, avvicinandoli alla nostra realtà, accorciando la distanza del tempo, portandoli nella nostra vita di tutti i giorni.

Commedia simpatica, leggera, mai volgare, con un tocco di cinismo sui valori del matrimonio.

Crediti Foto@Francesco De Martino