Ascanio Celestini al Teatro Carcano: ultimi giorni a Milano per ‘Poveri Cristi’, il teatro civile che dà voce agli invisibili

Ultime repliche milanesi al Teatro Carcano per Ascanio Celestini, in scena dal 16 al 18 gennaio 2026 con il suo nuovo e intenso spettacolo “Poveri Cristi”. Un appuntamento atteso che conferma Celestini come una delle voci più autorevoli del teatro civile italiano, capace di trasformare storie marginali e dimenticate in un racconto teatrale potente, poetico e profondamente umano.

Frutto di oltre dieci anni di ricerca ai margini del mondo, Poveri Cristi nasce dall’ascolto diretto di chi vive ai confini della società: facchini, migranti, becchini, donne segnate dal dolore, lavoratori invisibili. Figure che raramente trovano spazio nel racconto ufficiale e che qui diventano protagoniste di una narrazione che unisce parola, musica e improvvisazione jazz, grazie all’interplay con il musicista Gianluca Casadei. Ogni replica è diversa, come un concerto: una scaletta mobile di personaggi e storie che cambia sera dopo sera, in dialogo costante con il pubblico.

In una periferia di Roma che somiglia a tutte le periferie del mondo si intrecciano vite emblematiche: Giobbe, magazziniere analfabeta che ha inventato un proprio metodo di lavoro; Joseph, che prima di arrivare in Italia è stato tutto ciò che il mondo può infliggere a un uomo; la Vecchia e la Prostituta, il bambino zingaro, il razzista, la Donna Impicciata, fino a San Francesco. Personaggi che, nelle parole di Celestini, non vengono raccontati come vittime, ma come “santi”, capaci ogni giorno del miracolo più difficile: restare al mondo.

Il cuore del progetto sta nella lingua: una lingua non letteraria, ma viva, raccolta attraverso interviste e “incroci di sguardi”, restituita sulla scena con rispetto e precisione. È una scrittura che rifiuta la retorica della pietà e sceglie la dignità del racconto, dove gesto, sguardo, suono e parola convivono in una multidisciplinarità fluida, fuori dal tempo e dalle mode.

Poveri Cristi è anche un romanzo pubblicato da Einaudi nel 2025, a conferma di un progetto narrativo che attraversa teatro e letteratura mantenendo intatta la propria urgenza civile. Al centro, una convinzione chiara: la Storia non la scrivono i vincitori, ma chi sa raccontarla. E il compito dell’artista è dare voce a chi non ha gli strumenti per farlo.

Dopo Milano, lo spettacolo proseguirà in tour nazionale, toccando città come Roma, Padova, Imola e Catanzaro. Ma le repliche al Teatro Carcano rappresentano un’occasione speciale per assistere a un lavoro che parla direttamente allo spettatore singolo, a chi sceglie il teatro come luogo di ascolto, riconoscimento e comunità.