Articolo di Ilaria Zuccari
In soli due mesi, più di 1700 bambini hanno varcato le porte dei teatri di Milano e dintorni insieme alle loro famiglie, con 688 “ricette culturali” distribuite dai pediatri. Numeri che raccontano il successo di Sciroppo di Teatro® Milano e dintorni, il progetto che intreccia cultura, salute e welfare territoriale attraverso il modello innovativo della prescrizione sociale.
L’iniziativa, promossa da Fondazione di Comunità Milano e Casa Ronald McDonald Italia, con il coordinamento del Teatro del Buratto e in collaborazione con il Comune di Milano, proseguirà fino ad aprile 2026, confermandosi come una delle esperienze più significative nel panorama nazionale delle politiche culturali per l’infanzia.
Cultura e salute: il teatro come strumento di benessere

Alla base del progetto c’è un’idea semplice ma potente: il teatro non è solo intrattenimento, ma un’esperienza capace di incidere positivamente sullo sviluppo emotivo, sociale e relazionale dei bambini. Attraverso un libretto contenente nove “ricette”, i pediatri invitano le famiglie a partecipare a spettacoli teatrali a un costo simbolico, riconoscendo alla cultura un ruolo concreto nel percorso di crescita.
Un approccio che trova il pieno sostegno delle istituzioni. Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, sottolinea come Sciroppo di Teatro® rappresenti «un esempio straordinario di come cultura e salute possano camminare insieme», rafforzando la vocazione di Milano come città inclusiva e attenta all’infanzia.
Un modello di welfare culturale condiviso

Il progetto si fonda su una rete ampia e articolata che coinvolge istituzioni culturali, sistema sanitario, amministrazioni pubbliche e privato sociale. Come evidenzia Lamberto Bertolé, Assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano, la cultura diventa così «uno strumento di welfare capace di ridurre le disuguaglianze», soprattutto per i bambini che vivono situazioni di fragilità.
Sulla stessa linea Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia, che riconosce nel progetto un modello virtuoso di prossimità culturale, in grado di valorizzare il tessuto locale e di rafforzare un ecosistema inclusivo e accessibile.
Investire sull’infanzia per costruire il futuro

Anche la Città Metropolitana di Milano sostiene con convinzione l’iniziativa. Giorgio Mantoan, Consigliere delegato, ribadisce come portare i bambini a teatro significhi offrire tempo di qualità, immaginazione e crescita, rendendo la cultura realmente fruibile da tutti e investendo in modo concreto sul futuro del territorio.
Un punto di vista condiviso da Carlo Marchetti, Presidente di Fondazione di Comunità Milano, che pone l’accento sulla sperimentazione della prescrizione sociale: quando il pediatra consegna il libretto, non propone una semplice attività ricreativa, ma prescrive un’esperienza culturale. Un monitoraggio indipendente valuterà l’impatto culturale e socio-sanitario del progetto, rafforzandone il valore scientifico e sociale.
Il ruolo del Teatro del Buratto e della comunità educante

Per il Teatro del Buratto, coordinatore del progetto, Sciroppo di Teatro® è prima di tutto un percorso di comunità. Come afferma la presidente Lucia Salvati, il teatro diventa uno spazio condiviso di ascolto e immaginazione, capace di unire bambini e adulti in un’esperienza di crescita comune. Un dialogo continuo tra ambiti sanitario, educativo, sociale e artistico che restituisce alla cultura il suo valore più profondo: quello di prendersi cura delle persone.
Un’esperienza che fa scuola
Con oltre 1700 bambini coinvolti in appena due mesi, Sciroppo di Teatro® Milano e dintorni dimostra che la cultura dell’infanzia può essere un potente motore di benessere e coesione sociale. Un progetto che guarda al futuro, rafforzando il legame tra teatro, salute e comunità, e che si candida a diventare un modello replicabile anche in altri territori.
Sebastiano Di Mauro nasce ad Acireale (CT) nel 1954 dove ha vissuto fino a circa 18 anni. Dopo si trasferisce, per brevi periodi, prima a Roma, poi a Piacenza e infine a Milano dove vive, ininterrottamente dal 1974. Ha lavorato per lunghi anni alle dipendenze dello Stato. Nel 2006, per strane coincidenze, decide di dedicarsi al giornalismo online occupandosi prima di una redazione a Como e successivamente a Milano e Genova, coordinando diverse redazioni nazionali. Attualmente ha l’incarico di caporedattore di questa testata e coordina anche le altre testate del Gruppo MWG e i vari collaboratori sul territorio nazionale.
