Il Misantropo di Molière al Teatro Franco Parenti: Andrée Ruth Shammah riporta in scena un classico feroce e attualissimo

In scena dal 3 con repliche fino all’11 marzo 2026, la Sala Grande del Teatro Franco Parenti di Milano ospita Il misantropo di Molière, uno dei testi più complessi, amari e sorprendentemente moderni della storia del teatro europeo.

Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Franco Parenti, porta la firma registica di Andrée Ruth Shammah, con traduzione di Valerio Magrelli e progetto di adattamento realizzato insieme a Luca Micheletti, in un allestimento che rinnova il dialogo tra il grande autore francese e la sensibilità contemporanea.

Non una semplice riproposizione di un classico, ma un’indagine teatrale viva, capace di interrogare il presente attraverso una commedia che smette di essere solo brillante per rivelare la propria natura filosofica, politica ed esistenziale.

Leggi QUI la nostra recensione della passata stagione


Un capolavoro del 1666 che parla al nostro tempo

Debuttato nel 1666, Il misantropo rappresenta una delle opere più alte di Molière. Diversamente dalle sue commedie più apertamente comiche, questo testo rinuncia alla risata immediata per lasciare spazio a un’ironia inquieta, fragile e quasi dolorosa.

Al centro della vicenda si trova il conflitto eterno tra:

  • verità e convenzione sociale

  • sincerità e opportunismo

  • ideale morale e compromesso quotidiano

I personaggi, eleganti e apparentemente raffinati, appaiono “indaffarati senza aver nulla da fare”, immersi in una società dominata dall’apparenza e dal conformismo. Ne emerge una commedia tragica, attraversata da tensioni emotive profonde e da una lucidità che continua a risultare sorprendentemente attuale.


Fausto Cabra è Alceste: la rabbia della sincerità assoluta

Protagonista dello spettacolo è Fausto Cabra, che interpreta Alceste, figura centrale e tormentata del dramma.

Il suo Alceste è un giovane incapace di adattarsi all’ipocrisia del mondo: pretende una sincerità totale, rifiuta ogni compromesso e combatte una società che percepisce falsa e superficiale. Tuttavia, proprio questa rigidità morale lo conduce all’isolamento.

Vestito di scuro, al centro di una scena abitata da personaggi dai colori pastello, Alceste diventa simbolo di un individuo che si distingue apparentemente dagli altri ma resta intrappolato in una società omologata nella sostanza.

È un uomo lacerato:

  • tra ideali assoluti e passioni umane

  • tra bisogno d’amore e rifiuto sociale

  • tra desiderio di verità e incapacità di convivere con il reale

Célimène: libertà femminile e fragilità contemporanea


Accanto a lui troviamo Célimène, interpretata dalla giovane Bea Barret, scelta significativa della regista che affida un ruolo centrale a un talento emergente.

Célimène è civettuola, brillante, intelligente e profondamente moderna. Ama la vita sociale e rifiuta l’idea di rinunciare alla propria libertà per un amore esclusivo. Dietro la maschera mondana emerge però una giovane donna fragile, spaventata dalla solitudine e determinata a difendere la propria indipendenza.

Il conflitto tra Alceste e Célimène diventa così il cuore emotivo dello spettacolo: non solo uno scontro amoroso, ma il confronto tra due visioni opposte dell’esistenza.

Come osservava il grande regista francese Louis Jouvet:

«È la storia di un uomo che vuole avere un incontro decisivo con la donna che ama e che alla fine di un’intera giornata non ci è ancora riuscito».

Una regia che mette al centro la parola e l’ascolto

Nelle note di regia, Andrée Ruth Shammah chiarisce la propria visione: eliminare ogni orpello per restituire centralità assoluta al testo.

Lo spettacolo inizia volutamente senza sipario, per non separare parole e scena e accompagnare lo spettatore verso un ascolto puro. La traduzione in versi settenari incrociati, in rima, crea un ritmo armonico naturale che rende il linguaggio accessibile senza perdere rigore poetico.

La scena diventa così spazio essenziale dove emerge la “disperata vitalità” di Alceste, solo davanti al potere e ai benpensanti, deriso dalla società ma forse unico capace di coglierne la follia.

Nella visione della regista non esistono colpevoli né vincitori: ogni personaggio evolve attraverso i propri punti di vista, in un teatro che rifiuta il giudizio per privilegiare la complessità umana.

Un cast corale e una macchina scenica d’eccellenza

Accanto a Fausto Cabra e Bea Barret, lo spettacolo vede in scena un ricco ensemble composto da:

Marco Balbi, Manuel Bonvino, Angelo Di Genio, Filippo Lai, Margherita Laterza, Francesco Maisetti, Edoardo Rivoira, Emilia Scarpati Fanetti, Andrea Soffiantini, con la partecipazione di Corrado d’Elia.

L’allestimento si distingue anche per l’importante lavoro creativo dietro le quinte:

  • scene di Margherita Palli

  • costumi di Giovanna Buzzi

  • luci di Fabrizio Ballini

  • musiche originali di Michele Tadini

  • cura del movimento di Isa Traversi

Le scene sono realizzate nei laboratori del Teatro Franco Parenti, mentre i costumi nascono dalla collaborazione con LowCostume e la sartoria diretta da Simona Dondoni.

Un elogio del pensiero critico attraverso il teatro

Il misantropo si conferma così un’opera profondamente contemporanea: un’indagine ironica e disillusa sulla coerenza individuale, sull’amore e sul ruolo dell’essere umano in una società dominata dal conformismo.

La messinscena di Andrée Ruth Shammah restituisce tutta la forza filosofica di Molière, trasformando il classico in uno specchio del presente. In un’epoca segnata da esposizione sociale continua e ricerca di consenso, la domanda posta da Alceste risuona più viva che mai: è possibile essere sinceri senza restare soli?

Uno spettacolo che non offre risposte definitive, ma invita lo spettatore a interrogarsi — ed è proprio in questa tensione, fragile e potente, che vive l’essenza più autentica del teatro.

ORARI
martedì 3 Marzo – 20:30
martedì 10 Marzo – 20:00
mercoledì – 19:45
giovedì – 20:30
venerdì – 19:45
sabato – 19:45
domenica – 16:15

*sabato 7 marzo doppia recita alle ore 15.00 e alle h 19.45

PREZZI
SETTORE A (file A–E + H)
intero 38€;
under30/over65 28€
SETTORE B (file F–R)
intero 28€;
under30/over65 20,50€; convenzioni 22€
SETTORE C (file S–ZZ)
intero 20,50€;
under30/over65 18€; convenzioni 18€

Tutti i prezzi non includono i diritti di prevendita.

Info e biglietteria
Biglietteria
via Pier Lombardo 14
02 59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it