Il MUPA apre a Milano: il Museo del Patriarcato alla Fabbrica del Vapore lancia un messaggio contro violenza e disuguaglianze

Sabato 7 marzo è stata inaugurata a Fabbrica del Vapore a Milano la mostra MUPA – Museo del Patriarcato, un progetto originale e provocatorio promosso da ActionAid insieme al Comune di Milano.

All’inaugurazione hanno partecipato come testimonial le Bambole di Pezza, band rock milanese reduce dall’esperienza al Festival di Sanremo, che da tempo porta avanti un messaggio di libertà, rispetto e autodeterminazione.

La mostra, semplice nell’allestimento ma potente nei contenuti, propone una riflessione sul patriarcato e sulle sue conseguenze sociali, invitando adulti, giovani e bambini a interrogarsi su temi come rispetto, parità e non violenza. Un percorso educativo che sottolinea quanto sia importante insegnare fin dall’età scolastica il valore dell’altro e il rifiuto di ogni forma di discriminazione o abuso, indipendentemente dal genere.

Un museo dal futuro per raccontare il presente

Il MUPA immagina un viaggio nel tempo: il visitatore viene proiettato nel 2148, anno in cui secondo l’ultimo Global Gender Gap Report l’Europa potrebbe finalmente raggiungere la piena parità di genere.

Da quel futuro simbolico, il patriarcato viene osservato come un fenomeno ormai superato, quasi un reperto storico. Attraverso installazioni, oggetti simbolici e scene di vita quotidiana, il museo racconta le contraddizioni della società contemporanea.

Tra le opere esposte:

  • una cabina elettorale che ricorda gli 80 anni del diritto di voto, con una scheda simbolica sull’abolizione del patriarcato;

  • un armadietto sportivo ricoperto di insulti sessisti, metafora degli ambienti sportivi più tossici;

  • diorami domestici e urbani che riproducono situazioni di disuguaglianza e squilibri di potere tra uomini e donne;

  • installazioni interattive che raccontano il modo in cui stereotipi e discriminazioni continuano a influenzare la vita quotidiana e i media.


Il messaggio delle Bambole di Pezza

Le Bambole di Pezza, ambasciatrici del progetto, spiegano il senso della loro partecipazione:

Il patriarcato non è un concetto astratto: è qualcosa che attraversa la vita quotidiana, nei commenti, negli spazi che ti fanno sentire fuori posto, nelle aspettative su come dovresti essere. L’idea di raccontarlo dentro un museo del futuro ci colpisce perché costringe a guardarlo per quello che è: un sistema di potere che ha prodotto disuguaglianze e violenza e che deve essere superato. Per noi la musica è sempre stata anche questo: uno spazio libero, dove nessuno deve chiedere il permesso di esistere, di esprimersi o di fare rumore. Se un giorno il patriarcato finirà davvero in un museo, vorrà dire che quel cambiamento culturale sarà finalmente diventato realtà”.


A dare il via al programma di eventi è stata anche Rachele Bastreghi, voce femminile dei Baustelle, con un set acustico di alcune sue canzoni.


Sport, stereotipi e paura: i dati della ricerca

Il progetto è accompagnato dalla ricerca “Perché non accada”, realizzata da ActionAid con Osservatorio di Pavia e 2B Research, che analizza il peso degli stereotipi di genere anche nello sport.

I dati mostrano una realtà ancora complessa:

  • un uomo su tre considera lo sport maschile più prestigioso;

  • una donna su due dichiara di aver avuto paura di frequentare strutture sportive.

Come sottolinea Katia Scannavini:

La Giornata internazionale delle donne un giorno diventerà il lontano ricordo di un’Italia segnata dalle diseguaglianze di genere. Quella del 2026, che raccontiamo con ventisette opere in mostra tra cimeli, reperti, installazioni interattive che ci guidano alla scoperta delle ‘vecchie abitudini del passato’. Se ancora oggi un uomo su tre considera lo sport maschile più prestigioso e una donna su due dichiara di aver avuto paura di frequentare strutture sportive, allora solo la prevenzione primaria come politica trasversale e strutturale può finalmente trasformare le cause culturali e sociali alla base della società patriarcale”.

Una mostra da vedere insieme: adulti, giovani e bambini


Il MUPA – Museo del Patriarcato resterà aperto dal 7 al 21 marzo, con l’unica eccezione di lunedì 9 marzo, giornata di chiusura per sostenere la partecipazione allo sciopero nazionale promosso dal movimento Non Una di Meno.


Accanto alla mostra è stato organizzato un ricco programma di talk, workshop, laboratori, performance e attività didattiche, con un’area Kids dedicata ai più piccoli e sviluppata insieme a centri antiviolenza e realtà femministe.

Una mostra che non si limita a raccontare il presente, ma invita a immaginare un futuro diverso, fondato sul rispetto reciproco e sulla libertà di ogni individuo. Un percorso che merita di essere visto da tutti, perché la cultura della non violenza e della parità si costruisce prima di tutto attraverso l’educazione e la consapevolezza.