Martedì 17 marzo 2026, alle ore 20:30, il palcoscenico del Teatro della Quattordicesima si trasformerà nel terreno di una sfida psicologica serrata con “Venere in Pelliccia”, spettacolo ispirato al celebre romanzo di Leopold von Sacher-Masoch.
La produzione, firmata dalla compagnia Baroni Rampanti e diretta da Emanuela Bonetti, porta in scena un adattamento teatrale intenso e visionario curato da Martino Palmisano, che divide il palco con Manila Barbati in un confronto scenico carico di tensione, seduzione e provocazione intellettuale.
Un duello teatrale tra seduzione e potere
“Venere in Pelliccia” è molto più di un semplice adattamento letterario. Lo spettacolo si sviluppa come un vero e proprio duello verbale e psicologico, in cui i protagonisti si affrontano in una partita fatta di sguardi, parole e sottili strategie manipolatorie.
La trama prende avvio da un apparentemente ordinario colloquio di lavoro: una donna si presenta davanti a un uomo incaricato della selezione. In un primo momento la situazione sembra ricalcare i classici schemi di potere e le dinamiche maschiliste ancora diffuse nel mondo professionale.
Ma il gioco cambia rapidamente.
Con intelligenza e ironia, la protagonista ribalta progressivamente i ruoli, trasformando quello che sembrava un rapporto di subordinazione in una sofisticata partita di controllo e seduzione.
Il richiamo al romanzo di Sacher-Masoch
Il cuore concettuale dello spettacolo rimanda direttamente al celebre rapporto tra Severin e Wanda, protagonisti del romanzo di Sacher-Masoch.
Attraverso questo riferimento simbolico, la pièce affronta temi universali come:
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il desiderio
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il potere nelle relazioni
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la libertà individuale
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l’emancipazione femminile
Il risultato è un gioco di specchi tra realtà e finzione, dove ogni certezza viene progressivamente messa in discussione.
Le interpretazioni di Manila Barbati e Martino Palmisano
La riuscita dello spettacolo si regge in gran parte sulla forza interpretativa dei due protagonisti.
Manila Barbati costruisce una figura femminile magnetica e imprevedibile, capace di oscillare tra ironia, seduzione e controllo con grande naturalezza scenica.
Accanto a lei, Martino Palmisano accompagna il pubblico dentro un percorso emotivo fatto di attrazione, smarrimento e resa.
Il confronto tra i due attori diventa così il vero motore narrativo della pièce, un dialogo serrato che cattura lo spettatore fino all’ultimo momento.
Una regia raffinata e un’atmosfera carica di tensione
La regia di Emanuela Bonetti punta su un ritmo teatrale preciso e incisivo, alternando momenti di ironia sottile a passaggi carichi di tensione emotiva.
Fondamentale anche il contributo visivo dello spettacolo: le scenografie e il disegno luci di Massimiliano Serra costruiscono uno spazio scenico essenziale ma evocativo, capace di amplificare la dimensione psicologica del racconto.
L’atmosfera che ne deriva è sospesa, quasi ipnotica, e accompagna lo spettatore verso un finale sorprendente e tutt’altro che prevedibile.
Uno spettacolo attuale e necessario
In un periodo storico in cui il dibattito su consenso, relazioni di potere e dinamiche di genere è più vivo che mai, “Venere in Pelliccia” si presenta come uno spettacolo attuale e provocatorio, capace di stimolare riflessioni profonde senza rinunciare alla forza del teatro di parola.
La pièce diventa così uno specchio della società contemporanea, mettendo in discussione stereotipi e certezze attraverso il linguaggio universale del teatro.
Una serata che promette di coinvolgere il pubblico milanese in un viaggio affascinante tra psicologia, seduzione e ribaltamento dei ruoli, dimostrando ancora una volta quanto il palcoscenico sappia indagare con lucidità le contraddizioni dell’animo umano.
INFO:
Data: 17 marzo 2026
Orario: 20:30
Luogo: Teatro della Quattordicesima, Via Oglio 18, Milano
Biglietto: Posto unico 15,00 €
Durata: 75 minuti circa
CONTATTI E PRENOTAZIONI:
Sito web: teatrodellaquattordicesima.it
Biglietteria online disponibile sul circuito Vivaticket.
