MOUNTAIN ECHOES approda a Milano: le ‘Montagne Umane’ di Yuval Avital ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti

Dopo aver attraversato e coinvolto le comunità di Sondrio, Bormio e Tirano, il progetto artistico MOUNTAIN ECHOES è stato inaugurato ieri a Milano ed è ora in corso ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti, dove resterà visitabile fino al 26 aprile 2026. Per la prima volta, le tre monumentali “Montagne Umane” ideate dall’artista multidisciplinare Yuval Avital sono riunite in un’unica sede, affiancate dalla mostra multimediale Mountain Echoes in Valtellina: lo sguardo dell’Artista.

L’installazione rappresenta la seconda fase di un progetto culturale che ha trasformato la Valtellina in un laboratorio artistico diffuso, diventando una delle eredità culturali delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. Dopo il successo dell’allestimento alpino — realizzato durante il periodo olimpico e paralimpico — l’opera giunge ora nel cuore del capoluogo lombardo, in coincidenza con la Milano Art Week e la Milano Design Week, momenti di massima visibilità internazionale per la città.


La montagna entra in città

Ideato dal Comitato CULTURA + IMPRESA insieme a Yuval Avital e riconosciuto tra i migliori progetti dei Giochi della Cultura di Regione Lombardia,MOUNTAIN ECHOES porta a Milano un archivio vivente di suoni, immagini e memorie raccolti tra valli e vette valtellinesi.

«Con questa installazione celebriamo identità, storie e valori di uno dei territori olimpici lombardi», afferma Francesco Moneta, presidente del Comitato CULTURA + IMPRESA. «Mettiamo in scena la montagna in città per raccontarla attraverso il linguaggio delle arti contemporanee a un pubblico vasto e internazionale».

Il progetto nasce infatti con un obiettivo preciso: trasformare il paesaggio alpino in esperienza culturale condivisa, riducendo la distanza tra territorio e metropoli attraverso l’arte.


Tre sculture sonore monumentali

Le tre “Montagne Umane” sono sculture antropomorfe rivestite con 691 metri di tessuto locale resinato. Al loro interno risuonano 476 registrazioni audio raccolte in 25 luoghi diversi della Valtellina, creando un ambiente immersivo dove lo spettatore diventa ascoltatore attivo.

Campane di chiese alpine, racconti in dialetto, suoni naturali, mestieri tradizionali e voci comunitarie compongono un paesaggio acustico stratificato che restituisce la montagna come organismo vivo.

«In questi territori la montagna non è uno sfondo, ma una presenza che plasma identità e memoria», spiega Yuval Avital. «In Valtellina questa consapevolezza si è rivelata intensa e profondamente umana».


I numeri di MOUNTAIN ECHOES

  • 25 luoghi di registrazione, dal Parco Nazionale dello Stelvio ai borghi valtellinesi
  • 476 registrazioni audio, per oltre 34 ore di suono
  • Più di 500 persone coinvolte tra cittadini, studenti, artigiani e associazioni
  • 603 fotografie selezionate dalla ricerca sul campo
  • 20 enti partner e 18 professionisti impegnati nella produzione artistica e tecnica

I contenuti sono sintetizzati nella Mappa dei suoni, delle voci e dei luoghi della Valtellina, disponibile anche online.

Dalla residenza artistica alla restituzione pubblica

Il progetto prende forma durante la residenza d’artista realizzata tra ottobre e dicembre 2025, periodo in cui Avital ha incontrato pastori, custodi della memoria e comunità locali, raccogliendo lingue quasi scomparse, gesti quotidiani e tradizioni sonore.

Supportato da dieci “Virgili” del territorio, l’artista ha costruito un archivio relazionale dove ogni suono diventa testimonianza dell’incontro tra uomo e ambiente montano.

Le tre sculture restituiscono questa ricerca attraverso composizioni sonore evolutive che intrecciano tecnologia e tradizione, materia tessile e paesaggio acustico.


Tre montagne, tre racconti

Ogni installazione propone un’esperienza immersiva distinta:

  • la prima nasce dai suoni quotidiani della valle — acqua, campane e voci contadine — evocando memoria e lavoro;
  • la seconda attraversa i percorsi simbolici della comunità, dal Trenino Rosso di Tirano ai riti collettivi, trasformando la comunità in corpo creativo;
  • la terza racconta la complessità della montagna attraverso cori locali, organi storici e testimonianze di minatori e pastori, tra bellezza e responsabilità.

Dalla Valtellina a Milano: un’eredità culturale condivisa

Il primo atto pubblico del progetto si è svolto nel gennaio 2026 con le inaugurazioni a Palazzo Lambertenghi di Sondrio, al Museo Civico di Bormio e a Palazzo Foppoli di Tirano, coinvolgendo attivamente associazioni locali, Alpini, musicisti e scuole.

Oggi quella stessa energia comunitaria approda a Milano, dove la Valtellina diventa ambasciatrice dei valori della montagna lombarda nel contesto internazionale del design e dell’arte contemporanea.

Una mostra dentro l’opera

Accanto alle sculture sonore, i Bagni Misteriosi ospitano la mostra fotografica e multimediale Mountain Echoes in Valtellina: lo sguardo dell’artista. Le immagini documentano il processo creativo e relazionale alla base del progetto, offrendo uno sguardo intimo sul territorio e sulle persone che lo abitano.

MOUNTAIN ECHOES si presenta così non solo come installazione artistica, ma come esperienza collettiva di ascolto e contemplazione: un ponte tra passato e presente, tra montagna e città, tra memoria e futuro.


Bagni Misteriosi – Teatro Franco Parenti
Via Carlo Botta, 18/A
Ingresso € 5,00 Biglietti
www.teatrofrancoparenti.it/spettacolo/mountain-echoes-di-yuval-avital/
Orari di visita
Giovedì 16, venerdì 17, giovedì 23 e venerdì 24 aprile – ore 16:00 – 20:00
Sabato 18, domenica 19, sabato 25 e domenica 26 aprile – ore 10:00 – 14:00 e ore 16:00 – 20:00
Informazioni: www.mountainechoes.it