Resurrection di Bi Gan: analisi del film tra storia del cinema e Cina moderna (Cannes 2025). Capolavoro!

Con Resurrection, il regista cinese Bi Gan firma il suo terzo lungometraggio e compie un deciso salto di ambizione, costruendo un’opera stratificata che intreccia la storia della Cina con quella del cinema. Presentato in concorso al Festival di Cannes 2025, il film – il cui titolo originale è Kuáng yě shídài (“tempi selvaggi”) – si configura come un viaggio estetico e narrativo attraverso il Novecento. Nonostante la durata importante e una narrazione volutamente complessa, Resurrection riesce a mantenere equilibrio tra forma e contenuto, offrendo un’esperienza che premia lo spettatore disposto a decifrarne i molteplici livelli.

Trama e significato: tra sogno e realtà


Ambientato in un mondo in cui l’umanità ha smesso di sognare, il film segue una creatura misteriosa incapace di distinguere tra illusione e realtà. Solo una donna sembra in grado di vederla e di entrare nei suoi sogni, avviando una ricerca della verità che attraversa dimensioni simboliche e temporali. La metafora centrale è potente: il cinema stesso viene paragonato a un vampiro, capace di “nutrirsi” della realtà e allo stesso tempo destinato a dissolversi, proprio come la pellicola esposta alla luce. Un richiamo evidente al Nosferatu di Friedrich Wilhelm Murnau, ma anche ai morlock immaginati da H. G. Wells.

Struttura e linguaggio cinematografico


Il film si articola in sei segmenti distinti, ciascuno caratterizzato da uno stile differente:

  • un segmento muto con didascalie
  • influenze delle avanguardie storiche
  • un capitolo noir
  • una riflessione tra modernità e spiritualità buddista
  • un dramma ambientato negli anni ’80
  • un finale mélo ispirato al cinema di Wong Kar-wai

In particolare, spicca l’uso del piano sequenza, cifra stilistica già evidente in Un lungo viaggio nella notte, che qui accompagna una coppia nell’ultima notte del millennio, in una fuga simbolica verso il futuro.

Cinema e storia: un doppio racconto

Uno degli elementi più affascinanti di Resurrection è il parallelismo tra evoluzione cinematografica e storia cinese. Bi Gan costruisce un mosaico che attraversa eventi cruciali come:

  • la Rivoluzione Xinhai
  • il conflitto tra Partito Comunista Cinese e Kuomintang
  • la trasformazione economica della Cina contemporanea

Il film diventa così una riflessione sulla modernità, sul cambiamento e sulla capacità dell’immagine di raccontare la memoria collettiva.


Un’opera ambiziosa tra arte e critica

Dal punto di vista visivo, Resurrection è un trionfo di creatività e artigianalità: effetti pratici, composizioni raffinate e una messa in scena che dimostra una profonda conoscenza del linguaggio cinematografico. Il rischio di essere accusato di formalismo è reale, ma Bi Gan riesce a evitarlo grazie alla densità tematica e alla coerenza del progetto. L’opera richiede attenzione e cultura cinematografica, ma ripaga con una visione unica e potente. Non sorprende che una parte della critica possa fermarsi alla superficie estetica, perdendo il cuore del discorso: Resurrection non è solo un gioco tra realtà e finzione, ma una meditazione complessa sulla storia, sull’identità e sul cinema stesso.

Resurrection si impone come uno dei film più audaci e discussi del 2025. Un’opera che sfida lo spettatore attraversa epoche e linguaggi, e riafferma il potere del cinema di reinventarsi continuamente, proprio come una fenice destinata a rinascere.

 

 

Scheda film
Genere: drammatico, fantascienza, horror, noir, thriller
Paese/Anno: Cina, Francia 2025

Regia: Bi Gan
Sceneggiatura: Bi Gan, Zhai Xiaohui
Fotografia: Dong Jinsong
Montaggio: Bai Xue, Bi Gan
Interpreti: Chao Mark, Chen Yongzhong, Chloe Maayan, Tuo Mucheng, Huang Jue, Jackson Yee, Li Gengxi, Shu Qi, Yan Nan, Zhang Zhijian
Colonna sonora: M83
Produzione: CG Cinéma, Dangmai Films, Shanghai Huace Film
Distribuzione: I Wonder Pictures
Durata: 160 minuti
Data di uscita: 23/04/2026