Si è tenuto nella prestigiosa Sala Cenacolo del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, il Forum Internazionale della Cucina Italiana, momento centrale di riflessione sul futuro del sistema alimentare globale, promosso dal MASAF in occasione della giornata inaugurale di TUTTOFOOD 2026.

All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, collegato in videoconferenza per impegni istituzionali, Maddalena Fossati, direttrice de La Cucina Italiana, e Antonio Cellie, CEO di Fiere di Parma.
Il Forum si configura come una piattaforma di confronto ad alto livello in cui il modello alimentare italiano – fondato su qualità, tracciabilità, sostenibilità e forte legame con il territorio – viene messo al centro di un dialogo globale sempre più urgente. In un contesto segnato da instabilità internazionale, le tensioni geopolitiche incidono direttamente sulle filiere produttive, rallentando gli scambi e rendendo più fragile l’accesso alle materie prime. A questo si aggiungono gli effetti ormai strutturali della crisi climatica, che impattano su rese agricole, stagionalità e disponibilità delle risorse idriche, imponendo una revisione profonda dei modelli produttivi.
Parallelamente, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime sta ridefinendo gli equilibri economici dell’intero comparto agroalimentare, mettendo sotto pressione imprese e consumatori e rendendo necessario un ripensamento delle strategie di approvvigionamento e distribuzione. In questo scenario complesso, il Forum diventa uno spazio concreto per individuare soluzioni condivise, favorire sinergie tra pubblico e privato e promuovere innovazione lungo tutta la filiera.
Ma il valore dell’iniziativa va oltre l’aspetto economico. Il cibo emerge sempre più come leva strategica di influenza culturale: la cucina italiana, riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo, rappresenta un potente strumento di soft power, capace di rafforzare relazioni internazionali, promuovere identità e generare valore reputazionale per il Paese. Attraverso il linguaggio universale del cibo, si costruiscono ponti tra culture diverse, si favorisce il dialogo e si consolida il ruolo dell’Italia come ambasciatrice di uno stile di vita che coniuga tradizione, qualità e innovazione.

Una manifestazione globale in forte crescita
Dall’11 al 14 maggio 2026, TUTTOFOOD tornerà protagonista a Rho Fiera Milano con numeri in forte crescita: 10 padiglioni, 85.000 metri quadrati espositivi già sold out, circa 5.000 espositori e oltre 100.000 visitatori professionali attesi da più di 80 Paesi.
In sole due edizioni, la manifestazione – rilanciata da Fiere di Parma – si è affermata come uno degli appuntamenti internazionali più rilevanti per l’intera filiera del food & beverage, diventando un vero e proprio hub globale per imprese, buyer, istituzioni e organizzazioni di settore.

Come evidenziato dal Ministro Francesco Lollobrigida, TUTTOFOOD si configura come una leva strategica per sostenere e amplificare il valore del Made in Italy agroalimentare sui mercati globali. Non si tratta soltanto di una vetrina espositiva, ma di un vero hub internazionale in cui le imprese italiane possono consolidare relazioni commerciali, intercettare nuovi buyer e posizionarsi in modo competitivo in uno scenario sempre più dinamico e selettivo.
QUI intervento video Ministro Lollobrigida,
La manifestazione diventa così uno strumento concreto di politica economica e industriale, capace di favorire l’internazionalizzazione delle aziende, soprattutto nei mercati ad alto potenziale, dove la domanda di qualità, sicurezza alimentare e autenticità continua a crescere. In questo contesto, il Made in Italy non è solo sinonimo di eccellenza produttiva, ma anche di cultura, identità e capacità di innovare nel rispetto della tradizione.
TUTTOFOOD, dunque, rafforza il ruolo dell’Italia come punto di riferimento nel panorama agroalimentare mondiale, offrendo alle imprese non solo opportunità commerciali, ma anche strumenti per affrontare le sfide globali e costruire strategie di crescita sostenibili nel lungo periodo.
Il Food Manifesto e le sfide del futuro
Nel corso del Forum, Antonio Cellie ha presentato ufficialmente il Food Manifesto, una vera e propria Carta dei Valori pensata non come semplice dichiarazione d’intenti, ma come strumento operativo capace di orientare le scelte future dell’intero ecosistema agroalimentare globale.
Il documento nasce dalla consapevolezza che il settore del food si trovi oggi a un punto di svolta: non è più sufficiente rispondere alle logiche di mercato tradizionali, ma è necessario adottare un approccio sistemico che tenga insieme sostenibilità ambientale, equità economica e responsabilità sociale. Il Manifesto, in questo senso, propone una visione integrata che coinvolge tutti gli attori della filiera – dalla produzione agricola all’industria, dalla distribuzione fino al consumo – chiamati a condividere principi comuni e obiettivi concreti.
QUI video breve intervento Antonio Cellie.
Tra i temi centrali emergono la tutela delle risorse naturali, la necessità di modelli produttivi più resilienti ai cambiamenti climatici, la riduzione degli sprechi alimentari e la promozione di diete sane ed equilibrate. Allo stesso tempo, il documento sottolinea l’importanza di garantire accesso al cibo di qualità in modo equo, riducendo le disuguaglianze e rafforzando il legame tra alimentazione, salute pubblica e benessere collettivo.
Il Food Manifesto si propone quindi come una piattaforma condivisa, un punto di partenza per costruire alleanze internazionali e favorire un dialogo concreto tra imprese, istituzioni e stakeholder globali.
L’obiettivo è passare da una logica competitiva a una maggiormente collaborativa, in cui l’innovazione non sia fine a sé stessa ma orientata a generare valore diffuso e duraturo.
Le parole di Cellie, così come quelle di Fossati sintetizzano con chiarezza questa visione: il cibo non può più essere considerato esclusivamente una commodity, ma deve essere riconosciuto come elemento centrale per il futuro del pianeta, capace di incidere profondamente sugli equilibri economici, ambientali e sociali a livello globale.
Un programma ricco tra convegni, premi e innovazione
Il palinsesto di TUTTOFOOD 2026 si preannuncia particolarmente articolato, con oltre 200 convegni e 6 award ufficiali. Tra gli appuntamenti di rilievo:
- Il Forum Internazionale della Cucina Italiana
- The Sourcing Challenge – Global Milk Base Outlook
- Europe’s Brand Future: Innovation, Trust and Prosperity
- Il debutto in Italia del riconoscimento internazionale Great Taste
- Il ritorno dei Better Future Award e degli Alimentando Awards
Spazio anche al mondo Horeca con l’International Pizza DOC Forum, format innovativo che racconta l’evoluzione della pizza come fenomeno globale.
Il cibo come valore globale
Con la partecipazione di delegazioni da tutto il mondo e una crescente attenzione ai mercati emergenti, TUTTOFOOD 2026 si conferma non solo come vetrina commerciale, ma come piattaforma di dialogo internazionale.
In un contesto globale complesso, la manifestazione milanese rilancia il ruolo del cibo come elemento chiave per costruire relazioni, cultura e sviluppo sostenibile.
Sebastiano Di Mauro nasce ad Acireale (CT) nel 1954 dove ha vissuto fino a circa 18 anni. Dopo si trasferisce, per brevi periodi, prima a Roma, poi a Piacenza e infine a Milano dove vive, ininterrottamente dal 1974. Ha lavorato per lunghi anni alle dipendenze dello Stato. Nel 2006, per strane coincidenze, decide di dedicarsi al giornalismo online occupandosi prima di una redazione a Como e successivamente a Milano e Genova, coordinando diverse redazioni nazionali. Attualmente ha l’incarico di caporedattore di questa testata e coordina anche le altre testate del Gruppo MWG e i vari collaboratori sul territorio nazionale.
