Recensione di Lilliana Vazzana
Il ventesimo anniversario dell’Accademia Ucraina di Balletto si è trasformato in una vera celebrazione dell’arte tersicorea. Domenica 10 maggio 2026, al Teatro degli Arcimboldi, il Gran Galà AUB ha regalato al pubblico uno spettacolo di rara eleganza, capace di unire tecnica, emozione e visione artistica in una serata che ha confermato l’importanza culturale e formativa dell’Accademia nel panorama internazionale della danza.
Per quasi tre ore il palcoscenico è stato dominato dalla bellezza del movimento. Nessun eccesso scenografico, nessun artificio superfluo: soltanto la danza, valorizzata da fondali cromatici essenziali che cambiavano tonalità accompagnando ogni quadro coreografico. Una scelta minimalista ma estremamente efficace, che ha posto al centro il vero cuore dello spettacolo: i ballerini.
La forza della formazione artistica

Gli allievi, dal primo all’ottavo anno, si sono alternati in coreografie di gruppo e variazioni solistiche dimostrando disciplina, dedizione e maturità scenica. Ciò che ha colpito maggiormente non è stata soltanto la preparazione tecnica, già di altissimo livello, ma la capacità di ogni giovane interprete di trasmettere autenticità.
Il Gran Galà ha raccontato in modo concreto il valore del percorso costruito dall’Accademia Ucraina di Balletto in questi vent’anni: una scuola che non forma semplicemente danzatori, ma artisti completi, capaci di trasformare rigore e sacrificio in linguaggio espressivo.
Ex allievi ed emozioni senza confini
Particolarmente intensa la seconda parte dello spettacolo, dedicata agli ex allievi oggi affermati professionisti. In scena si è percepita tutta la maturazione artistica raggiunta negli anni: il balletto classico ha incantato con movimenti calibrati, linee perfette e una leggerezza quasi irreale, mentre la danza contemporanea ha esplorato emozioni più profonde attraverso oscillazioni, disequilibri e cadute che diventavano racconto interiore.
Il jazz, energico e coinvolgente, ha invece acceso il palco sulle note di “That’s Life”, regalando uno dei momenti più applauditi della serata grazie alla brillante performance di Ramon Agnelli.
Ospiti internazionali per un gala di prestigio mondiale

A rendere ancora più prestigiosa la serata sono stati gli special guests internazionali: Yolanda Correa Frias, étoile del Teatro dell’Opera di Oslo, e Michal Krčmář, primo ballerino del Teatro dell’Opera di Helsinki.
I due artisti hanno interpretato un intenso passo tratto da Spartacus nella versione coreografica di Lucas Jervies, conquistando il pubblico con una presenza scenica magnetica e una tecnica impeccabile.
Applauditissimo anche il gran finale dedicato ai celebri passi da Le Corsaire, che ha infiammato il teatro con virtuosismi, intensità teatrale e grande eleganza interpretativa.
Il momento più sorprendente:
gli insegnanti in scena
Tra le sorprese più emozionanti della serata, anche gli insegnanti dell’Accademia sono saliti sul palco esibendosi in un appassionato tango argentino. Un momento simbolico e profondamente umano, accolto con entusiasmo dal pubblico, che ha mostrato il legame autentico tra maestri e allievi e il senso di famiglia che anima l’Accademia.
Gli applausi, calorosi e continui dall’inizio alla fine, hanno accompagnato ogni esibizione, trasformando il Gala in un grande abbraccio collettivo alla danza.
Un anniversario che guarda al futuro

Il Gran Galà AUB non è stato soltanto uno spettacolo celebrativo, ma la testimonianza concreta di quanto la danza possa essere strumento di crescita culturale, disciplina e bellezza. In un tempo in cui l’arte spesso fatica a trovare spazio, vedere un teatro gremito per celebrare il talento dei giovani assume un valore ancora più importante.
A questi allievi, animati da quello che potremmo definire un vero “fuoco sacro”, non si può che augurare un futuro luminoso. Alcuni diventeranno forse étoiles internazionali, altri seguiranno percorsi differenti, ma tutti porteranno con sé quella luce speciale che nasce dall’incontro tra studio, passione e arte.
