Giardì: successo per  ‘Botanica’, la capsule collection tra design in porcellana e cucina plant-based

Lanciata in occasione della Milano Design Week 2026, Giardì, il ristorante milanese specializzato in cucina plant-based creativa e accessibile, prosegue fino al 21 maggio con la nuova capsule collection Pasar Botanica firmata da Mama Museum.

Situato a pochi passi dalla Stazione Centrale di Milano, Giardì si trasforma così in uno spazio immersivo dove gastronomia, arte e design dialogano attraverso un allestimento raffinato che celebra la bellezza della natura e della cucina vegetale.

“Pasar Botanica”: la porcellana artigianale ispirata agli ingredienti della cucina

La capsule collection Pasar Botanica è composta da piatti e bicchieri in pregiata bone china, interamente modellati e dipinti a mano da maestri artigiani. Ogni pezzo nasce come omaggio poetico agli ingredienti più semplici e autentici della cucina quotidiana: lattuga, peperoncino, funghi, erbe aromatiche e vegetali che evocano memoria, casa e tradizione.

Le delicate illustrazioni botaniche trasformano così la tavola in un’esperienza estetica elegante e contemporanea, dove il design racconta la natura attraverso dettagli raffinati e senza tempo.

L’allestimento serale di Giardì valorizza la collezione creando un percorso sensoriale in cui l’arte della porcellana dialoga direttamente con i sapori proposti in cucina.

I nuovi piatti signature ispirati alla collezione

Per l’occasione, lo chef ha creato alcune nuove proposte gastronomiche ispirate proprio ai soggetti raffigurati nei piatti della collezione Pasar Botanica.

Nascono così il Piatto Peperoncino Kale Boost, con cavolo kale, ceci, cipolla crunchy e chutney di ananas spicy; il Piatto Coriandolo Mondegreen, con gazpacho, patate dolci, zucchine, fagiolini, cipollotto, piselli e maionese alle erbe; il Piatto Funghi Shiitake, preparato con pleurotus, patate dolci arrosto, tzatziki e granella di pistacchi; e il Piatto Pak Choi, con baby lattuga crunchy, citronette e semi di girasole.

Piatti che raccontano perfettamente l’identità di Giardì: una cucina vegetale fresca, colorata, stagionale e pensata per conquistare non solo vegani e vegetariani, ma anche un pubblico onnivoro curioso di nuove esperienze gastronomiche.

Giardì: il ristorante plant-based che conquista Milano

Dietro il progetto di Giardì ci sono Tommaso Coppola e Michela Rubegni, coppia nella vita e nel lavoro. Dopo esperienze in ristoranti stellati, Tommaso Coppola ha scelto di dare vita insieme alla moglie a un locale accogliente, allegro e inclusivo, dove la cucina vegetale viene reinterpretata in chiave contemporanea e golosa.

L’atmosfera rilassata, il servizio informale e una proposta internazionale attenta alla stagionalità hanno reso Giardì uno dei punti di riferimento della cucina plant-based a Milano.

Dai bowl gourmet all’Uao Burger: i piatti simbolo del locale

Tra le proposte più amate del menu spiccano la Wild Mediterranean Bowl, il Puf Toast e gli Gnocchi di patate al pesto di pistacchio, insieme a grandi classici che hanno contribuito alla popolarità del locale.

Uno dei simboli di Giardì è infatti l’Uao Burger, definito da Joe Bastianich “il veggie burger più foodish di Milano” durante il programma televisivo Foodish in onda su TV8.

Molto apprezzato anche il Mondegreen, piatto ispirato ai tradizionali mondeghili milanesi ma reinterpretato in versione vegetale con legumi, broccoli, patate, gazpacho, verdure stagionali e maionese alle erbe.

La cucina plant-based secondo Giardì

Dalla colazione ai brunch, dal pranzo alla cena, Giardì propone ogni giorno una cucina che dimostra come il plant-based possa essere appagante, creativo e accessibile.

Pancake, yogurt, piatti internazionali, burger vegetali e bowl stagionali raccontano una filosofia gastronomica basata sul gusto, sulla qualità degli ingredienti e sulla convivialità. Una proposta che unisce benessere e piacere senza rinunce, mantenendo anche un’attenzione particolare ai prezzi competitivi nel panorama milanese.

Con la capsule collection Pasar Botanica, Giardì rafforza ulteriormente il proprio legame con il mondo del design e della creatività contemporanea, confermandosi uno degli indirizzi più interessanti della primavera milanese tra food experience e cultura visiva.