Per tre giorni Campari ha ridisegnato il volto culturale di Milano con The Red View – Beyond The Surface, un progetto immersivo che ha trasformato la Cittadella degli Archivi del Comune di Milano in uno spazio vivo di racconto, convivialità e sperimentazione contemporanea.
Un evento, un’esperienza capace di unire cultura urbana, arte visiva, podcast live, musica e mixology sotto il segno del rosso Campari, reinterpretando il legame storico tra il celebre brand e la città di Milano.
Campari celebra Milano oltre la superficie

Con The Red View – Beyond The Surface, Campari ha invitato il pubblico a guardare Milano da una prospettiva nuova: più profonda, emotiva e stratificata.
Il progetto nasce infatti dall’idea di raccontare il rapporto tra Campari e Milano non soltanto come connessione storica o commerciale, ma come dialogo continuo tra immaginario urbano, memoria collettiva e creatività contemporanea.
La scelta della Cittadella degli Archivi del Comune di Milano non è casuale. Custode della memoria amministrativa e culturale della città, lo spazio si è trasformato per l’occasione in un percorso immersivo dove passato e presente convivono, offrendo ai visitatori un’esperienza fatta di immagini, suoni, racconti e installazioni.
Podcast live e nuove narrazioni urbane
Uno dei nuclei più originali dell’iniziativa è stato il palinsesto di podcast live ideato da Campari per raccontare Milano attraverso linguaggi e sensibilità differenti.
Ad aprire il percorso è stato Supernova, il podcast di Alessandro Cattelan, affiancato dall’attrice Matilde Gioli, in una conversazione dedicata al rapporto tra città, esperienze personali e immaginario contemporaneo.
Il viaggio è proseguito con Gangster, insieme allo scrittore e giornalista Piero Colaprico e a Ilaria Ferraresi, che hanno accompagnato il pubblico nella Milano noir degli anni Settanta, tra cronaca, tensioni urbane e trasformazioni sociali.
A chiudere il programma è stato Città, con Pierluca Mariti, Antonio Giorgino e Paolo Bovio, in un racconto condiviso dedicato alle nuove generazioni, ai quartieri e all’evoluzione della Milano contemporanea.
La mostra dedicata al legame tra Campari e Milano
Accanto alle narrazioni sonore, l’esperienza si è sviluppata attraverso la mostra “Milano. Campari. Geografia e memoria dell’aperitivo”, curata da Galleria Campari.
Manifesti storici, materiali d’archivio, insegne e immagini urbane hanno raccontato il ruolo che Campari ha avuto nella costruzione dell’identità visiva e sociale di Milano.
Il percorso espositivo ha restituito l’aperitivo come rito culturale milanese, gesto collettivo e simbolo di convivialità, mostrando come il brand sia entrato nel tempo dentro il paesaggio emotivo della città.
The Red Club: musica, aperitivo e mixology contemporanea
Con l’arrivo della sera, la Cittadella degli Archivi ha cambiato completamente atmosfera trasformandosi nel cuore pulsante dell’esperienza immersiva.
All’interno dell’Edificio Boccioni, The Red Club ha dato vita alla dimensione più spettacolare e conviviale dell’evento, dove musica, cocktail e performance hanno reinterpretato il rituale dell’aperitivo milanese in chiave contemporanea.
Protagonista assoluto il celebre Campari Shakerato del Camparino in Galleria, simbolo storico dell’aperitivo cittadino.
La serata è stata accompagnata dall’esibizione del compositore e pianista Dardust, che ha trasformato gli spazi in una dimensione sonora intensa e immersiva, seguita poi da DJ set capaci di prolungare l’energia del progetto fino a notte inoltrata.
Trenta bartender italiani reinterpretano Campari
Uno degli elementi centrali dell’esperienza è stato anche il racconto contemporaneo della mixology.
Trenta bartender provenienti da tutta Italia sono stati invitati a presentare signature drink originali a base Campari, offrendo nuove interpretazioni della tradizione dell’aperitivo italiano.
La miscelazione è diventata così linguaggio creativo, capace di raccontare territori, personalità e nuove sensibilità del bere contemporaneo.
Un murales permanente firmato Gio Pastori
A lasciare una traccia concreta dell’evento nella città sarà il murales site-specific realizzato da Gio Pastori.
L’opera, sostenuta da Campari e installata permanentemente all’interno della Cittadella degli Archivi, dialoga con l’architettura dello spazio e con la sua funzione archivistica, trasformando la memoria urbana in arte contemporanea.
Un intervento che continuerà a raccontare il passaggio di The Red View – Beyond The Surface anche dopo la conclusione dell’evento.
Milano, arte e convivialità sotto il segno del rosso Campari
Per tre giorni Campari ha così trasformato uno dei luoghi più sorprendenti di Milano in un laboratorio culturale temporaneo dove memoria, arte, musica e convivialità si sono incontrate.
The Red View – Beyond The Surface conferma il ruolo sempre più centrale di Milano come città capace di accogliere esperienze immersive e multidisciplinari, dove i brand diventano interpreti culturali e gli spazi urbani si trasformano in luoghi di racconto collettivo.
