I Dèmodè raccontano ‘Orbita’ in una esclusiva intervista: ‘la musica può ancora rompere le barriere emotive’

Tra atmosfere cinematografiche, relazioni sospese e una Torino notturna trasformata in palcoscenico emotivo, i Dèmodè tornano con “Orbita”, il nuovo brano online con videoclip da mercoledì 15 aprile.

Il progetto del duo formato dalla cantautrice e chitarrista Julie e dal dj, produttore e autore Anthony Louis unisce introspezione e contaminazioni sonore contemporanee, accompagnandosi a un video in elegante bianco e nero dal gusto rétro. Ambientato in una Torino sospesa nel tempo, il videoclip racconta un viaggio emotivo tra distanze, tensioni e connessioni irrisolte, attraverso immagini notturne, strade silenziose e un’auto d’epoca che diventa simbolo della fragilità delle relazioni contemporanee. In questa intervista Anthony e Julie raccontano la nascita del singolo, il significato del videoclip e il loro modo di intendere oggi la musica, oltre ogni definizione di genere.



CINQUE DOMANDE – CINQUE RISPOSTE:

“Orbita” ha un immaginario molto preciso, sospeso e quasi cinematografico: come è nato il concept del brano e quanto la dimensione visiva ha influenzato la scrittura musicale?

ANTHONY: “Spesso e volentieri la nostra scrittura parte proprio da un immaginario visivo, cinematografico. Ci piace presentare i personaggi come fossero i protagonisti di un film, o degli attori in scena. Nel caso specifico di ‘Orbita’, abbiamo scelto di metterci in gioco personalmente rappresentando, attraverso una metafora, l’alternarsi tra dinamismo e stasi. Nulla aderiva meglio a tale concetto del viaggio, un sostantivo privo di partenza e destinazione, ma che semplicemente ci lascia in sospeso. Domanda azzeccatissima!”

Il videoclip, ambientato in una Torino notturna ed elegante, utilizza il bianco e nero per raccontare distanze emotive e tensioni relazionali: quanto c’è di autobiografico in questa narrazione e quanto invece è costruzione artistica?

JULIE: “Personalmente, specie negli ultimi anni, mi è capitato di vivere in prima persona numerosi episodi che evidenziano i meccanismi inceppati descritti in ‘Orbita’, tant’è vero che mi convinsi di esserne la causa scatenante. Poi, confrontandomi con l’ambiente esterno, mi resi conto – magra consolazione – di essere circondata da situazioni analoghe alla mia, senza distinzioni di sesso, ceto sociale o altro; viviamo in un momento storico che induce ad anestetizzarci emotivamente. Quindi penso non ci sia alcun bisogno di romanzare i fatti per sostenere una cifra artistica, parlano da sé.”

In “Orbita” emerge forte il tema della difficoltà di esporsi nelle relazioni contemporanee: pensate che la musica oggi possa ancora aiutare a rompere queste barriere emotive?

JULIE: “Assolutamente sì! La musica, come tutte le forme d’arte d’altronde, ha da sempre il potere di sensibilizzare il prossimo, è uno degli strumenti essenziali atti a promuovere il cambiamento culturale e sociale, ragione per cui è importantissimo curare il più possibile la forma delle liriche, onde evitare di trasmettere messaggi equivoci e diseducativi.”

Il vostro progetto unisce mondi apparentemente lontani, come folk, dance, funk e cantautorato: in questo brano specifico, come avete lavorato per trovare un equilibrio tra queste anime?

ANTHONY: “Se volessi pensarla alla vecchia maniera ti risponderei: creando un compromesso tra i vari stili musicali. Ad oggi, invece, sono convinto che i generi siano un concetto superato. Con grande rispetto ne comprendo la genesi e l’importante contributo che hanno dato negli ultimi 50 anni di musica, ma potrebbe risultare un tantino limitante pensare di differenziarli troppo tra loro. La musica cammina al passo dei tempi che cambiano e, per noi, questo tipo di approccio è davvero interessante.”

Dopo un anno intenso tra pubblicazioni e palchi, “Orbita” rappresenta un punto di arrivo o piuttosto una nuova direzione per i Dèmodè? Cosa dobbiamo aspettarci dai vostri prossimi mesi?

DÈMODÈ: “Non crediamo particolarmente nei punti di arrivo ma nelle molteplici fasi di un percorso. In cantiere abbiamo parecchi brani che aspettano solo di essere rifiniti, pertanto i prossimi mesi li trascorreremo in studio ad ultimare questi ultimi con la speranza di pubblicarli tra l’estate e l’autunno del 2026. Inoltre aggiorneremo in corso d’opera il calendario degli eventi che potrete consultare tramite il sito ufficiale dei Dèmodè.


LA BIOGRAFIA
I Dèmodè nascono nel febbraio 2025 dall’incontro artistico definitivo tra Julie, nome d’arte di Giulia Luzzi, e Anthony Louis, alias Antonio Tolo, amici e collaboratori da quasi quindici anni. Il duo costruisce una propria identità musicale fondendo mondi apparentemente lontani come dance, folk, funk e cantautorato italiano contemporaneo, dando vita a un progetto indipendente dal sound originale e trasversale.

L’anima artistica dei Dèmodè nasce dall’unione delle influenze musicali dei due artisti: da una parte Julie, legata al rock, al blues, al country e alla tradizione cantautorale italiana; dall’altra Anthony, appassionato di funk, r&b e disco music. Una contaminazione che si riflette anche nelle esibizioni live, caratterizzate da un mix tra vinili, consolle di nuova generazione e strumenti come chitarra e flauto, elementi che definiscono lo stile ricercato e dinamico del duo.

Dopo l’esordio discografico con i singoli “Omeotermia” e “Ottovolante”, i Dèmodè hanno iniziato a farsi notare anche dal vivo e nel circuito dei contest musicali, partecipando nel 2026 a manifestazioni di rilievo

Ringraziamo Julie e Anthony Louis dei Dèmodè per la disponibilità e per aver condiviso con noi il loro universo musicale, fatto di contaminazioni, immagini cinematografiche ed emozioni autentiche. Un percorso artistico in continua evoluzione che promette nuove sorprese nei prossimi mesi.