La sicurezza sul lavoro non può più essere affrontata soltanto come un obbligo normativo o come una risposta al danno già avvenuto. È questo il messaggio forte emerso dal convegno “Nuovi modelli organizzativi di impresa per la tutela della salute nei luoghi di lavoro, tra prevenzione e precauzione”, promosso da Osservatorio Nazionale Amianto nell’ambito di Ambiente Lavoro 2026, in collaborazione con I Quaderni del Sole 24 Ore.
L’incontro, ospitato presso BolognaFiere, ha riunito magistrati, esperti, tecnici e professionisti per discutere di prevenzione primaria, cultura della sicurezza e responsabilità sociale delle imprese, mettendo al centro la tutela della salute dei lavoratori e dell’ambiente.
Amianto, una tragedia ancora attuale

Al centro del dibattito il tema dell’amianto, definito dai relatori come una delle emergenze sanitarie e occupazionali più gravi ancora aperte in Italia. Nonostante decenni di battaglie giudiziarie, campagne di sensibilizzazione e interventi di bonifica, gli effetti dell’esposizione all’asbesto continuano infatti a produrre conseguenze devastanti.
A moderare i lavori è stato l’Avv. Ezio Bonanni, affiancato da Isabella Ascione. Tra gli interventi principali quelli di Maurizio Ascione, Giampiero Cardillo e Sergio Clarelli.
Gli approfondimenti hanno riguardato le responsabilità giuridiche, l’evoluzione normativa e le applicazioni concrete delle nuove disposizioni per la protezione dei lavoratori esposti alla cosiddetta “fibra killer”.
Emilia-Romagna tra le regioni più colpite dal mesotelioma
Secondo i dati presentati durante il convegno, l’Emilia-Romagna si conferma una delle regioni italiane più colpite dalle patologie asbesto-correlate.
L’VIII Rapporto ReNaM registra infatti 3.329 casi di mesotelioma fino al 2021, pari al 9% del totale nazionale. Un dato che colloca la regione tra quelle con il più alto carico di malattia dopo Lombardia, Piemonte e Liguria.
Ma il mesotelioma, spiegano gli esperti dell’ONA, rappresenta soltanto “la punta dell’iceberg”. Secondo le rilevazioni epidemiologiche illustrate nel corso dell’incontro, ai casi di mesotelioma si aggiungono almeno 7.800 tumori polmonari correlati all’amianto, oltre a numerose altre patologie asbesto-correlate come asbestosi e tumori della laringe, della faringe, dell’esofago e del colon.
Nel complesso, il numero dei decessi legati all’esposizione all’amianto in Emilia-Romagna supera prudenzialmente i 13mila casi dal 1996 a oggi.
I settori più esposti al rischio amianto
Tra i comparti maggiormente colpiti emergono edilizia, metalmeccanica, industria del cemento-amianto, trasporti e soprattutto il settore dei rotabili ferroviari, rispetto al quale l’Emilia-Romagna risulta tra le realtà più esposte a livello nazionale.
I dati aggiornati al 30 giugno 2025 parlano di 3.719 casi complessivi, con la provincia di Bologna in testa con 811 casi, seguita da Reggio Emilia, Parma e Modena.
Numeri che confermano quanto il tema della sicurezza sul lavoro e della bonifica dell’amianto sia ancora estremamente attuale, nonostante il divieto di utilizzo della sostanza risalga ormai a oltre trent’anni fa.
Ezio Bonanni: “La prevenzione deve diventare parte integrante del modello produttivo”

Nel corso del convegno, Ezio Bonanni ha ribadito la necessità di superare una logica basata esclusivamente sulla gestione del danno.
“L’amianto continua a rappresentare una strage silenziosa che non appartiene al passato ma al presente del nostro Paese”, ha dichiarato il presidente ONA. “Non possiamo limitarci agli interventi risarcitori quando la malattia ha già colpito lavoratori e famiglie. La vera sfida è costruire un modello di impresa che elimini il rischio alla radice”.
Secondo Bonanni, la sicurezza deve diventare parte integrante dell’organizzazione produttiva attraverso investimenti in prevenzione, bonifiche, innovazione tecnologica e tutela concreta della salute dei lavoratori.
Prevenzione primaria e responsabilità sociale delle imprese
Uno dei temi centrali emersi durante il confronto riguarda il concetto di prevenzione primaria, indicato come principio guida delle future politiche industriali e organizzative.
Gli esperti hanno sottolineato l’importanza di rafforzare la valutazione preventiva dei rischi, eliminare le fonti di pericolo e promuovere l’utilizzo di materiali e processi produttivi privi di capacità lesiva.
Il messaggio emerso dal convegno è chiaro: tutelare salute e ambiente significa oggi ripensare il futuro stesso del lavoro e della responsabilità sociale delle imprese.
L’Osservatorio Nazionale Amianto continua intanto la propria attività di supporto alle vittime dell’amianto e ai loro familiari attraverso il portale ufficiale e il numero verde dedicato.
