Dopo aver scoperto l’eleganza barocca di Francavilla Fontana, il cuore artigianale della ceramica a Cutrofiano e le meraviglie marine di Porto Cesareo, il viaggio stampa nel Salento entra nella sua quarta giornata conducendo i 20 giornalisti provenienti dalle principali testate europee e i 5 giornalisti italiani lungo uno dei tratti costieri più spettacolari dell’intera regione.
L’educational, ideato e organizzato dalla giornalista Carmen Mancarella per promuovere il patrimonio turistico, culturale e identitario del Salento, raggiunge questa volta Melendugno e le sue celebri marine, un territorio che racchiude in pochi chilometri storia millenaria, tradizioni religiose profondamente radicate, paesaggi naturali straordinari e un mare che da anni conquista riconoscimenti nazionali e internazionali.
Qui, nella terra più orientale d’Italia, il sole sorge prima che altrove e da secoli accompagna una comunità che ha costruito la propria identità attorno al mare, alla fede e a un forte senso di appartenenza.

La Madonna di Roca e la festa che unisce quattro comunità
Per comprendere davvero l’anima di Melendugno occorre partire dalle sue tradizioni più profonde. I salentini sono conosciuti per il loro forte attaccamento alle feste popolari e religiose, eventi che rappresentano ancora oggi momenti di aggregazione collettiva e di trasmissione della memoria.
Tra la fine di aprile e il mese di maggio, i centri di Vernole, Calimera, Melendugno e Borgagne celebrano la tradizionale Festa della Madonna di Roca, una delle manifestazioni religiose più sentite dell’intera area.
I fedeli partono a piedi dalle rispettive chiese madri portando in processione le statue della Madonna e raggiungono il Santuario di Roca, dove partecipano alla celebrazione eucaristica davanti all’antica immagine bizantina custodita nel prezioso altare barocco.

La festa assume un significato ancora più profondo perché rappresenta simbolicamente il ritorno alle proprie origini. Dopo la caduta di Roca Vecchia e le devastazioni seguite alle incursioni turche successive alla presa di Otranto, gli abitanti furono costretti ad abbandonare l’antica città costiera per trasferirsi nell’entroterra, dando origine agli attuali centri di Vernole, Calimera, Melendugno e Borgagne.
Ogni anno la processione rinnova quel legame storico e spirituale che unisce ancora oggi queste comunità.
Al tramonto le celebrazioni si trasformano in una grande festa popolare: spettacolari luminarie illuminano le vie cittadine, le bande musicali eseguono celebri arie della tradizione lirica italiana e il cielo si accende con i fuochi d’artificio.
Queste m
Queste manifestazioni possono richiedere investimenti superiori ai centomila euro e che vengono sostenute direttamente dalla popolazione attraverso raccolte popolari e contributi volontari.
Roca Vecchia e la Grotta della Poesia, dove storia e natura si incontrano
Il viaggio prosegue verso uno dei luoghi simbolo del Salento: Grotta della Poesia.

Accompagnati dalla competente guida Francesco Sgueglia Mariano, i giornalisti si immergono in uno dei contesti archeologici più complessi e affascinanti dell’Italia meridionale: l’area di Roca Vecchia.
Qui la stratificazione storica è continua e sorprendente. Gli scavi e le evidenze emerse nel tempo raccontano un insediamento vissuto senza interruzioni dalla Preistoria fino all’Alto Medioevo, trasformando questo tratto di costa in un vero e proprio archivio a cielo aperto della civiltà mediterranea. Ogni livello del sito restituisce frammenti di vita quotidiana, culti, scambi commerciali e contatti culturali con le civiltà che hanno attraversato l’Adriatico e lo Ionio.

Anche il paesaggio non è meno straordinario della sua storia. Le imponenti scogliere calcaree che oggi definiscono il profilo della costa si sono formate nel corso di milioni di anni, durante le profonde trasformazioni geologiche che hanno interessato l’intero bacino del Mediterraneo. Il risultato è un ambiente naturale che dialoga costantemente con la storia, creando un equilibrio unico tra roccia, mare
e memoria.

Guarda QUI il video della vista mare zona archeologica

Al centro di questo scenario si trova la celebre Grotta della Poesia, una delle cavità naturali più iconiche del Salento. Il suo nome viene fatto risalire a un antico termine greco legato all’acqua, elemento che qui ha sempre rappresentato vita e sopravvivenza. Per secoli, infatti, questa cavità ha svolto un ruolo fondamentale come punto di approvvigionamento idrico per i naviganti che attraversavano l’Adriatico, diventando una sorta di approdo naturale e sicuro lungo le rotte del Mediterraneo.

Accanto alla Grotta principale si sviluppa la suggestiva Grotta della Poesia Piccola, collegata alla prima attraverso un passaggio naturale che ne amplifica il fascino misterioso. In questo spazio gli archeologi hanno individuato un antico santuario, frequentato prima dalle popolazioni messapiche e successivamente dai Romani, segno evidente della continuità cultuale del sito nel corso dei secoli.

Le pareti della grotta conservano ancora oggi tracce di iscrizioni votive dedicate alle divinità locali e romane: il dio Taotor per i Messapi e il dio Tutor per i Romani. Si tratta di invocazioni rivolte al mare e al destino, attraverso cui i marinai chiedevano protezione prima di affrontare le traversate verso le coste balcaniche, spesso insidiose e imprevedibili.

Oggi la Grotta della Poesia è riconosciuta a livello internazionale come uno dei luoghi naturalistici più spettacolari del Mediterraneo. Le sue acque di un verde smeraldo intenso, unite alla perfetta integrazione tra roccia e mare, ne fanno una vera e propria piscina naturale a cielo aperto. La sua fama è cresciuta ulteriormente quando il National Geographic l’ha inserita tra le piscine naturali più belle del mondo, consacrandola definitivamente come uno dei simboli più riconoscibili del Salento contemporaneo.

Le Marine di Melendugno: tredici chilometri di meraviglia
Lungo i tredici chilometri di costa di Melendugno si susseguono scenari completamente diversi tra loro, ciascuno con una propria identità.
Il litorale di Melendugno si presenta come un vero e proprio mosaico naturale, in cui ogni tratto di costa racconta una storia diversa e offre un’esperienza paesaggistica unica.

Torre Specchia Ruggeri è il volto più intimo e selvaggio del territorio: un susseguirsi di piccole calette nascoste tra la macchia mediterranea, scogli bassi e tratti di sabbia ancora poco antropizzati, dove il mare conserva un carattere autentico e quasi primordiale. Qui la natura domina ancora incontrastata, offrendo silenzi e panorami di rara purezza.

Scendendo lungo la costa si incontra San Foca, località che unisce tradizione marinara e vocazione turistica. Il suo porto turistico rappresenta un punto di riferimento per la nautica del basso Adriatico, mentre le sue spiagge lunghe e sabbiose, dal fondale basso e cristallino, la rendono una delle mete più apprezzate dalle famiglie e dai viaggiatori in cerca di comfort e mare limpido.

Poco più a sud, Roca Vecchia mostra il suo lato più spettacolare e scenografico: piscine naturali, cavità marine e scogliere frastagliate che si aprono sul blu intenso dell’Adriatico. È un tratto di costa in cui la forza della natura ha scolpito nei secoli forme uniche, creando un paesaggio che unisce archeologia, geologia e bellezza paesaggistica.

Torre dell’Orso rappresenta invece una delle baie più celebri dell’intera Puglia. La sua ampia spiaggia dorata, protetta da una baia armoniosa e da una pineta profumata, è dominata dai famosi faraglioni delle Due Sorelle, che emergono dal mare come due sentinelle naturali. È uno dei luoghi simbolo del turismo balneare salentino.

Infine, Torre Sant’Andrea chiude questo straordinario percorso costiero con il suo scenario più drammatico e spettacolare: alte scogliere, archi naturali e faraglioni modellati dal vento e dall’erosione marina, che creano un paesaggio quasi scultoreo, tra i più fotografati dell’intero Salento.
Nel loro insieme, questi luoghi compongono un itinerario continuo di rara varietà paesaggistica: un susseguirsi di ambienti diversi ma armonici che rendono Melendugno una delle destinazioni balneari più complete, identitarie e riconosciute dell’intero Mediterraneo.
Torre dell’Orso e la magia delle Due Sorelle

La sosta principale della giornata si svolge nella splendida baia di Torre dell’Orso, uno dei tratti più iconici dell’intera costa adriatica salentina, dove il mare assume sfumature che vanno dal turchese intenso al verde smeraldo. Qui i giornalisti fanno tappa presso Lido Cala Marin, struttura affacciata direttamente su uno dei panorami più riconoscibili della Puglia: i celebri faraglioni delle Due Sorelle.
Le due imponenti formazioni rocciose che emergono dal mare, secondo la tradizione popolare, rappresentano il profilo di due giovani sorelle che, per un destino misterioso, vennero trasformate in pietra mentre si trovavano in balia delle onde. Una leggenda antica, tramandata di generazione in generazione, che contribuisce ad arricchire di fascino e suggestione uno degli scorci più fotografati e amati dai visitatori di tutto il mondo.

In questo scenario naturale di rara bellezza, il viaggio stampa si trasforma anche in un’esperienza gastronomica immersiva. I giornalisti partecipano infatti a una coinvolgente “Frisella Experience”, guidati dagli chef del lido, che raccontano e fanno vivere uno dei simboli più autentici della tradizione culinaria salentina.

La frisella, alimento semplice e contadino, viene preparata secondo la ricetta classica che ne esalta la genuinità: pane biscottato bagnato leggermente in acqua e condito con pomodoro fresco, olio extravergine d’oliva e rucola, in un equilibrio perfetto di sapori mediterranei. Accanto alla versione tradizionale, viene proposta anche la variante “capunata”, più ricca e strutturata, con l’aggiunta di tonno e ortaggi conservati sott’olio, espressione di una cucina che nasce dalla necessità ma si trasforma in identità culturale.
Un momento semplice solo in apparenza, che diventa invece una vera chiave di lettura del territorio: il mare, la pietra e il cibo si intrecciano in un’unica narrazione che racconta il Salento nella sua essenza più autentica.
Pizzica Experience: quando il Salento diventa festa
Nel pomeriggio il viaggio entra nel cuore più simbolico e identitario del Salento con l’incontro dedicato alla pizzica, una delle espressioni culturali più profonde e riconoscibili dell’intero territorio.
Qui la tradizione non è un semplice elemento folkloristico, ma una lingua viva che continua a raccontare emozioni, storie collettive e radici antiche. La pizzica nasce come danza terapeutica e rituale legata al fenomeno del tarantismo, ma nel tempo si è trasformata in un potente strumento di aggregazione sociale e in un marchio culturale che oggi rappresenta il Salento nel mondo.

A guidare i giornalisti in questa esperienza sono i giovani del Movimento Giovani in Gioco, coordinati da Marco Macchione e Nicolò Camassa, che con entusiasmo e competenza trasformano l’incontro in un vero laboratorio di cultura popolare. L’obiettivo non è solo insegnare dei passi di danza, ma trasmettere il senso profondo di una tradizione che appartiene alla memoria collettiva del territorio.
Fondamentale il contributo delle ballerine Irene Giancane e Carla Macchione, che accompagnano i partecipanti passo dopo passo, spiegando ritmo, postura e significato dei movimenti. La lezione si sviluppa rapidamente in un momento di partecipazione condivisa, in cui la distanza tra osservatore e protagonista si annulla completamente.
La musica cresce, il ritmo incalza e lo spazio si trasforma in una festa spontanea. I giornalisti, inizialmente spettatori, diventano parte integrante della scena, coinvolti in una danza collettiva che rompe ogni formalità e restituisce la dimensione più autentica della pizzica: quella comunitaria, emotiva e profondamente identitaria.
Un’esperienza che va oltre l’intrattenimento e si traduce in conoscenza diretta del territorio, mostrando come nel Salento la cultura non si osserva soltanto, ma si vive, si partecipa e si tramanda attraverso il movimento, la musica e la relazione umana.

Il lido Calamarin è anche punto di riferimento della movida balneare locale, è frequentato anche da volti noti dello spettacolo e da ospiti legati al giovane Hermes Mazzotta. Tra gli avvistamenti più recenti spicca quello di Welo, giovane promessa della musica italiana e internazionale originario di Lecce, protagonista di un video girato tra Borgagne, Torre dell’Orso e Porto Badisco insieme ad Anna Tatangelo per il suo ultimo singolo “Notte Poetica”, ulteriore testimonianza di come il Salento continui a essere anche una suggestiva cornice per produzioni artistiche e musicali contemporanee.
Il gusto della tradizione da Dentoni
Dopo un bagno nelle acque cristalline della baia, la giornata si conclude con una sosta alla storica Pasticceria Gelateria Dentoni.

Affacciata direttamente sul mare, la celebre pasticceria rappresenta da decenni un punto di riferimento per residenti e visitatori. Qui vengono realizzati gelati artigianali, dolci della tradizione salentina e raffinate creazioni di alta pasticceria.

Tra le specialità più richieste spicca la celebre torta crepes, diventata negli anni uno dei simboli del locale. La terrazza panoramica, affacciata sulla baia di Torre dell’Orso, è frequentata durante tutto l’arco della giornata, dalla colazione agli aperitivi fino al dopocena, offrendo una vista impareggiabile su uno dei tratti più belli della costa adriatica pugliese.

La serata si concluderà poi con un ricco e lauto buffet di degustazione ospitato presso il Barone di Mare Resort, struttura che accoglie il gruppo dei giornalisti internazionali e italiani impegnati nel viaggio stampa nel Salento. Un momento conviviale pensato come sintesi perfetta dell’esperienza vissuta durante la giornata, in cui i sapori della tradizione salentina diventano protagonisti assoluti: piatti tipici della cucina locale, prodotti a km zero, specialità della terra e del mare, accompagnati da vini del territorio e ricette che raccontano l’identità più autentica di questa regione.

Tra profumi intensi e sapori genuini, il buffet diventa anche occasione di confronto e racconto tra i partecipanti, che ripercorrono le emozioni della giornata trascorsa tra le meraviglie delle marine di Melendugno, la Grotta della Poesia, la baia di Torre dell’Orso e le esperienze culturali e gastronomiche vissute lungo il percorso.

Ma la giornata però non si esaurisce qui. Dopo la cena, il gruppo si prepara a raggiungere Melendugno per una delle tradizionali feste popolari religiose del territorio, con processione della Madonna di Roca per le vie del paese, dove luminarie, musica e banda trasformano le piazze in un teatro a cielo aperto. Un ulteriore tassello di un viaggio che continua a intrecciare cultura, spiritualità e tradizione, offrendo ai giornalisti uno sguardo sempre più profondo sull’anima autentica del Salento.

E così, mentre il sole è tramontato sul mare delle Due Sorelle e si affaccia il chiarore della luna a illuminare un cielo già stellato, il viaggio stampa nel Salento continua il suo racconto, pronto a svelare nelle prossime tappe nuove storie, tradizioni e luoghi che rendono questa terra una destinazione unica nel panorama turistico europeo.
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Sebastiano Di Mauro nasce ad Acireale (CT) nel 1954 dove ha vissuto fino a circa 18 anni. Dopo si trasferisce, per brevi periodi, prima a Roma, poi a Piacenza e infine a Milano dove vive, ininterrottamente dal 1974. Ha lavorato per lunghi anni alle dipendenze dello Stato. Nel 2006, per strane coincidenze, decide di dedicarsi al giornalismo online occupandosi prima di una redazione a Como e successivamente a Milano e Genova, coordinando diverse redazioni nazionali. Attualmente ha l’incarico di caporedattore di questa testata e coordina anche le altre testate del Gruppo MWG e i vari collaboratori sul territorio nazionale.
