Nel prestigioso Ridotto dei Palchi “Arturo Toscanini” del Teatro alla Scala è stata presentata ieri la nuova stagione artistica 2026/2027, una programmazione che segna l’inizio di una nuova fase per il tempio della lirica mondiale. Alla presenza del sindaco di Milano e presidente della Fondazione Scala Giuseppe Sala, del sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina, del direttore musicale designato Myung-Whun Chung, del direttore del Corpo di Ballo Frédéric Olivieri e del direttore di Rai Cultura Fabrizio Zappi, è stato svelato un cartellone che coniuga tradizione, innovazione e apertura alle nuove generazioni.

La stagione si distingue per un forte equilibrio tra il grande repertorio e la scoperta, tra i maestri affermati e i giovani talenti emergenti. Su tredici titoli operistici figurano tre opere mai rappresentate prima a Milano, quattro debutti direttoriali e quattro registici, oltre a numerose nuove voci chiamate a confrontarsi con il palcoscenico scaligero.
Myung-Whun Chung inaugura una nuova era musicale

Il grande protagonista della stagione è senza dubbio Myung-Whun Chung, che dopo decenni di collaborazione con orchestra, coro e pubblico milanese assume ufficialmente il ruolo di Direttore Musicale del Teatro alla Scala.
Il suo percorso inizia con uno degli appuntamenti più attesi dell’intera stagione: Otello di Giuseppe Verdi, affidato alla regia di Damiano Michieletto. L’evento assume un significato particolare anche per il cinquantesimo anniversario della prima trasmissione televisiva di una Prima della Scala sulla Rai.
Chung tornerà poi sul podio per dirigere Macbeth, altro capolavoro verdiano, nello spettacolare allestimento firmato da Barrie Kosky.

Un cartellone operistico tra tradizione e scoperte
La programmazione lirica attraversa oltre tre secoli di storia della musica, dal Barocco fino alla contemporaneità.
Tra i titoli più attesi spicca Les Pêcheurs de perles di Georges Bizet, assente dalla Scala dal 1948, che vedrà il doppio debutto del direttore Henrik Nánási e del regista Arnaud Bernard.
Torna inoltre Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart nell’iconico allestimento di Robert Carsen, diretto dal giovane talento Thomas Guggeis.
Grande emozione anche per il ritorno della storica Bohème di Giacomo Puccini firmata da Franco Zeffirelli, uno degli spettacoli più amati nella storia del Piermarini.
Tra le rarità figurano Don Quichotte di Jules Massenet, che debutta per la prima volta alla Scala, e I Puritani di Vincenzo Bellini, assente dal 1971.

Di particolare rilievo culturale è anche l’arrivo di Nixon in China di John Adams, titolo fondamentale del minimalismo americano che testimonia la volontà della Scala di ampliare ulteriormente il proprio repertorio.
Tra le novità assolute spicca inoltre Leonora di Ferdinando Paër, proposta nel bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven, e il capolavoro seicentesco Dido and Æneas di Henry Purcell, che chiuderà la stagione con la direzione di Gianluca Capuano e la regia-coreografia di Marcos Morau.
Il Balletto guarda al futuro senza dimenticare la tradizione
La stagione del Corpo di Ballo guidato da Frédéric Olivieri propone nove titoli distribuiti in sette programmi, con quattro novità e cinque importanti riprese.
Tra gli eventi di punta emerge la prima nazionale di Giselle nella rivoluzionaria rilettura del coreografo Akram Khan, creata originariamente per l’English National Ballet.
Ad aprire la stagione sarà invece Lo Schiaccianoci di Rudolf Nureyev, mentre tornano grandi classici come Sogno di una notte di mezza estate di George Balanchine e Paquita nella versione di Pierre Lacotte.
Nel centenario della nascita di Maurice Béjart, la Scala gli dedica un omaggio speciale con L’uccello di fuoco, Boléro e Serait-ce la mort?, mai rappresentato prima al Piermarini.
Concerti: da Beethoven ai Berliner Philharmoniker

La stagione sinfonica riunisce alcuni dei più prestigiosi direttori e solisti del panorama internazionale.
Accanto a Chung e a Riccardo Chailly, saliranno sul podio artisti del calibro di Klaus Mäkelä, Kirill Petrenko, Simon Rattle e Daniel Harding.
Tra i protagonisti della stagione cameristica e pianistica figurano Igor Levit, Yuja Wang, Daniil Trifonov e Alexander Malofeev, mentre il canto vedrà la presenza di artisti come Diana Damrau, Michael Spyres e Philippe Jaroussky.

Giovani, famiglie e inclusione al centro del progetto
Uno dei temi più importanti della nuova stagione riguarda il coinvolgimento del pubblico giovane, che rappresenta ormai circa un terzo degli spettatori complessivi.
L’offerta dedicata a bambini e ragazzi si amplia con nuove produzioni dell’Accademia, concerti didattici, laboratori e collaborazioni con AsLiCo. Tra le novità spicca l’opera Beethoven, commissionata al compositore Pierangelo Valtinoni.
Spazio Scala, il teatro come luogo di incontro

Accanto agli spettacoli cresce il progetto Spazio Scala, un articolato calendario di incontri gratuiti, presentazioni editoriali, approfondimenti e dialoghi con artisti e protagonisti della vita culturale.
Prosegue inoltre la collaborazione con le principali istituzioni cittadine, tra cui Piccolo Teatro di Milano, che nel 2027 celebra ottant’anni di attività riportando al Piermarini il celebre Arlecchino servitore di due padroni nella storica regia di Giorgio Strehler.
Una Scala sempre più internazionale e accessibile
La stagione 2026/2027 conferma la volontà del Teatro alla Scala di consolidare il proprio ruolo di riferimento mondiale per l’opera, il balletto e la musica sinfonica. Un progetto che valorizza la tradizione milanese senza rinunciare alla sperimentazione, all’inclusione e alla formazione di nuovi pubblici.
Con oltre un appuntamento al giorno tra opere, balletti, concerti e attività culturali, il Teatro alla Scala si prepara a vivere una delle stagioni più ricche e significative degli ultimi anni, riaffermando la propria identità di grande istituzione culturale internazionale e, al tempo stesso, di casa aperta alla città di Milano e alle nuove generazioni.

Un sentito ringraziamento va a tutti gli enti, le istituzioni e le aziende che sostengono l’attività del Teatro alla Scala. In particolare, a Intesa Sanpaolo, Sponsor Principale della Stagione 2026/2027, ai Fondatori di Diritto – Stato Italiano, Regione Lombardia e Comune di Milano – ai Fondatori Pubblici Permanenti, ai Fondatori Permanenti, Sostenitori ed Emeriti che contribuiscono alla crescita e alla valorizzazione del Teatro, nonché alla Teatro alla Scala Association of America per il prezioso supporto internazionale. Grazie al loro impegno, la Scala continua a essere un punto di riferimento mondiale per l’opera, la musica, la danza e la cultura
