Quinto giorno del viaggio stampa nel Salento: Torre dell’Orso, Cavallino, Lecce e le radici profonde della civiltà messapica

Dopo aver attraversato le meraviglie costiere di Melendugno e le atmosfere marine di Torre dell’Orso, passando per le tappe culturali e naturalistiche delle giornate precedenti, il viaggio stampa nel Salento prosegue il suo racconto con la quinta giornata.

L’educational tour internazionale, che coinvolge 20 giornalisti delle principali testate europee tra cui 5 italiani, continua sotto la guida della giornalista Carmen Mancarella, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale, artistico ed enogastronomico di un territorio che si conferma tra i più ricchi e identitari del Mediterraneo.

L’ospitalità d’eccellenza de “Il Barone di Mare” di Torre dell’Orso alle radici agricole di Melendugno fino alla storia messapica di Cavallino


La mattinata inizia, dopo l’abbondante colazione, tra i viali de “Il Barone di Mare Resort, dove il gruppo viene, generosamente, ospitato per questo viaggio, facendone il punto di partenza per ogni scoperta, grazie alla sua posizione strategica. L’intero gruppo viene accolto dal proprietario Giancarlo Mazzotta, in un incontro informale e amichevole che presto si trasforma in un vero e proprio racconto di visione e sviluppo del turismo locale.

Guarda QUI il video breve.

Durante la visita, che attraversa tutti gli spazi della struttura — dalla reception alle cucine, dalle aree verdi fino alla piscina e alla spa — il manager illustra i progetti di crescita del resort, destinato a un importante salto di qualità nel prossimo immediato futuro. Dal prossimo anno, infatti, la struttura entrerà in una joint-venture con il gruppo internazionale Meliá Hotels International, rafforzando la presenza del Salento nei circuiti dell’hotellerie di lusso mondiale.


Parallelamente, a pochi passi dal resort, proseguono i lavori di restauro dell’ex Hotel Regina Pacis,
destinato a diventare un 5 stelle super lusso tra i più esclusivi del Sud Italia, ulteriore segnale della trasformazione in atto nel comparto turistico del territorio.

Masseria Berzario: tra olio, terra e creatività

Il viaggio prosegue poi nell’entroterra di Melendugno, dove i giornalisti sono ospiti della Masseria Berzario, accolti dalla titolare Luciana Poti.


La masseria rappresenta un esempio autentico di economia agricola integrata, in cui la produzione si fonda su olio extravergine di oliva, ortaggi di stagione e cinque mila piante di fragole coltivate a km zero. Un modello che unisce sostenibilità, qualità e valorizzazione del territorio.

Particolarmente suggestiva è la presenza, all’interno della tenuta, di installazioni artistiche realizzate dallo scultore Francesco Paglialunga, che ha trasformato alcune piante di ulivo ultracentenarie colpite dalla Xylella in opere d’arte, restituendo nuova vita e significato a ciò che la natura aveva segnato.

Verso Cavallino, tra storia e identità

Dopo  l’abbondante e gustoso pranzo servito alla Masseria, il gruppo si dirige verso l’entroterra leccese per la seconda parte della giornata, che conduce alla scoperta di Cavallino, città d’arte e scrigno della civiltà messapica.


Qui il viaggio cambia ancora una volta prospettiva
, confermando la straordinaria capacità del Salento di offrire esperienze profondamente diverse nel raggio di pochi chilometri. Dopo aver esplorato il mare cristallino delle marine adriatiche, le tradizioni popolari di Melendugno, le eccellenze agricole dell’entroterra e l’ospitalità di strutture sempre più orientate verso il turismo internazionale di qualità, l’itinerario conduce i giornalisti in una dimensione completamente nuova, dove protagonista diventa la storia millenaria del territorio.


Lasciate alle spalle le campagne punteggiate da ulivi e masserie, il percorso entra nel cuore della civiltà messapica, una delle più affascinanti e misteriose dell’Italia antica.

Qui ogni pietra racconta una storia, ogni vicolo conserva tracce di epoche diverse e ogni monumento testimonia il passaggio di popoli, culture e dominazioni che hanno contribuito a costruire l’identità del Salento contemporaneo.

Il pomeriggio si apre dunque come un vero viaggio nella memoria, tra botteghe d’arte dove antichi mestieri vengono tramandati da generazioni, musei a cielo aperto che custodiscono i resti delle antiche città messapiche e architetture che raccontano il passaggio dal Medioevo al Barocco.

È un percorso che permette ai giornalisti di comprendere come il Salento non sia soltanto una destinazione balneare di successo, ma un territorio dalla profondissima stratificazione culturale, capace di sorprendere per la ricchezza del suo patrimonio storico e artistico.

Tra laboratori artigiani, scavi archeologici, palazzi nobiliari e luoghi simbolo del Risorgimento italiano, emerge un racconto fatto di identità, resilienza e orgoglio locale. Un racconto che si intreccia perfettamente con quello delle tappe precedenti e che continua a svelare le molte anime di questa terra: quella marinara e quella contadina, quella artistica e quella spirituale, quella antica e quella contemporanea.

Un mosaico di esperienze che rende il Salento una delle destinazioni culturali più complete e affascinanti del Mediterraneo.

Qui, nel cuore del centro storico, i giornalisti visitano la bottega d’arte dei maestri Ferruccio e Isaia Zilli, artigiani del ferro battuto che hanno saputo trasformare una materia dura e pesante in forme leggere, poetiche e profondamente legate all’immaginario salentino.

Le loro creazioni, richieste in tutto il mondo, prendono vita attraverso simboli che raccontano il territorio: ulivi mossi dal vento, melograni sospesi, civette stilizzate e spirali che evocano l’infinito.

La bottega si inserisce in un contesto storico di grande fascino: un’antica casa di origine messapica, dove ancora oggi si leggono tracce del passato, come elementi strutturali originari e un antico sarcofago riutilizzato come parte decorativa di un camino.

Cavallino, non a caso, è spesso definita la “Pompei del Salento”, per la straordinaria stratificazione archeologica che custodisce.

Cavallino, città messapica tra arte, memoria e tradizione

Cavallino, una piccola città d’arte e cultura a pochi chilometri da Lecce, dove il passato messapico riaffiora con straordinaria evidenza nel tessuto urbano e nei suoi luoghi simbolo.

Cavallino-piazza

Poco distante si estende il museo diffuso dell’antica città messapica, dove è possibile camminare letteralmente tra le fondamenta delle abitazioni e le possenti mura difensive che raccontano una civiltà complessa e ancora in parte misteriosa.

A illustrare il valore storico e identitario della città è il sindaco Bruno Ciccarese Gorgoni, che ha accolto il gruppo sulla suggestiva cornice del Palazzo Castromediano, sottolineando come l’intero abitato moderno sorga sull’antica città messapica, protagonista di una storia che affonda le sue radici nell’età classica e che nel Seicento ha conosciuto una nuova fase di sviluppo grazie alle famiglie nobiliari locali.

Tra le figure più significative della storia cavallinese emerge quella del duca Sigismondo Castromediano, patriota risorgimentale e simbolo dell’impegno per l’Unità d’Italia, oggi ricordato nella piazza principale con una statua che ne racconta il ruolo politico e culturale.

Lecce, capitale del barocco e scrigno di civiltà


A pochi chilometri da Cavallino si apre lo scenario straordinario di Lecce, la “regina del barocco”, dove arte, storia e stratificazioni culturali si fondono in un patrimonio architettonico unico nel suo genere.

La città si presenta ai visitatori con la magnificenza della Basilica di Santa Croce e con la scenografica Piazza Duomo, definita una vera e propria “piazza palcoscenico” per la straordinaria armonia architettonica dei suoi edifici: il Duomo, il campanile, il palazzo vescovile e l’antico seminario oggi sede museale.


Ma Lecce non è soltanto barocco. Le sue origini affondano nella civiltà messapica, quando la città era conosciuta con il nome di Rudiae
, luogo di nascita del poeta Quinto Ennio, figura fondamentale della letteratura latina e simbolo di una cultura già allora profondamente multiculturale, capace di esprimersi in messapico, greco e latino.

Un viaggio nella memoria più profonda della città è offerto anche dal Museo Faggiano, dove scavi casuali all’interno di un’abitazione privata hanno riportato alla luce un incredibile stratificarsi di epoche, dalle tombe messapiche fino al Medioevo, trasformando una casa privata in uno dei siti archeologici urbani più sorprendenti d’Italia.


La cucina della memoria alla Remesa

La giornata si chiude a Cavallino, presso La Remesa, osteria-pizzeria che rappresenta una delle espressioni più autentiche della cucina salentina tradizionale.


Qui i sapori non vengono reinterpretati né trasformati per seguire mode passeggere, ma vengono custoditi e proposti con assoluto rispetto della tradizione, proprio come venivano preparati nelle case salentine di una volta. Alla Remesa ogni piatto racconta una storia fatta di famiglie, lavoro nei campi, convivialità e antiche ricette tramandate di generazione in generazione. Sulla tavola sfilano così le grandi specialità della cucina locale: la parmigiana preparata secondo la tradizione, le fragranti pittule appena fritte, la trippa con le patate dal sapore intenso e autentico, le orecchiette e i maccheroni con il caratteristico sugo alla ricotta forte, fino ai celebri ciceri e tria, uno dei piatti simbolo della gastronomia salentina, dove la pasta fritta incontra i ceci in un equilibrio di consistenze e sapori che affonda le proprie radici nella storia contadina del territorio.

Ogni portata diventa un viaggio nella memoria collettiva del Salento, riportando alla luce sapori che per secoli hanno accompagnato la vita quotidiana delle famiglie, dalle feste patronali alle domeniche trascorse attorno alla tavola. Non si tratta soltanto di cucina, ma di un vero patrimonio culturale immateriale che racconta la capacità delle comunità locali di valorizzare ingredienti semplici e genuini, trasformandoli in piatti ricchi di gusto e identità.


Per i giornalisti provenienti da diverse nazioni europee, questa cena ha rappresentato molto più di una semplice esperienza gastronomica:
è stata l’occasione per entrare in contatto con l’anima più autentica del territorio. Attraverso i profumi del sugo che sobbolle lentamente, il sapore deciso dell’olio extravergine d’oliva, le ricette tramandate dalle nonne e la calorosa accoglienza dei proprietari Antonio Casilli e Ilaria Calogiuri, prende forma un racconto fatto di tradizioni, memoria e appartenenza.


Un’esperienza che riporta il viaggio alla sua dimensione più vera e profonda
: quella in cui il cibo diventa cultura, racconto e testimonianza viva di una civiltà che continua a custodire con orgoglio le proprie radici. Perché in Salento ogni piatto non racconta soltanto una ricetta, ma una storia di persone, di territorio e di identità che continua a vivere nel presente senza dimenticare il passato.

Il viaggio stampa nel Salento prosegue così la sua quinta giornata tra archeologia, arte, gastronomia e identità, preparandosi all’utima giornata dei questo favoloso viaggio nel cuore del Salento, dove continuerà a svelare la ricchezza straordinaria di questa terra sospesa tra storia e mare.

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