Chiude lo Spirit de Milan: una perdita per Milano e per la Bovisa che aveva trovato nel locale un simbolo di cultura e memoria vintage

Milano perde uno dei suoi luoghi più iconici e autentici. Dopo oltre dieci anni di attività, lo Spirit de Milan è costretto a chiudere i battenti, ponendo fine a un’esperienza che ha segnato profondamente la vita culturale della città e, in particolare, del quartiere Bovisa. Una notizia che lascia sgomenti non solo gli habitué del locale, ma anche le migliaia di persone che negli anni hanno trovato in questo spazio un punto di riferimento per la musica dal vivo, la socialità e la riscoperta delle tradizioni popolari.

La chiusura arriva a seguito della scadenza del contratto di affitto degli spazi che ospitano il locale all’interno dell’ex stabilimento Cristallerie Livellara e della mancata concessione di una proroga da parte della proprietà. Una decisione che interrompe un progetto nato nel 2015 e diventato nel tempo uno dei più importanti esempi di recupero e valorizzazione dell’archeologia industriale milanese.


Per la Bovisa si tratta di una perdita particolarmente dolorosa. In un quartiere che negli ultimi anni ha vissuto profonde trasformazioni urbanistiche e sociali, lo Spirit de Milan aveva rappresentato un raro esempio di equilibrio tra innovazione e memoria. Le sue sale, arredate con oggetti d’epoca, insegne storiche, arredi recuperati e atmosfere d’altri tempi, erano diventate una meta imprescindibile per gli appassionati del gusto vintage provenienti da tutta Italia. Non era soltanto un locale, ma un luogo capace di raccontare una Milano diversa, popolare, accogliente e profondamente legata alle proprie radici.

Nel corso degli anni, migliaia di concerti, spettacoli teatrali, serate di ballo swing, incontri culturali e iniziative dedicate alla tradizione lombarda hanno animato gli spazi delle ex Cristallerie Livellara, trasformando un edificio industriale dismesso in un centro pulsante di vita e creatività. Lo Spirit de Milan è riuscito a costruire una comunità trasversale, composta da giovani, famiglie, musicisti, artisti e appassionati provenienti da ogni parte della città.


Nonostante i tentativi di trovare una soluzione condivisa, la vicenda si è conclusa senza un accordo che consentisse la prosecuzione dell’attività. La direzione del locale sottolinea di aver sempre mantenuto un atteggiamento collaborativo, rispettando gli obblighi contrattuali e investendo direttamente nel recupero e nella riqualificazione degli spazi.

«Abbiamo fatto tutto il possibile per trovare una soluzione condivisa vantaggiosa per tutte le parti coinvolte, portato un progetto convincente e al contempo in questi anni riqualificato uno spazio che a oggi sembra destinato a scomparire sotto le macerie», ha dichiarato Luca Locatelli, fondatore dello Spirit de Milan.

La storia recente del locale è stata segnata da numerose difficoltà. Dopo la firma del contratto di affitto nel 2017, nel pieno della pandemia e del secondo lockdown, nel dicembre 2020 arrivò un’ingiunzione di sfratto collegata alla volontà della proprietà di vendere l’immobile. Da allora si sono susseguiti ricorsi, trattative e tentativi di mediazione che hanno permesso temporaneamente di mantenere viva l’attività.

Nel tempo, Spirit de Milan si è persino attivato per individuare potenziali acquirenti interessati a preservare il progetto culturale. Due diverse realtà imprenditoriali, entrambe economicamente solide e intenzionate a mantenere il locale come attività prevalente, avevano manifestato interesse per l’acquisto dell’immobile. Tuttavia, nessuna delle trattative è giunta a conclusione.


Oggi, mentre emerge l’esistenza di una trattativa avanzata tra la proprietà e un soggetto terzo, cala il sipario su una realtà che ha contribuito a rendere Milano una città più viva, inclusiva e culturalmente ricca.

La chiusura dello Spirit de Milan non rappresenta soltanto la fine di un locale, ma la scomparsa di un presidio culturale che aveva saputo restituire identità e valore a un pezzo importante della città. Per la Bovisa significa perdere uno dei suoi simboli più riconoscibili; per Milano, vedere svanire uno spazio che aveva saputo coniugare musica, tradizione, convivialità e recupero urbano in un modello raro e prezioso.

«È una notizia che speravamo di non dover mai dare, ma soprattutto non con questi tempi e modalità. Credevamo che si potesse arrivare a una soluzione condivisa vantaggiosa per tutte le parti coinvolte. Il nostro pensiero ora è tutto per i nostri 60 dipendenti e per le persone che in questi anni ci hanno frequentato e per le quali siamo diventati un po’ casa», ha dichiarato ancora Luca Locatelli.

Parole che raccontano il valore umano di una realtà che per molti non era semplicemente un luogo di svago, ma una seconda casa. Mentre la città saluta lo Spirit de Milan, resta la speranza che l’anima di questo progetto possa trovare presto una nuova sede e continuare a vivere, portando con sé quell’atmosfera unica che ha fatto innamorare generazioni di milanesi e visitatori.

Tutta la solidarietà della nostra redazione, che da anni segue il progetto raccontando puntualmente la sua programmazione!