‘Entra il fantasma’ di Isabella Hammad: il teatro come atto politico

Tutto avrei pensato, fuorché di leggere un libro che parla della Palestina guardando la vicenda da un punto di vista realmente estraniante.

Il libro in questione è “Entra il fantasma” di Isabella Hammad, scrittrice di origini palestinesi nata a Londra, che pubblica questa sua seconda opera nel 2023 e che dopo due anni viene tradotta da Maurizia Balmelli e pubblicato da Marsilio Editori; nell’aprile 2026 è alla sua seconda ristampa e il romanzo entra nella lista dei candidati per il Premio Strega Europeo, edizione XIII.

La storia racconta di un’attrice che ritorna nella sua terra d’origine, dove vive la sorella, e che verrà scritturata per una versione teatrale dell’Amleto di Shakespeare in lingua araba in scena in Cisgiordania, tra scontri, checkpoint e milizie israeliane schierate e in cui scoprirà un senso di appartenenza che pensava di non avere.

Isabella Hammad – Premio Strega EuropeoQuesto romanzo è la stratificazione di più letture: può essere letto come un romanzo di formazione, in cui avviene la trasformazione della sensibilità della protagonista; una possibile autobiografia in cui a volte si perdono i confini tra la fiction e la realtà; un’inchiesta sulla condizione dei palestinesi nella vita di tutti i giorni in Israele, Gaza e Cisgiordania; un copione di una pièce teatrale diviso in più atti.

E in questi livelli è facile perdersi, perché il passaggio tra l’uno e l’altro non è mai dichiarato né scontato, ma ci si passa attraverso in maniera naturale, come il tempo, come la vita. Sicuramente la cosa che più accende è l’attenzione verso la situazione disastrosa in cui il popolo palestinese vive tutti i giorni. Il libro è stato pubblicato prima del 7 ottobre 2023, prima che si verificasse quindi la quasi completa distruzione di Gaza e prima che riconoscessimo a occhi nudi apertamente la guerra, che però è in atto dal 1948 e questo è palese nel libro. Il senso di smarrimento, di pericolo costante di cui si pervade il libro è espresso in maniera impattante dalle parole dell’autrice quando ci racconta dei villaggi profughi, della Nakba, delle condizioni di miseria, della prima e seconda intifada dell’87 e del 2000.

Tutto questo da un punto di vista unico e personale, quello della protagonista. Non sappiamo niente di quello che accade quando non c’è lei, ma conosciamo solo la sua realtà, il suo sguardo, i suoi movimenti e i suoi ricordi.

Si capisce benissimo che Sonia è una donna che vuole apparire molto diversa da come è realmente, si percepisce dalle sue risposte in contrapposizione ai suoi pensieri: finge di essere forte e impassibile ma dentro ha un subbuglio di emozioni. L’unica persona che riesce a scalfire questa armatura è sua sorella Haneen, che è un personaggio secondario del libro ma che innesca le uniche reazioni esterne, come una scavatrice nei suoi sentimenti. È infatti lei a rovistare nel suo desiderio di riscattare quel suo orgoglio palestinese, di dimostrante e leale alla causa politica.

Isabella Hammad con “Entra il fantasma”, tradotto da Maurizia Balmelli, è candidata al Premio Strega Europeo 2026 - Marsilio Editori - Marsilio Editori

L’arte come atto politico, l’Amleto come uomo palestinese in sofferenza dal suo corrotto Paese, la Danimarca appunto come Israele. Tutto è metafora, tutto è sottointeso.

Il linguaggio è originale. Le parti scritte come un copione mentre si parla di teatro e non solo, durante le prove dello spettacolo, sono davvero interessanti e creano un senso di moto alla lettura, si immaginano i personaggi uscire e rientrare nel discorso, con i loro movimenti e i loro gesti. Anche il titolo è emblematico proprio di questa versione teatrale del romanzo, proprio come dopo le battute di scena, sono elencati gli elementi o la descrizione delle entrate e delle uscite: “Entra il fantasma”.

I personaggi che si incontrano sono molteplici e tutti a loro modo contribuiscono all’andamento del la storia: da Wael, il famoso cantante palestinese idolatrato anche da fan israeliani alla regista Mariam, vera sorpresa di tutto il racconto.

Un libro che mi ha ricordato “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi in più modi: nel senso del caldo afoso di un’estate torrida che ricorda l’oppressione di un popolo, l’importanza della memoria e dalla propria storia personale nonché il sentimento di ansia costante, fino ad arrivare al finale atto politico che scompiglia l’esistenza di una persona che non riesce più a tacere.

 

Entra il fantasma
traduzione di Maurizia Balmelli
pp. 416, 1° ed.
2025
Romanzi e Racconti
9788829791859