Dopo il debutto al Festival Primavera dei Teatri di Castrovillari, la nuova produzione Elsinor approda a Milano con una lettura radicale dell’opera di Ibsen, trasformando il dramma dell’emancipazione femminile in un viaggio nelle fragilità dell’uomo contemporaneo.
MILANO – Cosa accade dopo che Nora chiude la porta e abbandona la casa? È da questa domanda che prende vita “Casa di bambola”, la nuova produzione di Elsinor Centro di Produzione Teatrale che, dopo il debutto in prima assoluta al Festival Primavera dei Teatri di Castrovillari, arriva al Teatro Fontana di Milano con la regia di Ivonne Capece.
L’opera più celebre e controversa di Henrik Ibsen viene riletta attraverso una prospettiva inedita che sposta il centro della narrazione dall’emancipazione femminile al crollo identitario maschile. Al centro della scena non c’è più Nora, ma Torvald Helmer, rimasto solo dopo l’abbandono della moglie e costretto a confrontarsi con le macerie della propria esistenza.

Interpretato da Stefano Braschi, affiancato da Massimo Di Michele e Maria Laura Palmeri, il protagonista attraversa una lunga notte fatta di ricordi, fantasmi e interrogativi irrisolti. Un percorso che diventa riflessione sul ruolo maschile nella società contemporanea, tra la crisi del patriarcato e la necessità di ridefinire la propria identità.
La drammaturgia e l’adattamento di Mattia Favaro trasformano il testo di Ibsen in una sorta di sequel contemporaneo, mantenendone intatta la forza politica ma proiettandolo nelle tensioni del presente. Il risultato è uno spettacolo che affronta temi attuali come il controllo nelle relazioni, il possesso affettivo, la costruzione sociale dei ruoli di genere e le difficoltà che accompagnano il cambiamento.
«Mi interessava interrogare quella soglia in cui la cura si trasforma in controllo, la protezione in dominio, l’amore in appropriazione», spiega la regista Ivonne Capece nelle note di regia. «La casa immaginata da Ibsen diventa una struttura mentale, un luogo simbolico in cui costruiamo immagini di noi stessi da difendere. Il dramma comincia quando quelle immagini crollano».

Lo spettacolo propone così una riflessione sul rapporto tra uomini e donne dopo le trasformazioni culturali degli ultimi decenni. Se Nora rappresenta la donna che decide di ridefinirsi al di fuori dei ruoli tradizionali, Torvald incarna invece un modello maschile che fatica a trovare nuovi riferimenti e che si trova improvvisamente costretto a confrontarsi con le proprie fragilità.
L’impianto scenico ideato da Micol Vighi contribuisce a costruire un’atmosfera sospesa tra realtà e incubo. Dominano cromatismi rossi e caldi che richiamano l’immaginario cinematografico di “Shining”, mentre al centro della scena campeggia un albero di Natale, simbolo di quell’idea di famiglia perfetta alla quale Torvald continua ad aggrapparsi mentre tutto intorno a lui si sgretola.
Anche i costumi, firmati dalla stessa Vighi, giocano sulla contaminazione tra Ottocento e contemporaneità. Elementi storici convivono con suggestioni erotiche ispirate al tango argentino, creando una tensione continua tra eleganza, desiderio, convenzione sociale e impulso emotivo.
Fondamentale il contributo del sound design di Simone Arganini, che accompagna il pubblico in un universo sonoro immersivo fatto di melodie tanguere e inquietanti richiami che evocano i celebri voli d’uccelli hitchcockiani. Una dimensione acustica che amplifica il senso di smarrimento e la discesa nell’inconscio del protagonista.
Con questa nuova lettura di “Casa di bambola”, Ivonne Capece restituisce al capolavoro di Ibsen una sorprendente contemporaneità, offrendo uno spettacolo che non si limita a raccontare una storia di emancipazione femminile, ma interroga profondamente anche il mondo maschile, le sue resistenze e le sue possibilità di trasformazione.
Un allestimento intenso e provocatorio che invita il pubblico a riflettere sui mutamenti delle relazioni e sulle identità in continua evoluzione della società contemporanea.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
gio>ven ore 20.30
sab. ore 19.30
dom ore 17.00
PREZZI
Intero 25 €
Under30 18 €
Over 65 / Under 14 12 €
Giovedì sera 22 €
Convenzioni 20 €
Scuole di teatro 12 €
revendita e prenotazione 1 €
Info e prenotazioni
+39 0269015733
biglietteria@teatrofontana.it
www.vivaticket.com
Sebastiano Di Mauro nasce ad Acireale (CT) nel 1954 dove ha vissuto fino a circa 18 anni. Dopo si trasferisce, per brevi periodi, prima a Roma, poi a Piacenza e infine a Milano dove vive, ininterrottamente dal 1974. Ha lavorato per lunghi anni alle dipendenze dello Stato. Nel 2006, per strane coincidenze, decide di dedicarsi al giornalismo online occupandosi prima di una redazione a Como e successivamente a Milano e Genova, coordinando diverse redazioni nazionali. Attualmente ha l’incarico di caporedattore di questa testata e coordina anche le altre testate del Gruppo MWG e i vari collaboratori sul territorio nazionale.
