Roma ricorda Anastasia e Andromeda a un anno dalla tragedia di Villa Pamphilj: ‘Nessuno deve sentirsi invisibile’

ROMA – A un anno dal tragico ritrovamento di Anastasia e della piccola Andromeda, Villa Doria Pamphilj è diventata il luogo di un commosso momento di memoria e riflessione. Istituzioni, associazioni, cittadini, mamme e bambini si sono riuniti per rendere omaggio alle due vittime innocenti, simbolo di una ferita ancora aperta nel cuore della Capitale.

L’iniziativa, promossa da Salvamamme insieme alle associazioni Camminare in Libertà e Roma BPA – Mamma Roma e i suoi Figli Migliori, ha voluto trasformare il ricordo in un impegno concreto affinché tragedie simili non si ripetano mai più.

Nel corso della cerimonia, la presidente di Salvamamme, Grazia Passeri, ha lanciato un appello alle istituzioni proponendo la realizzazione di una campagna informativa permanente nei principali luoghi di transito della città. L’obiettivo è rendere immediatamente accessibili, attraverso messaggi semplici e multilingue, i servizi di sostegno e i canali di aiuto destinati a chi vive situazioni di fragilità, isolamento o dipendenza.

«Troppo spesso chi ha bisogno di aiuto non sa a chi rivolgersi o non riesce a farlo. Dobbiamo fare in modo che nessuna donna si senta invisibile e che l’accesso all’aiuto sia immediato, comprensibile e alla portata di tutti», ha dichiarato Passeri.

Alla commemorazione hanno preso parte numerosi rappresentanti delle istituzioni. L’assessore regionale alle Politiche Sociali, Massimiliano Maselli, ha annunciato la donazione di un albero che verrà piantato in memoria di Anastasia e Andromeda non appena le condizioni climatiche lo consentiranno. Presente anche la presidente dell’Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, che ha deposto due rose bianche provenienti dal Roseto Comunale di Roma. Alla cerimonia ha partecipato inoltre il presidente del Municipio XII, Elio Tomassetti, a testimonianza di un impegno condiviso tra istituzioni e territorio.

Il messaggio che ha accompagnato l’iniziativa è stato chiaro e potente: “Solo una città intera può salvare una vita”.

Particolarmente emozionante il momento dedicato alle mamme e ai bambini assistiti da Salvamamme che, insieme a una delegazione delle Fiamme Oro Rugby della Polizia di Stato, hanno deposto margherite e peluche accanto alle due panchine fucsia realizzate dal volontario Carlo “Il Falegname”. Le panchine sono diventate simbolo di memoria, vicinanza e speranza.

All’evento hanno aderito anche Rotary Passport Italia District 2080, la Protezione Civile Arvalia, le Associazioni Motociclisti delle Forze dell’Ordine, gli Amici di Villa Pamphilj, Cuore di Maglia, Piccoli Giganti, Impresa Sant’Annibale e l’associazione Sotto gli Occhi di Elena.

Al termine della commemorazione, guidati da Alberto Messali dell’associazione Camminare in Libertà, i partecipanti hanno percorso in silenzio i sentieri della Villa fino al luogo del ritrovamento dei corpi, dando vita a una camminata collettiva di raccoglimento e rispetto.

L’associazione Salvamamme ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento a Patrizio Bellanti di Petali e Petali per le margherite donate in memoria delle due vittime.

A distanza di un anno dalla tragedia, Roma si è stretta in un unico abbraccio per ricordare Anastasia e Andromeda, ma soprattutto per ribadire un principio fondamentale: nessuna persona deve sentirsi sola, invisibile o priva della possibilità di chiedere aiuto.