Spirit de Milan, la Bovisa si mobilita: il CaBarEt Boh Visa porta musica e spettacolo in strada contro la chiusura

Centinaia di persone si sono ritrovate davanti alle mura dell’ex Cristalleria Livellara per sostenere uno dei luoghi simbolo della cultura milanese. Sul palco improvvisato artisti, musicisti e comici uniti nel grido: “No alla chiusura dello Spirit”.

MILANO – La chiusura forzata dello Spirit de Milan non ha fermato la voglia di ritrovarsi, fare cultura e condividere musica e spettacolo. Anzi, ha prodotto l’effetto opposto. Martedì sera il gruppo storico del Ca.Bar Et Boh.Visa, protagonista da anni degli appuntamenti settimanali dello Spirit, ha deciso di non mancare all’incontro con il proprio pubblico e ha trasformato la strada adiacente alle mura perimetrali dell’ex Cristalleria Livellara in un palcoscenico a cielo aperto.


L’iniziativa, organizzata nell’ambito del progetto Milano 5.0, ha richiamato centinaia di persone che, a partire dalle ore 21, hanno letteralmente riempito il vicolo antistante lo storico locale della Bovisa. Una risposta spontanea e partecipata che ha dimostrato quanto profondo sia il legame tra lo Spirit de Milan e la città.

In campo è scesa la formazione al completo del Cabaret Boh Visa con Rafael Didoni, Germano Lanzoni, Walter Leonardi, Folco Orselli e Flavio Pirini, ai quali si è aggiunto un ospite particolarmente apprezzato dal pubblico: Carlo Pastori: l’attore e musicista, armato della sua inseparabile fisarmonica e della consueta verve comica, ha contribuito a rendere ancora più speciale una serata già carica di significati.


Accanto ai protagonisti storici si sono alternati numerosi amici artisti e comici
che hanno dato vita a uno spettacolo spontaneo e coinvolgente. Tra loro Debora Villa, Bruschetta, Davide Lorenzo Palla, Mary Sarnataro e altri interpreti che hanno animato il pubblico con sketch, musica e improvvisazioni.

Al centro dello spazio improvvisato una lunga corsia rossa fungeva da platea d’onore, mentre tutt’intorno centinaia di persone di ogni età seguivano lo spettacolo in piedi. Famiglie, giovani, residenti del quartiere e frequentatori abituali dello Spirit hanno partecipato con entusiasmo, trasformando l’evento in una vera e propria manifestazione popolare.

A scandire la serata non sono mancati cori e slogan a sostegno dello storico locale. Più volte il pubblico ha gridato con convinzione il proprio “No alla chiusura dello Spirit”, dando voce a una preoccupazione condivisa che da settimane attraversa il quartiere e il mondo culturale milanese.

La chiusura dello Spirit de Milan, avvenuta dopo oltre dieci anni di attività all’interno dell’ex stabilimento delle Cristallerie Livellara, ha infatti suscitato profondo dispiacere tra artisti, musicisti e semplici cittadini. Nato nel 2015 grazie all’intuizione di Luca Locatelli e dei suoi collaboratori, il progetto ha restituito vita e identità a uno spazio industriale abbandonato, trasformandolo in uno dei più importanti punti di riferimento per la musica dal vivo, il cabaret e la socialità cittadina.

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Alla base dello stop c’è la scadenza del contratto di locazione degli spazi. Una vicenda complessa che affonda le proprie radici in anni di trattative, ricorsi e tentativi di mediazione che avevano consentito finora di mantenere viva l’attività del locale.


Durante la serata è intervenuto anche Luca Locatelli, fondatore dello Spirit de Milan,
accolto da un lungo applauso. Visibilmente emozionato nel vedere una partecipazione così numerosa, ha voluto lanciare un messaggio di speranza.

«Stiamo facendo di tutto per salvare il progetto. Non è impossibile trovare una soluzione condivisa, ma tutto è ancora in evoluzione. Dobbiamo resistere e continuare a dimostrare quanto questo luogo sia importante come spazio di aggregazione culturale e sociale», ha spiegato.

Parole che hanno trovato immediata sintonia tra i presenti. Per molti infatti lo Spirit de Milan non rappresenta semplicemente un locale, ma un presidio culturale capace di creare comunità, valorizzare artisti e offrire occasioni di incontro in una città sempre più alla ricerca di spazi condivisi.

La serata è proseguita tra musica, ironia e momenti di riflessione, con qualche battuta dissacrante rivolta al mondo della politica, sempre però mantenuta entro i confini del gioco teatrale e del cabaret. Lo spirito della manifestazione è rimasto quello che da sempre caratterizza lo Spirit de Milan: leggerezza, partecipazione e voglia di stare insieme.

Quando l’orologio aveva ormai superato le 23, artisti e pubblico si sono salutati dandosi appuntamento alla settimana successiva, nella speranza di poter comunicare novità positive sul futuro della struttura.

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Una cosa, però, è già chiara. Quello nato spontaneamente attorno allo Spirit de Milan assomiglia sempre più a un movimento popolare che parte dal basso, dalle persone, dalla strada e dal desiderio di difendere un luogo che negli anni è diventato patrimonio collettivo della città.

La speranza di artisti, residenti e frequentatori è che si possa individuare una soluzione capace di preservare un’esperienza culturale unica nel suo genere.

Perché perdere lo Spirit de Milan significherebbe perdere non soltanto un locale, ma uno dei simboli più autentici della Milano della musica, della convivialità e dell’incontro tra generazioni.

E forse proprio la straordinaria partecipazione vista in Bovisa dimostra che, quando cultura e comunità si incontrano, nessuna storia è davvero finita.

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