Nella Cattedrale gremita di fedeli l’Arcivescovo ha conferito l’ordinazione presbiterale a dodici seminaristi della Diocesi di Milano e a un missionario del Pime: «Inadeguati alla missione, come tutti noi, ma pronti a fare di Cristo il tutto della loro vita».
MILANO – Una giornata di festa, fede e speranza ha segnato oggi, 13 giugno 2026, la vita della Chiesa ambrosiana. Nel Duomo di Milano, gremito di fedeli provenienti da tutta la diocesi, l’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha ordinato sacerdoti dodici seminaristi del Seminario Arcivescovile, ai quali si è aggiunto il missionario del Pime Michael Mtonga, originario dello Zambia.
La celebrazione eucaristica è stata caratterizzata da una profonda riflessione sul significato della vocazione sacerdotale e sul senso della missione cristiana nel mondo contemporaneo. Monsignor Delpini ha aperto la sua omelia con una provocazione che ha immediatamente catturato l’attenzione dei presenti: «Noi, gente del buon senso e facili al giudizio, siamo inclini a dare consigli persino al Signore. E quindi forse ci viene da suggerire a Gesù: ma perché non hai scelto uomini migliori, più intelligenti, più virtuosi, più adatti?».
L’Arcivescovo ha evidenziato come la consapevolezza dei propri limiti non debba mai trasformarsi in una scusa per la mediocrità, ma rappresenti piuttosto una condizione favorevole per vivere autenticamente il discepolato. «Gesù suggerisce di interpretare questo nostro essere inadeguati non come una obiezione alla missione, ma come una condizione propizia per essere discepoli, sempre discepoli, ancora discepoli», ha affermato Delpini.
Nel suo intervento il presule ha poi rivolto lo sguardo alla società contemporanea, segnata da smarrimento e incertezza. In un tempo in cui molti faticano a riconoscere la presenza di Dio e prevale spesso l’idea di un “Dio secondo me”, i nuovi sacerdoti sono chiamati a essere punti di riferimento per quanti cercano orientamento e speranza. «Questi nostri fratelli sono inadeguati alla missione, come del resto siamo tutti noi, eppure sono decisi a fare della missione il tutto della loro vita perché Cristo è tutto per loro», ha sottolineato.
Particolarmente suggestive le parole pronunciate al termine della celebrazione, quando l’Arcivescovo ha invitato i fedeli a contemplare la luce che attraversava le vetrate del Duomo. Un’immagine simbolica della Chiesa, descritta come una realtà «colorata, antica e nuova, ricca di tante vocazioni», nella quale ciascuno è chiamato a lasciare passare un raggio della luce di Dio attraverso la propria vita.
Monsignor Delpini ha quindi lanciato una domanda che ha coinvolto non soltanto i nuovi sacerdoti ma tutti i presenti: «Qual è il colore che io devo portare per la bellezza della Chiesa? Qual è la mia vocazione?». Un interrogativo che richiama ogni credente alla responsabilità di scoprire e valorizzare il proprio posto nella comunità ecclesiale.
Al termine della Messa, come da tradizione, il sagrato del Duomo si è trasformato in un luogo di festa e condivisione. Familiari, amici, compagni di Seminario e numerosi fedeli provenienti dalle comunità di origine dei neo sacerdoti hanno salutato con gioia i nuovi presbiteri, testimoniando l’affetto e la vicinanza della Chiesa ambrosiana.
I dodici nuovi sacerdoti della Diocesi di Milano sono Nikolas Abbate, Andrea Angelini, Gioele Bergamini, Giuseppe Bianchi, Samuele Brancè, Nicolò Frattolillo, Emanuele Guido, Paolo Maccà, Paolo Macchi, Stefano Magistrelli, Lorenzo Molteni e Andrea Swich. A loro si aggiunge padre Michael Mtonga del Pime, la cui vocazione è maturata anche grazie all’incontro con i sacerdoti fidei donum ambrosiani presenti in Zambia.
Il prossimo 25 giugno, nella Cappella Arcivescovile, mons. Delpini comunicherà ai nuovi sacerdoti le destinazioni pastorali nelle quali inizieranno il loro ministero al servizio delle comunità della Diocesi di Milano.
Sebastiano Di Mauro nasce ad Acireale (CT) nel 1954 dove ha vissuto fino a circa 18 anni. Dopo si trasferisce, per brevi periodi, prima a Roma, poi a Piacenza e infine a Milano dove vive, ininterrottamente dal 1974. Ha lavorato per lunghi anni alle dipendenze dello Stato. Nel 2006, per strane coincidenze, decide di dedicarsi al giornalismo online occupandosi prima di una redazione a Como e successivamente a Milano e Genova, coordinando diverse redazioni nazionali. Attualmente ha l’incarico di caporedattore di questa testata e coordina anche le altre testate del Gruppo MWG e i vari collaboratori sul territorio nazionale.
