Dopo gli episodi di violenza registrati nelle scorse settimane, diverse città francesi introducono restrizioni per gli under 16 durante la Coppa del Mondo FIFA. Polemiche da parte dell’opposizione e dibattito aperto sulla sicurezza urbana.
PARIGI – La Coppa del Mondo FIFA 2026 accende la passione dei tifosi, ma in Francia porta con sé anche misure straordinarie di sicurezza. Diverse città hanno infatti deciso di introdurre coprifuoco notturni per i minori di 16 anni non accompagnati, nel tentativo di prevenire episodi di violenza urbana e disordini durante le serate delle partite.
L’ultima città ad adottare questo provvedimento è Moulins, comune di circa 19 mila abitanti nel dipartimento dell’Allier, che ha annunciato l’entrata in vigore del coprifuoco durante il periodo dei Mondiali. La decisione segue quella già assunta da centri più grandi come Tolosa e Clermont-Ferrand.
Le amministrazioni locali giustificano le restrizioni alla luce dei recenti episodi di tensione verificatisi dopo la vittoria del Paris Saint-Germain in Champions League e di altri disordini registrati nelle settimane successive.
A Tolosa il provvedimento entrerà concretamente in vigore in occasione della sfida tra Brasile e Marocco. L’ordinanza, adottata in accordo con prefettura e polizia nazionale, vieta ai minori di 16 anni non accompagnati di circolare tra le 22 e le 5 del mattino in un ampio settore del centro cittadino.
Restano previste alcune deroghe, come la presenza di un genitore o tutore legale oppure situazioni particolari, tra cui emergenze mediche. Parallelamente, il Comune ha annunciato la creazione di una grande fan zone sull’isola del Ramier, capace di ospitare fino a 18 mila persone nelle eventuali fasi finali del torneo con la partecipazione della nazionale francese.
La misura ha però suscitato forti critiche politiche. Il deputato della sinistra radicale François Piquemal ha definito il provvedimento un “delirio”, sostenendo che i giovani saranno i principali penalizzati per tutta la durata della competizione.
Ancora più severa la linea adottata a Clermont-Ferrand. Il sindaco Julien Bony ha previsto un coprifuoco tra le 23 e le 7 del mattino e una sanzione amministrativa di 150 euro per chi non rispetterà l’ordinanza. Inoltre, la città ha deciso di non organizzare alcuna fan zone, indipendentemente dal percorso della Francia nel torneo.
Le autorità locali hanno anche invitato i gestori dei locali pubblici che trasmettono le partite a orientare gli schermi verso l’interno dei bar, per evitare concentrazioni di persone nelle strade e nelle piazze.
La gestione dei Mondiali divide anche le principali città francesi. Marsiglia non prevede, almeno per il momento, l’organizzazione di fan zone ufficiali, mentre Parigi sta ancora valutando modalità e dimensioni di eventuali spazi dedicati ai tifosi.
A Lione, l’amministrazione comunale mantiene aperta l’ipotesi di una fan zone soltanto nelle fasi avanzate della competizione, invitando nel frattempo i cittadini a seguire gli incontri nei bar, nei bistrot e nei ristoranti della città.
In controtendenza si muovono invece Strasburgo e Vénissieux. La città alsaziana ha programmato la trasmissione delle partite della nazionale francese su maxischermi pubblici, mentre il comune della periferia lionese punta su un’estate all’insegna della partecipazione popolare, con proiezioni all’aperto, punti ristoro e aree dedicate alla convivialità.
La scelta di imporre coprifuoco ai minori rappresenta una novità significativa nel panorama francese e riflette le crescenti preoccupazioni delle amministrazioni locali per l’ordine pubblico durante i grandi eventi sportivi. Un equilibrio delicato tra sicurezza, libertà individuali e diritto dei giovani a partecipare ai momenti di festa collettiva che continuerà ad alimentare il dibattito pubblico nelle prossime settimane.
