Ultimi giorni per visitare ‘Women for Women Against Violence’: a Rende una mostra che trasforma le ferite in forza e speranza

Sta per concludersi al Museo del Presente di Rende una delle esposizioni più intense e significative di questa stagione culturale. Fino al prossimo 27 giugno sarà infatti possibile visitare “Women for Women Against Violence”, il progetto fotografico e sociale ideato dalla giornalista calabrese Donatella Gimigliano che, attraverso immagini, testimonianze e racconti di vita, accende i riflettori su due delle più gravi emergenze che colpiscono il mondo femminile: la violenza di genere e il tumore al seno.

L’esposizione, approdata in Calabria dopo aver raccolto consensi in tutta Italia, celebra i dieci anni dell’omonimo progetto, divenuto negli ultimi sei anni anche un programma televisivo in onda sulla Rai. Un percorso che ha saputo trasformare storie personali di sofferenza in un potente strumento di sensibilizzazione collettiva.

Ventuno ritratti che raccontano il coraggio della rinascita

La mostra propone un percorso immersivo composto da 21 fotografie di grande formato realizzate da Tiziana Luxardo, erede della celebre dinastia di fotografi italiani. Ogni immagine racconta una storia vera di dolore, resistenza e rinascita, mettendo in dialogo donne che hanno affrontato il tumore al seno o la violenza con personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura e dell’informazione impegnati nella sensibilizzazione sociale.

Un racconto corale che trova la sua forza nell’autenticità delle testimonianze e nella capacità di trasformare esperienze individuali in patrimonio collettivo.

Ad arricchire il percorso espositivo vi è anche una componente multimediale particolarmente coinvolgente: ogni fotografia è infatti accompagnata da un QR Code che consente ai visitatori di ascoltare direttamente la voce delle protagoniste, creando un legame emotivo immediato tra chi osserva e chi racconta.


Il messaggio di Donatella Gimigliano

Alla base del progetto c’è la storia personale di Donatella Gimigliano, presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, da anni impegnata nella lotta contro la violenza sulle donne e nella promozione della prevenzione oncologica.

Dalla sua esperienza diretta con il tumore al seno è nato un percorso che nel tempo si è trasformato in una vera missione civile.

«Le cicatrici non sono tutte uguali, ma parlano la stessa lingua», ha spiegato Gimigliano durante la presentazione. «Le ho riconosciute nelle donne sopravvissute alla violenza e in quelle che hanno affrontato la malattia. Da quel dolore è nato un progetto che racconta storie di resilienza e rinascita, perché ogni ferita può diventare un simbolo di forza».

Il kintsugi come simbolo di rinascita

Uno degli aspetti più suggestivi dell’esposizione è il richiamo all’antica arte giapponese del kintsugi, la tecnica che ripara gli oggetti fratturati evidenziandone le crepe con l’oro.

Una filosofia che diventa metafora dell’intero progetto: non nascondere le ferite, ma valorizzarle come segni di una trasformazione.

Emblematica in questo senso è la fotografia che ritrae Valentina Pitzalis, sopravvissuta a una terribile aggressione, accanto alla sorella Francesca, che ha affrontato il tumore al seno. Un’immagine simbolo che sintetizza il messaggio dell’intera mostra: la fragilità può diventare forza e la sofferenza può trasformarsi in consapevolezza.

Un progetto sostenuto dalla comunità

L’arrivo della mostra a Rende è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra il Comune, la LILT Cosenza e numerose istituzioni del territorio che hanno riconosciuto nell’iniziativa un importante strumento di prevenzione, educazione e crescita culturale.

L’assessore alle Attività Produttive Veronica Stellato ha sottolineato come il progetto rappresenti «un percorso di consapevolezza che celebra la forza delle donne e la capacità di trasformare il dolore in testimonianza», mentre il presidente della LILT Cosenza Gianfranco Filippelli ha evidenziato il valore della prevenzione e dell’ascolto come strumenti fondamentali per costruire una società più consapevole.

Particolarmente emozionante è stata anche la partecipazione di donne simbolo della lotta contro la violenza, come Maria Antonietta Rositani, Filomena Lamberti e Katia Villirillo, protagoniste di testimonianze che hanno profondamente colpito il pubblico presente.

Gli ultimi giorni per visitarla

Con la chiusura fissata al 27 giugno, questi sono gli ultimi giorni utili per scoprire un’esposizione che va oltre il semplice linguaggio fotografico e si trasforma in un’esperienza umana, culturale e civile.

Women for Women Against Violence” non racconta soltanto il dolore, ma soprattutto la capacità di rinascere. Un invito alla riflessione che, attraverso immagini e storie autentiche, restituisce dignità, voce e speranza a donne che hanno saputo trasformare le proprie ferite in una testimonianza di coraggio.

La mostra è visitabile presso il Museo del Presente di Rende dal martedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, mentre la domenica dalle 16 alle 20.