Chi è don Nicolò Frattolillo, il geologo diventato sacerdote: tra scienza, fede e servizio nella Diocesi di Milano

è uno dei 12 nuovi sacerdoti della Diocesi di Milano. Da geologo a prete, racconta il suo percorso tra studio, fede e vocazione.

«La natura e lo studio della Terra mi hanno aiutato a spalancare lo sguardo e il cuore, così da guardare al Creato in una dimensione più grande, che rimandasse al Creatore». È con queste parole che don Nicolò Frattolillo, 36 anni, originario di Dairago, racconta il cammino che lo ha portato all’ordinazione sacerdotale. È uno dei dodici nuovi sacerdoti ordinati sabato 13 giugno dall’Arcivescovo in Duomo per la Diocesi di Milano, protagonista di una storia che intreccia ricerca scientifica, servizio agli altri e vocazione.

Dalla passione per la geologia alla scoperta della vocazione

La scelta di studiare geologia nasce durante l’ultimo anno di liceo, segnato dal devastante terremoto dell’Aquila del 2009.

«Di fronte a una tragedia di quelle dimensioni – racconta don Nicolò – ho pensato che studiare la Terra potesse diventare un modo concreto per essere utile alle persone. Mi affascinava l’idea che il mio lavoro potesse contribuire a prevenire rischi e migliorare la vita delle comunità».

Da questa riflessione nasce l’iscrizione al corso di Scienze e Tecnologie Geologiche dell’Università di Milano-Bicocca, dove approfondisce lo studio dei fenomeni naturali senza mai percepire una contrapposizione tra ricerca scientifica e fede.

«Scienza e fede non sono in contrasto»

Per don Nicolò, il percorso universitario ha rappresentato un’occasione per confrontarsi con compagni provenienti da esperienze e convinzioni diverse.

I numerosi viaggi di studio nel Nord Italia, in Corsica e in Islanda sono diventati momenti preziosi di dialogo, anche con chi viveva lontano dall’esperienza religiosa.

«Non ho mai visto un conflitto tra scienza e fede, perché rispondono a domande differenti. La scienza cerca di spiegare come funziona il mondo, mentre la fede ci aiuta a comprendere il senso dell’esistenza. Gli studi sull’origine dell’universo non contraddicono la fede in un Dio creatore, che continua a sostenere il creato e lascia spazio alla libertà dell’uomo».

L’oratorio e il servizio agli altri

Parallelamente agli studi universitari, don Nicolò ha continuato il suo impegno nella parrocchia di Dairago, dove ha svolto il servizio di animatore, educatore e catechista.

Proprio nell’oratorio ha maturato la convinzione che il servizio agli altri fosse il luogo privilegiato dell’incontro con Cristo.

Non a caso ha scelto come motto sacerdotale la frase evangelica «Lo avete fatto a me», sintesi di una vocazione vissuta nella cura delle persone più che nelle parole.

Il pellegrinaggio che ha cambiato la sua vita

La decisione definitiva di entrare in Seminario è arrivata dopo un lungo percorso di discernimento spirituale.

Determinante è stato il cammino vissuto nel Gruppo Samuele e nella Comunità dei non residenti, ma soprattutto un pellegrinaggio organizzato dal Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) da Barbiana ad Assisi.

«Durante quel pellegrinaggio ho capito che dovevo fermarmi, fare ordine dentro di me e affrontare con sincerità le domande sulla mia vocazione sacerdotale che da tempo continuavano ad affiorare».

Dal Comune alla Regione Lombardia prima del Seminario

Terminati gli studi universitari, don Nicolò ha intrapreso la professione di geologo lavorando presso l’Ufficio Tecnico del Comune di Busto Garolfo e successivamente collaborando con l’Unità Bonifiche della Regione Lombardia.

Un’esperienza professionale che ricorda con gratitudine e che oggi assume un significato particolare.

«Qualche giorno fa un mio ex collega mi ha detto che sono passato dal bonificare i terreni a purificare le anime. Mi ha fatto sorridere, ma in fondo è un’immagine che racconta bene il senso del mio cammino».

Una vocazione nata guardando il Creato

La storia di don Nicolò Frattolillo dimostra come fede e scienza possano convivere e arricchirsi reciprocamente. Lo studio della geologia gli ha insegnato ad osservare la complessità della Terra, mentre l’incontro con il Vangelo gli ha aperto una prospettiva più ampia sul significato del Creato e del servizio agli altri.

Oggi, come uno dei dodici nuovi sacerdoti della Diocesi di Milano, porta con sé un bagaglio umano e professionale che continua a ispirare il suo ministero, nel segno dell’ascolto, della cura delle persone e della ricerca della verità.